Scritto da Rossana De Caro |    Aprile 2002    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Spazzolino elettrico
Aspettando il vaccino anticarie, dobbiamo continuare a lavarci i denti tutti i giorni, il solo modo per evitare dolorose sedute dal dentista. L'ultima tendenza in fatto di spazzolini riguarda quelli elettrici di nuova generazione, che stanno prendendo il posto degli spazzolini manuali. Una moda divenuta piuttosto comune, tanto che li troviamo in vendita ovunque nei negozi di elettrodomestici, per quanto i pareri sull'uso dell'uno o dell'altro siano ancora controversi. C'è chi sostiene che gli spazzolini elettrici non siano adatti per gengive delicate e denti sensibili e che l'uso prolungato possa danneggiare lo smalto dei denti e chi, d'altra parte, sostiene che quelli manuali spesso vengono utilizzati in modo errato e non riescono a pulire in profondità come quelli elettrici.
I nuovi spazzolini sono dotati di una testina rotante corredata con delicate setole che rimuovono la placca con pulsazioni ad alta velocità (migliaia di movimenti al minuto) dagli spazi interdentali e dal bordo gengivale, dando un senso di pulizia professionale. Sono in genere dotati di un "memory timer" che avverte quando sono trascorsi due minuti, il tempo necessario raccomandato dai dentisti per una corretta pulizia dei denti. La sensazione finale è di denti liscissimi e puliti.

Lampada abbronzante
Mode o no, un bel colorito piace e dona a tutti. C'è chi ha la possibilità di togliere il pallore invernale magari sciando in alta montagna o concedendosi una vacanza al sole tropicale. Ma anche chi rimane a casa può togliersi questa soddisfazione e ottenere un'invidiabile tintarella con piccole lampade abbronzanti Uva (raggi ultravioletti) di varia potenza, sia a mezzo busto che facciali, acquistabili a prezzi sempre più accessibili (il prezzo di una lampada facciale si aggira tra i 90 e i 120 euro). Nel giro di qualche giorno - bastano poche sedute nella privacy di casa - il viso prende un colore dorato, con poca fatica e poca spesa. In genere questi apparecchi sono forniti di un timer con spegnimento automatico, indicatori del numero di sedute (alcuni indicano anche il tempo di esposizione adatto ai vari tipi di pelle); sono inclinabili, hanno una maniglia che li rende facilmente trasportabili e in dotazione un paio di occhialini protettivi. L'abbronzatura artificiale ad uso cosmetico è sconsigliata in genere dai dermatologi, in quanto un'esposizione reiterata e frequente ai raggi Uva, che agiscono in profondità, è una delle cause dell'invecchiamento cutaneo.
Aprile all'iper
E' quindi buona regola non effettuare troppe lampade nell'arco di un anno, e distanziare le prime di una settimana l'una dall'altra e le successive almeno di un mese. Il consiglio è di utilizzare prima dell'esposizione delle creme protettive, e programmare i tempi delle sedute non in modo standard, ma a seconda del proprio tipo di pelle. Rispettare le distanze e proteggersi gli occhi, ricordandosi di togliere eventuali lenti a contatto.

La carne parla
E' da gennaio che le etichette raccontano la storia della carne: l'origine, l'allevamento, la macellazione. Ora, nei reparti macelleria degli iper e supermercati dell'Unicoop Firenze, ci sono i cartelli che aiutano il consumatore a conoscere e utilizzare meglio le informazioni in etichetta. Il risultato è che per ogni singolo pezzo di carne è individuato l'intero processo produttivo. Solo per le frattaglie queste informazioni non sono previste dalla legge, ma la Coop ne garantisce l'origine: provengono solo dalla propria filiera.