Corsi per rendere autonomi i non vedenti

Marco Fossati è docente di educazione fisica e psicomotricità e collabora con l'Unione italiana ciechi come riabilitatore di persone con minorazioni visive. Una professionalità tesa a far sì che anche i non vedenti possano farcela da soli, senza dover dipendere da nessuno, o almeno non completamente. Lo abbiamo incontrato per cercare di capire come le persone vedenti possano aiutare o almeno non intralciare un non vedente.
'La prima cosa da non dimenticare, quando si entra a contatto con questo mondo, è che i disturbi della vista non sono tutti uguali - esordisce Fossati -. Il meccanismo per cui vediamo e riconosciamo quello che stiamo guardando è un sistema molto complesso, che si basa sia sull'organo "occhio" che su una serie di connessioni nervose e nel cervello predisposte alla visione'. Ci saranno così persone non vedenti o ipo-vedenti, che percepiscono cioè immagini in modo distorto, soffrono di una riduzione del campo visivo oppure, a seconda del tipo di illuminazione, riescono a utilizzare la loro capacità visiva in modo più o meno funzionale.
Molte sono state le iniziative dell'Unione italiana ciechi per sensibilizzare i vedenti e cercare di far capire loro cosa significhi cecità o disturbo visivo in genere. Inoltre l'Uic ha ampliato da diversi anni il proprio ventaglio di interventi, attivando un Istituto di ricerca, formazione e riabilitazione (Irifor). Questo istituto gestisce e organizza, attraverso le sue sedi provinciali, una serie di progetti in diversi settori.
Attualmente in Italia si stanno intensificando dei corsi individuali, per assicurare una maggiore padronanza ai non vedenti nella vita di tutti i giorni. Partendo dagli ambienti domestici, i corsi arrivano a dare gli strumenti necessari per muoversi in realtà urbane complesse, conosciute e non, utilizzando i mezzi pubblici, i treni e le metropolitane. Secondo le possibilità e necessità del non vedente, si imparano tecniche per vestirsi da soli, aver cura dei propri indumenti (lavare, stendere, piegare, stirare) e del proprio corpo, cucinare, comportarsi correttamente a tavola, tenere pulita la casa, gestire il denaro e organizzarsi per il tempo libero.

Nel supermercato
Fra le necessità quotidiane c'è anche quella di fare la spesa.
'Una parte dei corsi - riprende Fossati - si sofferma anche su come comportarsi in un supermercato e come operatore mi capita di tenere delle lezioni proprio in un reparto di prodotti alimentari. Mentre il mio allievo o la mia corsista eseguono la consegna che gli ho affidato, non posso fare a meno di guardare come reagiscono gli altri clienti e il personale. Devo dire che ho notato sempre molta attenzione e partecipazione nei loro confronti, con sollecite offerte di aiuto. A questo proposito ritengo opportuno fare una precisazione, perché le buone intenzioni a volte possono non bastare ad aiutare davvero un non vedente. Il dire "E' lì davanti", ad esempio, non porta molto giovamento, così come non serve fare dei gesti o il toccare la persona, cosa questa che può anche essere non gradita. E' meglio dare informazioni verbali chiare e dettagliate, con riferimenti precisi all'eventuale tragitto da compiere, oppure farsi prendere a braccetto e accompagnare la persona là dove vuole andare'.

Con gli occhi di Fido
Sono semplici attenzioni che valorizzano il nostro aiuto, rendendolo gradito e ponendolo su un piano di pari dignità e di fattiva collaborazione con il non vedente.
Vediamo quindi altri suggerimenti utili. 'Il cane è un amico prezioso — spiega Fossati -. Da più di settanta anni la Scuola nazionale cani-guida per ciechi di Scandicci, ora gestita dalla Regione Toscana, fornisce alle persone che non vedono un valido ausilio per la mobilità, oltre a una serie di servizi tesi all'integrazione dei cittadini. Sono cani addestrati per svolgere un compito ben preciso e non per esibirsi in pubblico. Se ne incontrate uno, quindi, lasciatelo lavorare, senza creargli ulteriori difficoltà. Se siete nella condizione di fare una carezza a un cane guida, chiedete sempre il permesso al suo padrone.
Ricordatevi che è buona norma non offrire al cane bocconi, caramelle o altro: lo distogliereste dal suo lavoro e danneggereste la sua salute'.
Un'ultima preghiera: se notate un signore con la barba che cerca di mettere in difficoltà un cieco in un supermercato, non guardatelo con aria di disprezzo. Potrebbe essere il suo istruttore.

Per saperne di più
Unione italiana ciechi, Comitato nazionale (Roma), tel. 06/699881; Comitato toscano, via Bonacci 5, Firenze, tel. 055/588103; Scuola nazionale cani-guida per ciechi di Scandicci, tel. 055/741811