Scritte esoteriche, palindromi ed enigmi. Alcuni misteri di Toscana, sulle tracce dei Templari

Scritto da Gabriele Parenti |    Marzo 2010    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Turismo in Toscana significa bellezze paesaggistiche e opere d'arte ma anche andare a caccia di misteri può essere particolarmente stimolante. E allora vi proponiamo alcune iscrizioni enigmatiche che solleticheranno il gusto della scoperta.


Il giro torto

Entrando nel Battistero di Firenze, sul lato est, presso la Porta del Paradiso del Ghiberti, troviamo una lastra marmorea con inciso lo zodiaco e, al centro, un sole circondato da una misteriosa scritta (detta il rotor) che può leggersi anche in senso inverso "en giro torte sol ciclos et rotor igne" - così tradotta: "[io] sole col fuoco faccio girare tortamente i cerchi e giro anch'io". In origine la lastra era, però, collocata presso la porta nord e, nel solstizio d'estate, il sole che penetrava attraverso un foro nel soffitto andava a colpire proprio il centro dello zodiaco, quello con la scritta palindroma. In modo analogo ad Abu Simbel, nell'Alto Egitto e nelle cattedrali gotiche francesi c'è un orologio astronomico incentrato sul solstizio d'estate.

Merita poi, notare che il rotor usa parole che non appartengono al latino classico ma ne sono una deformazione, come accade nelle scritte esoteriche, (anche Nostradamus usa spesso terminologie latine inusuali che rendono il significato oscuro). Perciò, altre interpretazioni sono possibili, a partire da quel termine "giro torto" che suona sinistro. Tanto che Alfredo Castelli, nel numero 207 del fumetto di Martin Mystere, vi ha costruito una storia nella quale i seguaci di una fantomatica setta del rotor, progettano di provocare la distruzione della terra per rendere possibile una "nuova creazione". Un racconto di fantasia ma anche un'intuizione suggestiva che prende spunto proprio da quel "girare contorto" del sole.

Un'ultima curiosità: sempre nel Battistero di San Giovanni, a poca distanza dalla misteriosa scritta c'è il monumento funebre dell'antipapa Giovanni XXIII, al secolo Baldassarre Cossa (1370-1419), che i suoi nemici in un libello "diffamatorio" accusavano di essere un avvelenatore e di aver venduto l'anima al diavolo.

 


Quadrato magico

Se il rotor esiste solo a Firenze, è, invece, molto diffusa un'altra scritta palindroma (ovvero che può leggersi anche in senso inverso), il celebre quadrato del sator, il cui più antico esemplare fu ritrovato a Pompei nel 1936 presso la porta della Grande palestra (sempre a Pompei esiste un'iscrizione analoga scoperta qualche tempo dopo). Il quadrato è formato da 5 parole (SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS) che possono essere lette sia in orizzontale che in verticale e sia da sinistra che da destra.

È una frase in latino ma l'interpretazione è tutt'altro che facile anche perché compare una parola "arepo" che nella lingua latina non esiste. Si è pensato, allora, che sia stato inserito un termine celtico arepos che significa carro; e allora il significato sarebbe Il seminatore, col suo carro, tiene con cura le ruote. Un riferimento al valore positivo dell'agricoltura, una frase ben augurante, che però spiega poco. Si è pensato anche che Arepo fosse un nome proprio e la frase allora suonerebbe Arepo, il seminatore, tiene con cura le ruote. Che non ci aiuta però a capire di più. Un'altra interpretazione è: il seminatore, col suo carro, comprende le ruote dell'Opera. In questo senso l'iscrizione indicherebbe un legame simbolico fra le attività agricole, vicine alla natura e la Grande Opera alchemica. Ma il termine "seminatore" riporta anche ad un significato religioso che richiama la nota parabola evangelica.

Ad ingarbugliare le cose si aggiunge il fatto che la scritta compare in edifici delle più disparate tipologie e di differente importanza: dalle cattedrali alle pievi medievali, a edifici laici tra cui la Palestra di Pompei che sembra un luogo poco idoneo a rituali esoterici.

Assai varie anche le località. Esemplari del sator si trovano in Francia, in Inghilterra, in Spagna, in Medio Oriente e in una decina di grandi e piccoli centri italiani.

In Toscana è inciso su una parete del Duomo di Siena (dove c'è anche un riferimento al mitico padre dell'esoterismo Ermete Trismegisto) e nella Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima (Li).

 


Simbolo dei Templari?

Tutto ciò potrebbe davvero far pensare al sator come segno identificativo di confraternite o sette. E, in effetti, la professoressa Bianca Capone, studiosa delle vicende templariche italiane, mediante una approfondita analisi dell'iscrizione e dei luoghi in cui compare ha ritenuto che fosse un simbolo dei Templari.

Un'altra interpretazione (che non esclude la precedente) è offerta dall'Enciclopedia Britannica. L'oscuro termine arepo è considerato abbreviazione di areopago (il tribunale dell'antica Atene) e la traduzione sarebbe: "Il seminatore dell'Areopago detiene le chiavi dell'Opera". Il Sator non sarebbe più un agricoltore ma un filosofo. Il senso del messaggio, però, resta un dilemma.

Con il quadrato magico si sono cimentati anche famosi enigmisti e gli studiosi della cabala che hanno sostituito le lettere con i numeri, ricavandone nuove interpretazioni. Infine, si è notato che anagrammando le parole si ricaverebbe l'iscrizione Pater Noster (e questa trasposizione grafica si ritrova in un manoscritto del IX secolo) il che farebbe pensare ad un codice di riconoscimento dei primi cristiani, durante le persecuzioni. Tra l'altro, notiamo che la parola tenet si può leggere anch'essa nei due sensi e che i due tenet, al centro del quadrato, formano una croce. Tra le curiosità si segnala che l'alchimista Paracelso lo considerava un talismano erotico e che il filosofo e matematico Girolamo Cardano lo consigliava per debellare alcune malattie.

 


I labirinti

Terminiamo con i labirinti. Incisi sulla pietra, li troviamo a Lucca all'esterno della cattedrale di San Martino (su un pilastro del portico) e a Pontremoli nella chiesa di San Pietro. Accanto al labirinto di Lucca c'è anche un'iscrizione: "costruito da Dedalo cretese, dal quale nessuno che vi entrò poté uscire, eccetto Teseo aiutato dal filo d'Arianna".

Valeria Novembri su Toscana oggi (6-3-2008), docente di Storia del cristianesimo presso l'Università di Siena, ha osservato che entrambe le Chiese erano sul percorso della via Francigena e che il labirinto era emblema del mondo, pieno di insidie e di inganni, dominato dal male e dal peccato ma era anche simbolo di un percorso interiore, attraverso il quale l'uomo poteva innalzarsi, scoprire se stesso e arrivare a Dio.

Inoltre, i labirinti erano considerati un'esortazione al pellegrinaggio in Terra Santa e, per di più, il Labirinto era un luogo simbolico del Tempio di Salomone. Ancora i Templari, dunque... tanto più che i labirinti toscani sono assai somiglianti a quello della Cattedrale di Chartres e che a Lucca i simboli templari sono numerosi.

 


Nelle immagini, a partire dall'alto:

  1. Palindromo, Battistero di Firenze
  2. Quadrato del Sator
  3. Tomba di Giovanni XXIII, Battistero di Firenze
  4. Labirinto, San Michele, Lucca

Fotografie di Massimo D'Amato