L'accordo fra i comuni dell'area fiorentina

Scritto da Isabella Puccini |    Aprile 2000    |    Pag.

Giornalista

Area nuova per gli orari
Avete varcato la soglia di casa e vi siete improvvisamente resi conto che nella dispensa regna la desolazione? Niente paura, è molto probabile che si possa andare in qualche punto vendita a far provviste. Ormai regna l'orario continuato, il mercoledì pomeriggio non è più tabù, gli iper e alcuni supermercati sono aperti fino alle 9 di sera. "Dall'agosto scorso abbiamo iniziato una sperimentazione - spiega Luciano Nuti, direttore ai Servizi generali di Unicoop Firenze - in quattro supermercati di Firenze e a Poggibonsi con l'apertura prolungata fino alle ore 21, mentre a Scandicci, Sesto e Campi si è deciso di arrivare alle 20,30. E, visti i buoni risultati, stiamo andando avanti".
Negli ultimi decenni sono cambiate le abitudini delle persone, i loro ritmi di vita, gli impegni di lavoro. Sono lontani i tempi in cui nei negozi c'erano ore di punta super affollate, calma piatta nelle prime ore d'apertura giornaliera e nei tre giorni d'inizio settimana. Ora gli afflussi si sono alquanto livellati; se è vero che dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 ci sono maggiori presenze, e che il venerdì pomeriggio e il sabato sono giorni pieni nei supermercati ed ipermercati, è anche vero che persone di tutte le età e di tutte le condizioni si ritrovano ad ogni ora, di tutti i giorni, a fare la spesa.
La questione degli orari è regolata per legge e gli ultimi sviluppi (D.L. 114/1998) stabiliscono che un esercente può scegliere l'orario di apertura del proprio punto vendita, che deve essere compreso fra le ore 7 e le ore 22 della giornata senza superare le 13 ore di apertura al giorno. Chi preferisce rimanere aperto più a lungo la sera, ad esempio, dovrà aprire più tardi la mattina. Così alcuni supermercati di quartiere, con clienti più mattutini di altri, aprono il sabato alle ore 7,30 e chiudono di conseguenza alle 20,30. Gli orari nella rete di vendita del gruppo Unicoop Firenze sono articolati proprio perché si cerca di aderire alle situazioni ambientali di ogni zona.
Altra novità introdotta dal decreto legge è l'abolizione dell'obbligo della chiusura infrasettimanale. La questione è demandata ai Comuni che, dopo aver consultato le associazioni dei commercianti e i sindacati dei lavoratori, stabiliscono se e quando obbligare i punti vendita ad una mezza giornata di riposo. Anche su questo punto, nella zona in cui Unicoop Firenze opera, si verifica un'ampia casistica. Firenze, Empoli e tanti altri permettono di scegliere fra il lunedì mattina e il pomeriggio di mercoledì o sabato; a Siena e Pisa non è prevista una chiusura settimanale, altri ancora la stabiliscono con rigidità.
Infine la legge dispone che i negozi, di qualsiasi tipo siano, debbano rimanere chiusi nei giorni festivi, ad eccezione di quelli del mese di dicembre e altre otto festività durante l'anno.
La questione degli orari d'apertura dei negozi non è certo cosa di poco conto. Con le aperture infrasettimanali e le deroghe concesse per le festività si possono incrementare gli incassi, offrendo parallelamente un miglior servizio ai consumatori e la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Però possono anche aumentare i costi di gestione senza un adeguato aumento delle vendite.

Festività e dintorni
Resta aperta e demandata alle Regioni la questione delle città d'arte e dei comuni a prevalente economia turistica. In questi casi scompaiono tutti i paletti fin qui citati: gli esercenti possono scegliere in libertà gli orari d'apertura e di chiusura e possono godere di quante deroghe desiderano. Per avere queste possibilità occorre che il Comune sia iscritto in uno speciale elenco della Regione. "Ci è sembrato troppo penalizzante nei confronti del resto del territorio l'allargamento ingiustificato della condizione di città d'arte o di comune turistico - spiega, a questo proposito, Luciano Nuti -. Abbiamo allora aderito con convinzione alla proposta per un accordo di 'area vasta', allo scopo di assicurare maggiore trasparenza di mercato e certezza di comportamenti". E così da marzo è operante un accordo firmato dai Comuni di Firenze, Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa, Signa, Prato, Scandicci e Sesto Fiorentino. Con questo accordo si potrà restare aperti una domenica al mese e in altre quattro festività durante l'anno, ferme restando le aperture di dicembre. I benefici sono notevoli, sia dal lato del servizio ai consumatori che da quello economico. Inoltre l'intesa riconosce il diritto di poter scegliere liberamente la mezza giornata di chiusura infrasettimanale, che a partire da gennaio del 2002 sarà facoltativa. "Ora è importante trovare accordi anche in altre aree della nostra zona di azione - conclude Nuti -, per poter garantire ad altri consumatori condizioni di servizio più favorevoli. Attualmente siamo già alla firma di una bozza di accordo nell'area pisana".