Il filosofo e poeta Roberto Carifi di Pistoia

Scritto da Giulia Caruso |    Ottobre 2012    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

C'era un ragazzo che, come tanti della sua generazione, amava i Rolling Stones e tutta quella musica dirompente che arrivava dall'Inghilterra. Il ragazzo sfogava la sua rabbia contro il padre suonando in una rock band nei locali della sua città. E come tanti della sua generazione, nel novembre del 1966, accorreva a Firenze sommersa dalla furia dell'Arno, a salvare dal fango preziosissimi libri.

Quel ragazzo è Roberto Carifi, poeta e filosofo, voce assolutamente fuori dal coro nel panorama letterario nazionale.

Alla sua poesia, e soprattutto alla sua umanità, sarà dedicato in primavera un incontro presso la Libreria Lo Spazio di Pistoia, dove il maestro passa molte ore della sua giornata.

Rita Stilli, autrice di una biografia del poeta, scrive: «Se non lo avessi conosciuto, farei di tutto per incontrarlo. Non soltanto per la sua poesia, per la sua filosofia, per i suoi libri che ogni volta lasciano attoniti per la profondità del pensiero, ma per quella ironia giovane, anzi, bambina, che si prende gioco di noi, giocando con noi».

 

Metamorfosi

Il poeta nasce a Pistoia l'11 settembre 1948 da Licia Brunetti e Benito Carifi che decide di lasciare la famiglia quando il piccolo ha tre anni, per trasferirsi a Roma. L'abbandono del padre e la sofferenza della madre, segneranno il carattere del giovane che proverà sempre un grande attaccamento alla figura materna e una sorta di amore-odio per quella paterna.

Anarchico, insofferente a qualsiasi forma di autorità, studente di Filosofia a Firenze, partecipa alle rivolte studentesche del ‘68.

Dopo la laurea, conseguita brillantemente nel ‘72, si reca a più riprese a Parigi, per seguire presso L'École Freudienne, le lezioni di Jaques Lacan, il filosofo psicanalista che influenzerà la sua prima produzione poetica.

Tornato in Italia, decide di scandagliare ancora più a fondo le tortuose strade dell'animo umano, aprendo a Pistoia un suo studio di psicanalista, che abbandonerà dopo un anno, per la sopravvenuta sfiducia nei confronti del potere terapeutico della psicanalisi.

Gli anni ‘80, lo vedono a Firenze, dove ferve un notevole movimento culturale e musicale. Nel 1982 conosce il poeta Piero Bigongiari, grande esponente dell'ermetismo fiorentino, che influenzerà in parte la sua poetica. Ormai la sua poesia è destinata a ispirare un'intera generazione di poeti pistoiesi degli anni ‘90, Roberto Bartoli, Martino Baldi, Massimo Baldi e Piero Buscioni che con Carifi hanno affinità d'accenti e d'intenti.

Sono anche gli anni che lo vedono impegnato come collaboratore di mensili e quotidiani, e come redattore della rivista "Poesia". E come traduttore di Rilke, Hesse, Bataille, Flaubert, Racine, Prèvert, Rousseau.

 

Il dolore e l'approdo

"Notte, nella quale ti vidi giacere / quando l'estate devastò il suo mare, / quando nel sasso ti dettero un nome / e calò su di te il mio lenzuolo / tessuto di pianto, / Tu eri rimasta un minuscolo scialle / franò la mia bocca accanto alla tua, / chiesi se avrai una dimora, / in quale stanza sarà la mia culla". Sono i versi che scandiscono il dolore per la perdita della donna più importante della sua vita, ovvero la madre, deceduta dopo una breve malattia nell'estate del ‘97. Episodio che apre la strada a una più intensa e accorata liricità, segnando una pietra miliare nella vita e nell'opera di Roberto Carifi.

Nel settembre 2004, nel pieno della creatività e della progettualità, è colpito da un ictus. Il primo anno della malattia è costretto ad affrontare la cruda realtà della sua nuova condizione, da un ospedale all'altro, sottoposto a continue terapie riabilitative. E allora, decide di abbracciare il buddhismo, al quale già si era avvicinato dopo la scomparsa della madre, per pervenire alla pace interiore, al nirvana, aprendo nuovi orizzonti alla sua grande, unica, poesia.

