Un film sulle orme di “Amici miei”, anzi ai primordi…

Scritto da Bruno Santini |    Aprile 2011    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Fiorentina, dal robusto curriculum, Barbara Enrichi (vincitrice del prestigioso David di Donatello per il suo personaggio di Selvaggia nel film di Leonardo Pieraccioni Il ciclone) si gode il recente buon successo di Amici miei... come tutto ebbe inizio, diretto da Neri Parenti e nelle sale in questi giorni.
Nel cast il gotha della comicità made in Italy: Christian De Sica, Paolo Hendel, Michele Placido, Massimo Ghini, Pamela Villoresi, Massimo Ceccherini, Alessandro Benvenuti... e naturalmente Barbara Enrichi.
È lei infatti l'energica Margarita che gestisce, insieme al marito Cecco (Giorgio Panariello), l'omonima locanda situata nella Firenze di fine ‘400.
«Per questa pellicola - ci spiega l'attrice - la nostra locanda rappresenta un po' quello che per Amici miei di Monicelli era il Bar Necchi. Non a caso, è giusto ricordarlo, che a parte l'ampia trasposizione temporale, questo è a tutti gli effetti l'omaggio/prequel della saga iniziata con la pellicola del ‘75».

Come ti sei trovata con due "toscanacci" come Panariello e Parenti?
«Splendidamente. Neri è un gentiluomo. Quando mi convocò a Roma mi dette il copione e mi disse: - Leggilo e dimmi cosa ne pensi! - Io ero tentata di accettare immediatamente, ma per darmi un tono ho aspettato... un giorno. Già dalla sceneggiatura s'intuiva la bontà dell'operazione: in quelle pagine c'era tutto lo spirito di Amici miei».
«Per quanto riguarda Giorgio - puntualizza la Enrichi - sono felicissima di aver condiviso con lui gran parte delle mie scene. I due personaggi si amano molto e quindi era indispensabile che tra noi ci fosse la sintonia giusta».
Per Barbara qualche set toscano (come la scena del patibolo girata a Pistoia con 200 comparse) ma tanta Cinecittà.
«È vero, perché non solo gli interni della mia locanda, ma anche addirittura piazza del Duomo è stata ricostruita negli spazi di Cinecittà».

Nella finzione del film ti vediamo fare la spesa, cucinare e servire nella tua locanda, agli occasionali avventori, piatti tipici: nella realtà come te la cavi ai fornelli?
«Intanto sono una buona forchetta! - confessa la Enrichi - ...e comunque m'interesso di gastronomia e sono una cultrice dei piatti della tradizione toscana. Del resto mia mamma era cuoca e mio padre, a Tavarnelle, ha un podere dove produce specialità della zona».

A proposito di tavola; 20 anni fa usciva nelle sale il film di Alessandro Benvenuti Benvenuti in casa Gori (e un bel libro, fresco di stampa, di Enrico Zoi, Bentornati in casa Gori, ed. NTE ne rievoca la lavorazione). Tra i protagonisti di quel disgraziato banchetto natalizio raccontato c'eri anche tu, triste "Cinzina" fidanzata a Danilo (Massimo Ceccherini).

Che ricordi hai di quelle riprese?
«Buoni perché fortunatamente il mio personaggio essendo incinta era disappetente... e così evitai di mangiare quei cibi che, ciak dopo ciak, erano diventati sempre più freddi e assai poco invitanti».

A dimostrazione delle doti culinarie di Barbara Enrichi c'è anche da ricordare che l'attrice ha scritto In fondo alla passione (ed. Stranamore), atto unico per il teatro che si legge come un romanzo, storia d'amore tra una cuoca e il proprietario di un ristorante.

Per conoscere tutte le iniziative che Barbara Enrichi ha in programma (compreso il prossimo "Seminario di recitazione cinematografica", ospitato il 9 e 10 aprile alla Biblioteca comunale di Signa), consultare il sito www.barbaraenrichi.it; per i fan c'è l'applicazione per iPhone che si può scaricare semplicemente digitando il suo nome su APP Store.

L'intervistata
Barbara Enrichi, attrice