L'aperitivo, da rito a moda

Scritto da Rossana De Caro |    Giugno 2007    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

In casa con gli amici, al bar o al ristorante,è ormai un classico consumare l'aperitivo, più o meno alcolico, dal gusto leggermente amarognolo, associato a stuzzichini d'ogni tipo.

Il nome aperitivo deriva dal tardo latino "aperire", cioè aprire, nel senso di iniziare. E il motivo è semplice: bere un liquido amaro e piacevole prima dei pasti stimola l'appetito. Torino vanta, alla fine del 1700, l'invenzione del vermouth, un vino aromatizzato con erbe e spezie che ha subito un grande successo.L'usanza dell'aperitivo nasce però alla fine del 1800 in Italia, nei più celebri caffè di Torino, Milano, Firenze, Roma. A Milano, soprattutto negli anni Venti del Novecento, diventa una consuetudine ritrovarsi per un bianchino (un bicchiere di vino bianco e frizzante) o per il mitico Campari, da gustare prima di cena nei locali del centro. A Firenze il conte Camillo Negroni, ordinando in un bar di via Tornabuoni un "americano" con l'aggiunta di gin, crea il celebre Negroni, che sarà poi esportato a Milano.

Il rito dell'aperitivo, comunque, si diffonde rapidamente a livello globale diventando una moda. E se inizialmente era nato come una pausa rilassante della giornata, un bicchiere da sorseggiare con gli amici, concentrato su pochi cocktail, sgranocchiando noccioline e patatine, negli anni si è trasformato in un fenomeno sociale di tendenza, sempre più raffinato (e costoso). L'offerta si è molto allargata comprendendo cocktail di vario genere, alla frutta, long drink, un mix di sapori variabile a seconda del gusto del momento. Non c'è da stupirsi, dunque, se è diventato sostitutivo del pranzo o della cena: in molti locali, infatti, viene servito insieme a piatti caldi o freddi, cibi esotici, verdure, pizzette e così via. Insomma, fa tutto da solo. Apre e chiude l'appuntamento con la tavola.

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