«Ho sofferto come tanti - testimonia Dora Donarelli, presidente della sezione soci di Pistoia -, quando all'edicola, la "civetta" di un quotidiano locale annunciò il suo ictus. Oggi mi colpisce la sua immagine in penombra in libreria. Mi sono chiesta se c'è solitudine in lui, visto che questa strana e contraddittoria città talvolta sembra dormiente e indifferente verso personalità di pensiero che, proprio come Carifi, sono intrise di umiltà».

 

TESTIMONIANZA
Lo spazio in via dell'Ospizio

Di Rita Stilli

Immaginatelo seduto sulle poltrone dell'angolo caffè della libreria Lo Spazio di via dell'Ospizio, dove trascorre la maggior parte delle sue giornate, sprofondato nella lettura di libri sul buddhismo, religione-filosofia che lui ha adottato come pensiero, o quando, interrotto dai numerosi amici o lettori-ammiratori, alza i suoi occhi celesti, rassegnati, che sembra sospirino, sull'interlocutore del momento, perplesso e allo stesso tempo con uno sguardo inquisitore, che non è altro che sana e indispensabile curiosità per chi, come lui, non si stanca di ammirare la vita e chi la frequenta.

Il suo motto è che il fulcro dell'esistenza è nella "Compassione", intesa nel senso di condivisione e comprensione per ogni essere vivente, sia che abbia un cervello, un cuore, due gambe o quattro zampe, o anche uno stelo e una corolla di petali. Sia che strisci o che voli...

Ma non credete di trovare in Roberto Carifi la bonarietà, tutt'altro. Non fa parte di lui. Non si è fatto abbattere dal male, dal dolore, dalla solitudine, figurarsi dalla stupidità del mondo!

Pistoia, la sua città che lui ama con riserva, non si rende conto del dono immenso che ha ricevuto dando... dando i natali ad un poeta come lui, ad un uomo come lui, ad una creatura rara.

Leggendo via, via la sua biografia che stavo scrivendo, un giorno mi disse: "non ho toccato niente, Rita, neppure una virgola, ma ti prego, nel libro, non chiamarmi sempre Roberto... a volte scrivi anche Carifi".

Si dice che la Poesia salverà il mondo... sì, forse è vero. Ma se a scriverla sono poeti come Roberto, anzi, come il Carifi!

 

Rita Stilli, Roberto Carifi, la compassione e il pensiero, Baba Jaga Editore, 15 euro.

 

 

Roberto Carifi. Filosofia e poesia

La prima opera è Simulacri (Forum) del 1979. Al 1984 risale Infanzia (Società di Poesia) e la raccolta di aforismi La piaga del nulla (Cesati). Obbedienza (Crocetti, 1986) ottiene molti apprezzamenti nel mondo letterario. Nel 1990 pubblica Occidente (Crocetti) e il saggio La carità del pensiero (I Quaderni del Battello Ebbro).

Nel 1993 escono le raccolte Casa nell'ombra (Almanacco dello specchio, Mondadori), Poesie (Crocetti) e i racconti Nome di donna (N.C.E.). Del 1994 è il saggio Il segreto e il dono (Egea) e dell'anno seguente Le parole del pensiero (Le Lettere) e la raccolta poetica, Il figlio (Jaca Book). Nel 1996 pubblica la raccolta di racconti Victor e la bestia (Via del Vento) l'anno successivo il saggio Il male e la luce (I Quaderni del Battello Ebbro).

Dell'estate 1998, a un anno dalla perdita della madre, è la raccolta Amore d'autunno (Guanda); il volume andrà esaurito nel giro di pochi mesi. Nel 1999 esce la silloge Europa (Jaca Book) e l'anno seguente Amore e destino (Crocetti), Poesia (Papeles Privados, Città del Messico) e il saggio Nomi del Novecento (Le Lettere).

Nel 2001 esce la raccolta di racconti Lettera sugli angeli (Via del Vento), e l'anno successivo Breviario (Le Lettere) e il saggio La nuda voce (Edizioni della Meridiana). Del 2003 le raccolte, Il gelo e la rosa (Le Lettere), La pietà e la memoria (E.T.S.) e Le domande di Masao (Jaca Book). Nel febbraio 2006 escono i pensieri Ossessione e memoria (Edizioni della Meridiana). Nel 2006 esce per Via del Vento la raccolta D'improvviso e altre poesie scelte.

 

Fotografie di D. Quartieri

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