Risparmio, riutilizzo, riciclo: l'impegno di Coop per ridurre gli imballaggi. E per i detergenti la parola d'ordine è biodegradabilità

Scritto da Anna Somenzi |    Marzo 2007    |    Pag.

Giornalista. Nata a Cremona, cresciuta a Bologna della quale ha assorbito, e goduto, l'emilianità. E' diventata giornalista professionista "da grande", ma lavora nell'editoria da molto tempo in giornali aziendali del movimento cooperativo, prima Comma di Conad e poi Consumatori di Coop. Si occupa soprattutto di prodotti e produzioni, consumi e consumatori. Da qualche anno, sempre per Coop, lavora anche come coordinatrice editoriale per la collana dei Quaderni dei consumatori dell'Editrice Consumatori.

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Togliere il cartone attorno al tubo di maionese Coop e al dentifricio a marchio può sembrare cosa da nulla, però questo gesto ha portato - insieme all'introduzione delle ricariche, all'utilizzo di materiali riciclati nelle confezioni e ad altri interventi ancora - a risparmiare ben 6.792 tonnellate di materiali (secondo i dati raccolti dal cosiddetto progetto 3 R, che ha monitorato i benefici in termini di risparmio, riutilizzo e riciclo sugli imballi primari negli anni 2000-2005).
Sono fatti concreti, conseguenza di scelte ambientali reali di Coop per i propri prodotti. Del resto è nella storia della cooperativa e nelle attese dei soci l'attenzione e la cura per l'ambiente che ci circonda: secondo un sondaggio del 2005, la tutela dell'ambiente è considerata la prima caratteristica per un'azienda socialmente responsabile, e il 70% degli intervistati riconosce che i prodotti eco-logici Coop sono una prova concreta dell'impegno della cooperativa per l'ambiente, mentre acquistarli e consumarli è ritenuto un modo per contribuire alla difesa della natura.

Un capitolo pesante per l'ambiente è quello dei detergenti. Qui il consumo di saponi naturali perfettamente biodegradabili è stato sostituito dai moderni detersivi costituiti da sbiancanti ottici, zeolite per addolcire l'acqua e dai tensioattivi sintetici, ottimi per la prestazione, ma non tutti completamente biodegradabili. Oggi i fosfati sono ormai spariti dai detergenti, ma quando Coop nel 1988 li eliminò dai propri prodotti a marchio fu la prima sul mercato, e rimase l'unica per molti anni. Su questa scelta portò avanti una grande campagna di attenzione al mare, perché sono proprio i fosfati tra le principali cause dell'eutrofizzazione, cioè la proliferazione di alghe gelatinose e la conseguente scomparsa di alcune specie ittiche pregiate.

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Le tappe 1996 - Linea di detergenti liquidi per l'igiene personale: il flacone è alleggerito ed è inserita la ricarica a busta. L'imballaggio si riduce complessivamente del 49,9% (-17,1 tonnellate/anno). Aumenta dal 25% al 50% la quantità di plastica riciclata Pe (polietilene) per i flaconi della detergenza chimica.

1997 - Per i detergenti per superfici dure il flacone è in materiale riciclato per il 70%. Gli imballi secondari sono alleggeriti del 7%, con un risparmio di materiali annuo dalle 2 alle 13 tonnellate, secondo i formati. Nel 2003 i flaconi da 1 litro diventano di Pet (polietilentereftalato), invece che Pe, e sono totalmente in materiale riciclato.

1998 - Viene eliminato l'astuccio in cartoncino per la maionese e viene modificata la composizione del tubetto (-7,1 grammi pari al 50,4% del peso). Eliminare l'astuccio produce una riduzione di peso del 22,2%. Complessivamente il risparmio di materiali è di 34 tonnellate all'anno.

1999 - È la volta dei sacchetti nettezza: la busta che li contiene è sostituita da un nastro, si alleggerisce anche l'imballo secondario. Il risparmio di materia sull'imballaggio complessivo è del 26% (4,7 tonnellate all'anno). Lo stesso intervento è effettuato anche per il sacchetto con laccetti, con un risparmio complessivo di 4,6 tonnellate all'anno.

2000 - La busta che avvolge i due o quattro pacchetti di caffé è sostituita da un nastro di ridotte dimensioni (-60% di peso; -9,2 tonnellate all'anno). È ulteriormente alleggerito il peso del flacone dei detergenti per la persona e aumentato il contenuto della ricarica. Il risparmio di materia è dell'11,9% (-2,5 tonnellate/anno).

2003 - Nasce il detersivo per piatti in flacone realizzato con almeno il 50% di polimero riciclato. Il flacone pesa 1,8 grammi di meno (-2,6%), un risparmio annuo di circa 5 tonnellate di materiale. Anche le uova biologiche escono in una confezione di materiale cellulosico riciclato al 100%. Per gli ammorbidenti concentrati nascono i flaconi da 0,5 litri realizzati al 100% con materiale riciclato.

2004 - Per la confezione della collezione letto una innovazione nei materiali la cui componente cellulosica è riciclata esclusivamente da cartoni per bevande.

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CON IL PLA
Il futuro è nel mais La linea specifica degli eco-logici Coop offre prodotti a basso impatto ambientale, che interessano gesti comuni come lavare i piatti o la biancheria. Fra questi troviamo anche i prodotti con il marchio Ecolabel: sono preparati secondo un protocollo della Comunità europea, che indica gli ingredienti consentiti e quelli che non possono invece essere utilizzati. Il marchio Ecolabel impone che i tensioattivi usati siano completamente biodegradabili in ogni condizione aerobica e anaerobica, affinché non ristagnino nei fanghi dei depuratori o nel mare. Il loro tempo di biodegradabilità è di pochi giorni.

Nella linea eco-logici Coop si trovano dunque le pastiglie per lavastoviglie, il detergente per i piatti e quelli per pavimenti e piastrelle, oltre al detergente in polvere per lavatrice. Sempre nella stessa linea ci sono anche i prodotti di carta 100% riciclata e certificati Ecolabel: carta igienica, tutto casa, fazzoletti, tovaglioli doppio velo, carta da ufficio, realizzati solo da fibre di cellulosa recuperata da carta da macero selezionata.

In acido polilattico, il Pla, sono invece i piatti e i bicchieri monouso, fra gli ultimi prodotti arrivati. Il NatureWorks Pla è una molecola di origine vegetale, ottenuta da uno zucchero dell'amido di mais. La sua origine rende questo prodotto totalmente biodegradabile e si può smaltire con i rifiuti organici. In un impianto di compostaggio industriale si degrada in 47 giorni a 60°C, se è abbandonato sul terreno ci mette invece da uno a tre anni, contro i 2000 del polistirolo.


Ecolabel È un marchio europeo che attesta il ridotto impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto: materie prime, distribuzione, utilizzo, eliminazione dopo l'uso. Oggi sono oltre 1.300 i prodotti col fiore Ecolabel, nel '98 erano solo due