Una campagna per la raccolta del sangue

Scritto da Alma Valente |    Giugno 1997    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

E' composto di gente comune il popolo dei donatori di sangue. Un'armata silenziosa di studenti, operai, casalinghe e liberi professionisti che ogni anno, senza chiedere medaglie o riconoscimenti, dona un po' di se stessa. Spesso non ci rendiamo conto di quanto questo semplice atto di solidarietà sia importante: eppure la necessità di reperire sangue e plasma per tenere sotto controllo diverse malattie o per sostenere operazioni
All'ultimo sangue
chirurgiche è costante e quotidiana. In Toscana il fabbisogno teorico per raggiungere una completa autosufficienza è stimato intorno a 140 mila unità di sangue e 70 mila litri di plasma all'anno. Attualmente, attraverso le donazioni, vengono raccolte 123 mila unità di sangue e soltanto 35 mila litri di plasma. Un deficit, soprattutto quello relativo al plasma, che crea non pochi problemi: è necessario importarlo dall'estero, soprattutto da paesi del Terzo Mondo o dall'Est, dove spesso è prelevato in condizioni di salute e di igiene ambientale poco ottimali. E questo perché i controlli vengono eseguiti secondo la legge del paese di provenienza e non secondo quella italiana. Proprio per far fronte a questo fabbisogno così importante, dal 15 gennaio scorso è partita "Dai il meglio di te stesso", una campagna di comunicazione sociale promossa dall'Avis e dalla Regione Toscana. Un progetto carico di valori etici e morali, un progetto "azzeccato" a cominciare dal titolo, in quanto «per sintetizzare al meglio i tanti perché di un'azione che prevede solo di dare senza niente ricevere, ovviamente in senso materiale, era necessario "non parlarsi addosso" - spiega Luciano Franchi, presidente regionale dell'Avis -. La frase "il meglio di te stesso" può essere letta, infatti, con un doppio significato: quanto di meglio il corpo umano contiene per la sua crescita, il suo sviluppo, la sua stessa esistenza, ma anche quanto di meglio un individuo può donare ai suoi simili per aiutarli a vivere».
La campagna, che è indirizzata prevalentemente alle giovani generazioni, prevede sia interventi educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuti da volontari dell'Avis e da medici, che iniziative di informazione-promozione attraverso i media.
Ma per sfatare quella neppure troppo latente sensazione di drammaticità che accompagna l'idea della donazione vediamo come si diventa soci dell'Avis.
Innanzitutto è bene premettere che una volta diventati "avisini", come scherzosamente si autodefiniscono gli iscritti, si entra a far parte di un programma di medicina preventiva con controlli periodici e un check-up completo una volta l'anno.
L'aspirante donatore, che deve avere un'età compresa tra i 18 e i 65 anni e un peso non inferiore a 50 chilogrammi, verrà sottoposto a un colloquio e a una visita medica. Durante il colloquio con il medico trasfusionista, che è assolutamente riservato, il potenziale "avisino" dovrà rispondere a un questionario sulle sue condizioni di salute e sulle sue abitudini di vita, per individuare eventuali comportamenti a rischio (tossicodipendenza, rapporti sessuali promiscui) e la presenza di alcune malattie controindicate alla donazione, come quelle epatiche o veneree. Si passa poi alla visita generale vera e propria, al termine della quale viene effettuato un piccolo prelievo di sangue. Il sangue donato viene sottoposto a test di laboratorio: gruppo ed Rh, ematocrito e emoglobina, transaminasi, ricerca degli anticorpi dell'epatite B e C, sierodiagnosi della sifilide, Aids. Solo se tutti i controlli verranno superati l'aspirante donatore potrà essere dichiarato idoneo e diventare ufficialmente socio Avis. La frequenza delle donazioni sarà sempre stabilita dal medico, secondo le caratteristiche di ogni singolo donatore. Il sangue intero si dona a digiuno, quindi sempre al mattino, mentre il plasma e le piastrine possono essere donati anche di pomeriggio e con frequenza maggiore sia dalle donne che dagli uomini. In media gli uomini possono donare ogni tre mesi, e le donne in età fertile ogni sei. L'intervallo tra una donazione e l'altra non deve essere comunque inferiore a 90 giorni.
In tutta la Toscana ci sono oltre 150 sedi Avis, il cui indirizzo può essere richiesto al numero verde 167-261580 o tramite la consultazione del sito Avis Toscana su Internet.

Dedicato ai più piccoli
Salve caro amico, sono una goccia di sangue.
Sicuramente mi hai visto molte volte quando ti sei fatto un piccolo taglietto e sei andato dalla mamma a farti mettere un cerottino. Piangevi sempre spaventato. Ma lo sai che io sono la parte migliore di te? E allora, da buoni amici, conosciamoci meglio.

Sono composta da tanti elementi indispensabili alla tua vita:
Il plasma
Che è la mia parte liquida. Ricca di proteine, vitamine e sali permette a tutti i miei componenti di scorrere attraverso il tuo corpo, di portare sostanze nutritive a tutti i tessuti e di raccogliere quelle di rifiuto.
L'ossigeno
Mediante la respirazione entra nei polmoni e là si unisce, tramite l'emoglobina, ai globuli rossi per percorrere tutto l'organismo, quindi è il carburante che ti serve per vivere. Bruciando produce rifiuti, e cioè l'anidride carbonica, che viene espulsa dai tuoi polmoni.
Globuli rossi
Trasportano l'ossigeno dai polmoni alle cellule e l'anidride carbonica dalle cellule ai polmoni. Sulla sua superficie si può trovare la sostanza A, la sostanza B, entrambe o nessuna. Da questo fatto dipende la determinazione del tuo gruppo sanguigno.
Piastrine
Provvedono alla coagulazione del sangue in caso di ferite, fanno cioè guarire i tuoi piccoli taglietti. Sono le mie più piccole componenti, ma senza di loro non saprei proprio come fare.
Anidride carbonica
Come ogni famiglia che si rispetti anche io ho la mia "spazzatura" che viene trasportata dai globuli rossi fino ai polmoni ed espulsa ogni volta che tu "espiri". Quando cioè butti il fiato fuori.
Globuli bianchi
E' il mio esercito e difende il tuo organismo dalle infezioni. Appena riconoscono un nemico che può danneggiarti, e cioè un virus o un batterio, subito accorrono e lo eliminano.
E adesso che ci siamo conosciuti meglio non piangere più ogni volta che mi vedi. Un abbraccio dalla tua migliore amica.