Anche nelle scuole la campagna anti-tabacco

Angeli contro il fumo
La prima sigaretta è sempre per dimostrare qualcosa, il pretesto per farsi notare: dalla ragazzina che ci piace tanto, dal fusto della classe, dal gruppo a cui vorremmo appartenere. L'equazione è: fumo quindi sono diventato grande. E il messaggio è rivolto a tutti: ai genitori, agli amici, alla società. Così sono sempre di più gli adolescenti che fumano, senza sapere nemmeno bene perché. Proprio a loro, ai ragazzi tra i 15 e i 24 anni, la Lega italiana per la lotta contro i tumori ha dedicato un'intera campagna di prevenzione al fumo, articolata in più tappe e partita con la giornata mondiale senza tabacco, festeggiata a Firenze con una grande festa al parco delle Cascine. Per l'occasione sono entrati in azione i no smoking angels, una sessantina di ragazzi di alcune scuole superiori di Firenze, Empoli e Figline. Il loro compito era quello di fare ai loro coetanei alcune domande sul fumo, in base a un questionario appositamente compilato.

I ragazzi e il fumo
In tutto sono stati intervistati circa 400 ragazzi, dall'età media di 23 (maschi) e di 21 anni (femmine). Di questi il 45.2 per cento dei maschi e il 46 per cento delle femmine ha dichiarato di non fumare. Un dato positivo al quale però si contrappone una percentuale decisamente esigua di fumatori occasionali (4.3 per i maschi e 3.7 per cento per le femmine) e una piuttosto elevata di ragazzi che vanno oltre le 20 sigarette al giorno (addirittura l'11.2 per cento dei maschi). La maggioranza comunque sta nelle due fasce comprese tra le 6-10 e le 11-20 sigarette al giorno. Chi fuma lo fa soprattutto nei luoghi dove è vietato (74 per cento), senza per altro essere multato per questo (89.6 per cento). Molti sono consapevoli di danneggiare la salute di chi sta loro vicino (75.5 per cento): ciò nonostante non hanno mai pensato di smettere (44.7 per cento).
Continuando a curiosare tra le risposte si viene a sapere che alla maggioranza dei non fumatori non piace baciare chi fuma (ma il 40 per cento degli intervistati ha detto di non farci caso, anzi). E alla domanda 'conosci qualcuno che si è ammalato a causa del fumo?' il 33.7 per cento ha detto di sì, contro un 66.3 per cento che ha risposto no.
Con i soldi spesi per le sigarette i più (38,5 per cento) andrebbero in vacanza, oppure comprerebbero vestiti (13.9), macchine e moto (11.9). Qualcuno penserebbe anche agli altri (7.8 per cento), facendo beneficienza, e c'è perfino chi adotterebbe un cane.
Molti sono convinti di poter smettere quando vogliono o comunque di poter tenere sotto controllo questo loro vizio. Ma purtroppo non è così facile. E ogni anno, in Italia, sono circa 90 mila i morti per patologie causate dal fumo. L'obiettivo, quindi, è fare prevenzione. E il metodo scelto è quello di lavorare 'con' i giovani piuttosto che 'per' i giovani.
L'iniziativa alle Cascine è stata un vero successo. Oltre ai questionari hanno funzionato molto bene anche i due psico-point, dove volontari della Lega anti-tumore e psicologi hanno fornito materiale informativo e soddisfatto ogni tipo di curiosità sul fumo. Una lotteria ha permesso di raccogliere circa 30 milioni, che - detratte le spese - saranno destinati al progetto 'Scuole no smoking', da realizzare in alcune scuole superiori di Firenze e provincia.

Un angelo per amico
In alcuni di loro, insospettabili e decisamente poco inclini alle prediche, si nasconde un angelo. Qualcuno fuma pure, ma ha deciso comunque di diventare un 'no smoking angel'. Per affrontare nel modo migliore la loro 'missione', nei mesi scorsi hanno seguito un breve corso di formazione tenuto dagli psicologi della Lega. L'obiettivo è costituire dei gruppi di lavoro permanenti, con insegnanti e studenti, per affrontare il problema del fumo in modo semplice, amichevole, da pari a pari.
Molti e assai vari i motivi che hanno spinto i ragazzi a diventare angeli volontari. C'è chi lo ha fatto per curiosità, per saperne di più, per aiutare se stessi, o i propri genitori e amici a smettere di fumare. Scrive una ragazza: 'Perché sono qua? Forse perché non voglio perdere qualcuno a cui tengo... Sono preoccupata per il mio babbo e non voglio che qualcun'altro si trovi nella mia stessa condizione. Io sono qua per te!'.
La Toscana, in ogni caso, nella guerra al fumo è una delle regioni più all'avanguardia d'Italia. Dal '96 c'è una legge, la n. 65, che impone delle regole molto rigide, con particolare riguardo ai luoghi di lavoro e ai locali - nonché uffici - aperti al pubblico. Ciò nonostante i giovani fumatori continuano ad aumentare. 'Nel '93 il fenomeno riguardava in Italia il 17.4 per cento dei giovani - spiega la dottoressa Rosangela Terrone, responsabile dei corsi per smettere di fumare della Lega contro i tumori - mentre adesso siamo passati al 21.4 per cento, con un incremento tra i 15 e i 17 anni'. E nelle regioni centrali sono soprattutto le donne a non saper resistere al richiamo della sigaretta. Gli angeli del fumo veglieranno anche su di loro.