Trentacinque anni di musica per la formazione fiorentina. Un CD antologico

Scritto da Bruno Santini |    Marzo 2010    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Trentacinque anni di musica insieme. I Whisky Trail si apprestano ufficialmente a festeggiare questa tappa importante della loro lunga e fortunata carriera mercoledì 17 marzo in occasione della XV edizione di Irlanda in Festa ospitata come di consueto al fiorentino Saschall.

«L'occasione ci ha portato - spiega Stefano Corsi, uno dei fondatori del gruppo - a progettare quello che non era mai avvenuto: un concerto reunion con tre dei musicisti che hanno fatto parte insieme a me, Giulia Lorimer e Pietro Sabatini, della prima formazione Whisky Trail: Antonio Breschi, Piero Bubbico e Daniel Craighea. Ma non è finita qui perché è prevista anche la partecipazione di Chris Hamblin che suonò con noi alla fine degli anni ‘70».

Trentacinque anni nel segno della musica irlandese. Che ricordi hai di quegli esordi?
«Mi ricordo il fervore con cui nella grande casa di Giulia Lorimer oltre a suonare e mangiare insieme, discutevamo di quello che facevamo e ci sembrava di essere arrivati al centro dell'origine di tanta musica americana da cui molti di noi provenivano: l'avevamo qui vicino a noi, in Europa e sentivamo tutto il fascino della sua romantica primordialità. Un'Irlanda che lottava fieramente per conservare il suo spirito e la sua identità, così diversa da quel modello inglese che per secoli avevano tentato di imporle. Ci sembrò incredibile quando scoprimmo che anche Marx era stato in Irlanda e se ne era anche lui innamorato. Nelle sue teorie poi l'aveva ritenuta il punto sensibile per la futura rivoluzione comunista. Sappiamo dell'importanza dei monaci irlandesi per la nascita del canto gregoriano, fino alla scoperta, ma questa è di questi ultimi anni, che anche San Frediano era un irlandese».

Ma l'occasione val bene anche una bella iniziativa editoriale ed è lo stesso Corsi ad anticiparcela: «Sì, il Saschall per i nostri 35 anni ha prodotto un Cd compilation, Beginnings, dove sono raccolti gli inizi discografici del gruppo, che sono stati rimasterizzati. Non solo, c'è da segnalare anche la presenza di un prezioso bonus: la sovraincisione da parte di Massimo Giuntini e di Vieri Bugli (che sono con noi nell'attuale formazione ormai da molti anni), sui 4 brani del ‘77. Così si chiude il cerchio della continuità fra la formazione di allora e quella d'oggi».


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