I parchi e le iniziative dedicate a queste due piante in piena fioritura. I consigli per coltivarle

Scritto da Càrola Ciotti |    Maggio 2008    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

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Le ortensie sono piante antichissime, di cui si sono trovate tracce fossili risalenti a molti milioni d'anni fa: sono forti, longeve, di semplice coltivazione e generose nel donare una fioritura colorata ed abbondante per gran parte del periodo estivo. Il loro nome botanico, Hydrangea, deriva dalle parole greche hydros (acqua) e andreon (vaso), con allusione alla forma delle capsule contenenti i semi; l'origine geografica è invece legata al continente nord americano e all'Asia (Giappone e Cina). Introdotte in Europa alla metà del 1700, hanno goduto di una notevole diffusione grazie alle loro caratteristiche di adattabilità e alla gran varietà di specie e colori.

Generalmente le ortensie amano l'ombra (ma possono vivere bene anche al sole), terreni grassi, ricchi di humus - ben drenati - e annaffiature piuttosto abbondanti. Non temono il freddo invernale e resistono bene fino a sei-sette gradi sotto lo zero: ciò consente anche la loro coltivazione in piena terra, dove alcune specie, come l'Hydrangea paniculata, possono crescere fino a diventare grandi cespugli di alcuni metri di altezza. Le ortensie non sono particolarmente esigenti neppure in fatto di concimazione: basterà, infatti, effettuarne una in primavera con un concime a lenta cessione, oppure, dopo una prima somministrazione primaverile, con un buon "universale", continuando con frequenza mensile per tutto il periodo estivo. Una buona pacciamatura con torba, foglie, stallatico o cortecce di albero triturate, aiuterà a mantenere l'umidità e il fresco necessario intorno alle radici. Anche questa operazione è da compiersi durante la primavera.

In Lazio e in Liguria
Chi ama le ortensie e volesse dedicarsi in modo più attivo e partecipe alla tutela e alla diffusione di queste straordinarie piante, sappia che esiste un'associazione, con sede a Bolsena, dall'inequivocabile nome "Amici delle ortensie". Nella cittadina laziale, affacciata sull'omonimo lago, le ortensie hanno riscosso molto successo, tanto che ne troviamo grandi esemplari nell'ampio e monumentale viale Colesanti, sul lungo lago, in aree pubbliche e in moltissimi giardini privati. Lo scopo del gruppo è quello di valorizzare e far conoscere questa tipologia di pianta, sia tramite una promozione diretta sia stringendo rapporti con analoghe associazioni, vivaisti specializzati, produttori ed appassionati sparsi in tutto il mondo. Per questo motivo, in giugno, l'associazione organizza "La Festa delle ortensie": durante la "tre giorni floreale" sarà possibile ammirare molte specie rare, partecipare a conferenze, percorsi botanici e - non ultimi - itinerari di degustazione tra dimore storiche. Quest'anno l'appuntamento è per il 20, 21 e 22 giugno (info: www.amicidelleortensie.com).
In Liguria, precisamente a Sant'Olcese, nei pressi di Genova, c'è invece il parco di Villa Serra, dove sono custodite più di 1300 ortensie di varie specie, sia storiche che cultivar. Il parco è sempre aperto ma per ammirare la fioritura delle ortensie è consigliabile visitarlo da fine maggio a settembre. Grazie alla bellezza compositiva questo luogo è comunque affascinante in ogni periodo dell'anno: vi si trovano molti alberi secolari come sequoie, tassi, magnolie, cedri, faggi e abeti rossi; sono presenti specchi d'acqua, grandi prati e pregevoli edifici di diverse epoche. Il parco è anche attrezzato con un'area pic-nic, zona gioco per i piccoli e un ristorante. Si raggiunge facilmente dal casello autostradale di Bolzaneto (info: consorzio Villa Serra, tel. 010715577, www.villaserra.it).

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L'albero delle rose
Il loro nome deriva dal greco e significa "albero delle rose". I rododendri sono piante perenni a sviluppo arbustivo, rustiche, che si adattano bene ad essere coltivate sia in piena terra che in vaso; appartengono alla famiglia delle Ericacee e formano un genere distinto di cui fanno parte, come sottogenere, anche le più comuni azalee. Come per le ortensie troviamo loro tracce in tempi lontanissimi, ma i primi esemplari furono introdotti in Europa soltanto nel 1800, grazie al lavoro di alcuni botanici inglesi. I rododendri sono sempreverdi e presentano un bel fogliame, di forma ovale o lanceolata, verde-lucido sulla pagina superiore e di colore rugginoso in quella inferiore. Fioriscono dai primi di aprile fino a metà giugno - a seconda della varietà - con grandi fiori, semplici o doppi, dai colori vistosi, riuniti in grandi mazzi alle estremità dei rami; amano posizioni semi ombreggiate, dove possono ricevere i raggi del sole nelle ore più fresche. Non temono il freddo, anche se durante l'inverno è utile ricoprire il terreno vicino alle radici con foglie secche o altro materiale pacciamante. Se la pianta è coltivata in vaso dovremo porre più attenzione alle necessità idriche e nutrizionali, controllando anche più frequentemente il suo stato di salute, dato che gli esemplari che vivono in contenitori sono maggiormente soggetti ad attacchi di parassiti o a malattie dell'apparato radicale. Occorre annaffiare le piante che vivono in terra quando il terreno è ben asciutto, mentre per quelle che vivono in vaso è bene mantenere il terriccio sempre umido; evitare in ogni caso ristagni d'acqua.

La potatura, per i rododendri, è molto semplice ed è limitata all'asportazione dei fiori appassiti, delle parti danneggiate e, in definitiva, al mantenimento di una forma regolare, tondeggiante ed armonica: queste piante, infatti, tendono a crescere sia in altezza (da 50 cm ad alcuni metri) sia in larghezza.
Famosa in tutto il mondo, per il gran numero di esemplari e di specie presenti, è la "Conca dei rododendri" (ben due ettari all'interno del Parco della Burcina, nel mese di maggio in piena fioritura), nei pressi di Biella. In questa riserva naturale - istituita nel 1980 - si promuovono la tutela e la salvaguardia delle caratteristiche naturali, ambientali e paesaggistiche della zona, anche tramite attività scientifica, culturale e didattica (info: tel. 0152563007, www.parcoburcina.piemonte.it).

Un ringraziamento al Vivaio Paoli Borgioli di Scandicci, tel. 055715885, dove è possibile ammirare (previa telefonata) una collezione di ortensie antiche e rare, tra cui molte specie giapponesi.