L'assistenza nelle malattie infiammatorie e croniche

Scritto da Alma Valente |    Marzo 2000    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Amici dell'intestino
La loro causa è ancora sconosciuta. Ma di colite ulcerosa e morbo di Crohn, due patologie nel nostro paese considerate rare fino a qualche anno fa, ci si ammala sempre di più. In Italia ne soffrono oltre 70 mila persone e ogni anno si registrano 7 nuovi casi su 100 mila abitanti, con un'incidenza, soprattutto nella popolazione anziana, del 50 per cento. Un fenomeno tanto rilevante da indurre la Comunità Europea a finanziare un gruppo di studio che, oltre all'impatto sociale, approfondisca cause e prospettive terapeutiche. A sostegno dei portatori di queste malattie, che richiedono cure costanti e controlli strumentali periodici, in Toscana ha appena compiuto 10 anni Amici, un'associazione di volontariato per l'assistenza sociosanitaria. Finalità? Promuovere e favorire con ogni mezzo la conoscenza di queste malattie, permettere la diagnosi precoce e un'efficace cura. 'Non più di dieci anni fa - spiega il dottor Giacomo Trallori, gastroenterologo dell'ospedale Careggi di Firenze e consulente volontario dell'associazione - anche gli stessi medici si trovavano spesso impreparati di fronte alla diagnosi e al trattamento di queste malattie. Non è raro infatti trovare malati che hanno dovuto attendere anche anni prima di ottenere una diagnosi corretta e poter iniziare una terapia adeguata'.
In questi dieci anni Amici ha operato su più fronti. L'associazione ha contribuito in Toscana, con risorse umane ed economiche, a numerosi studi di ricerca. 'La situazione oggi è certamente migliorata rispetto al passato - sottolinea il dottor Trallori -: sono numerosi sul territorio nazionale i centri specializzati e qualificati per la diagnosi e cura di queste malattie; gli ammalati conoscono meglio le problematiche connesse alla convivenza con la malattia e questo consente loro di affrontare la situazione con maggiore consapevolezza e di godere di una migliore 'qualità della vita''.
Un dato importante se si stima che al 1999 in Toscana sono stati riscontrati circa 7.000 casi, prevalentemente in età compresa tra i 20 e i 30 anni e tra i 60 e i 70. Questi pazienti hanno una sopravvivenza uguale, se non superiore, a quella della popolazione normale, in quanto per la loro situazione cronica sono continuamente in contatto con il servizio sanitario nazionale e con le organizzazioni preposte alle cure.
Infine, buone notizie arrivano dal fronte delle cure. Si chiama Anticorpo alfa anti-tumor necrosis factor e negli Stati Uniti fa ormai parte dell'armamentario terapeutico per la malattia di Crohn. In Italia ancora non è in commercio ma con buona probabilità arriverà entro l'estate del 2000. 'La terapia con questo anticorpo monoclonale - spiega il dottor Trallori - riduce i segni e i sintomi clinici nei pazienti affetti da malattia di Crohn. Nella nostra Unità Operativa abbiamo già trattato 10 casi con ottimi risultati. Ma poiché non conosciamo a fondo gli effetti collaterali e le problematiche che un eventuale 'ritrattamento' può determinare, lo indichiamo soltanto nei casi gravi'.

Sezione regionale toscana Amici, tel. 0558396193, gtrallo@tin.it