Un appello per i coltivatori toscani

Antichi frutti cercasi

di Duccio Berzi

Ci sono molte varietà da frutto, originarie della Toscana, che rischiano di scomparire per sempre. E sarebbe davvero un grave danno, non solo da un punto di vista culturale, ma anche nutrizionale: basti pensare che un kg di mele Calvilla bianca, varietà antica europea, contiene circa 310 mg di vitamina C, quantità quattro volte superiore a quella presente in un kg di mele Golden, varietà americana moderna. Inoltre queste varietà ben si prestano ad essere utilizzate in agricoltura biologica, sia per la loro rusticità che per la capacità di resistere alle malattie, come la 'ticchiolatura' del melo, senza l'uso di sostanze chimiche.

Alcune Regioni hanno preso provvedimenti emanando normative (in Toscana la legge regionale n. 50 del '97) per il recupero e la valorizzazione di queste piante, ma il rischio della loro estinzione è tuttora molto alto.
In Mugello, grazie ad un finanziamento della Comunità Montana, del Comune di Firenzuola e dell'Unione europea, è appena nato un progetto per l'individuazione, il recupero e la diffusione delle antiche varietà fruttifere.
Si prevede la creazione di nuove banche genetiche del germoplasma (celle frigorifere dove vengono conservati i campioni di semi), da affiancare alle due già operanti in Toscana.

Ma la finalità del progetto è anche quella di rendere presto disponibili sul mercato le piante innestate, tramite piccoli produttori locali, e di arricchire nuovamente il territorio con le varietà recuperate: a tal fine per ogni segnalazione di varietà antica verrà corrisposto al proprietario una ricompensa in natura - consistente in una giovane piantina di quella varietà segnalata o di altra varietà, rigorosamente antica - che accompagnerà la vecchia pianta nel nuovo millennio.

Per informazioni e segnalazioni contattare il responsabile del progetto, dottor Duccio Berzi, Piccola Società Cooperativa Ischetus, tel. 0558457056, 03392395072, ischetus@newnet.it