Il rapporto con il corpo che cambia nel tempo

Scritto da Alma Valente |    Gennaio 2017    |    Pag. 44, 45

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

alimentazione Donne

«Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?». Fino dall’infanzia le bambine ricevono, tramite le favole, dei messaggi sull’importanza della loro immagine corporea. Così nell’età adulta questa continua ad avere un ruolo rilevante e, in alcuni casi, fin troppo condizionante.

L’argomento è delicato. Ne parliamo con la dottoressa Mimma Dardano, psicologa-psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.


Quanto è importante per una donna la propria immagine corporea?

«Per prima cosa ricordiamo i presupposti teorici che ci hanno portato a definire ciò che guardiamo di noi stesse ogni giorno e che, a volte, non vediamo nello specchio. Infatti, l’immagine corporea è costituita da due componenti, quella percettiva (ad esempio come la donna, ma anche l’uomo, visualizza la taglia e la forma del proprio corpo) e quella affettiva, per la propria fisicità».


Quali disturbi psicologici possono alterare l’immagine del corpo?

Negli ultimi trenta anni le donne, e anche gli uomini, hanno sviluppato una maggiore attenzione per il proprio corpo che spesso ha portato a non accettarsi così come si è, ma a cercare di migliorarsi con l’aiuto dell’esercizio fisico, dell’alimentazione e anche della chirurgia. Dunque una negative body image, cioè una immagine corporea negativa di se stessi».


Quindi l’eccessiva importanza riservata all’immagine corporea è frutto dell’errata convinzione che, per essere socialmente accettati, è necessario apparire come i modelli proposti dai media, se non meglio.


Allora le rappresentazioni che ci vengono offerte ogni giorno possono influenzare il nostro vissuto?

«Indubbiamente sì: basti pensare che in una sola giornata siamo bombardati da oltre 3000 messaggi pubblicitari. La mente umana è portata a credere di non riuscire a reggere un confronto con tali modelli, assurdi e finti; cresce così l’insoddisfazione corporea e il senso d’inadeguatezza rispetto ad essi. Una situazione emotiva che può condizionare fino a distorcere la propria immagine corporea, una sorta di “male di vivere”. In casi estremi si arriva all’anoressia o alla bulimia».


Il corpo perfetto

È indubbio che il conflitto fra mente e corpo può dare seri problemi anche attraverso pratiche pericolose, tanto che i disturbi del comportamento alimentare costituiscono una vera e propria epidemia sociale: due milioni di persone in Italia soffrono di questi problemi e decine di milioni si ammalano ogni anno nel mondo. Le donne sono maggiormente vittime di questo disturbo in un rapporto con gli uomini di 10 a 1; le più colpite sono le adolescenti.

Tutti rincorrono l’ideale del corpo perfetto; la perfezione è la magrezza. Erroneamente si pensa che per essere accettati nelle relazioni sociali si debba essere magri. Dunque sembrerebbe più importante l’apparire che l’essere.

E la postura come può influenzare la corretta espressività corporea? Di questo parliamo con Dario Perrone, fisioterapista dell’Istituto Don Gnocchi di Firenze.


«La donna affronta nell’arco della vita vari e importanti cambiamenti nella postura. Il primo è durante la pubertà, poiché con lo sviluppo del seno si hanno ripercussioni a livello della schiena: un seno pronunciato può causare la scoliosi. Un altro è la gravidanza, con dei mutamenti nella struttura del corpo. Aumentando il peso del feto, ad esempio la colonna vertebrale e il bacino vengono sottoposti a stress. Anche a fine gravidanza perdurano dei cambiamenti posturali, per cui è necessario l’intervento del fisioterapista perché aiuti a correggerli. Infine in menopausa, quando, a causa di modificazioni ormonali, si hanno dei cambiamenti nelle strutture muscolo-scheletriche che devono essere considerati».


Qualche suggerimento per la vita quotidiana?

«Nell’arco della vita, la donna, per mantenere una corretta postura, deve fare costante attività fisica. Da giovane deve dedicare parte del tempo allo sport, la miglior medicina per la postura. Con l’avanzare dell’età, si consigliano delle lunghe passeggiate o dei corsi specifici e idonei alla propria età, tre volte la settimana, in palestra; il personale qualificato suggerirà degli esercizi che aiuteranno in ogni problematica».


Gioielli e bijoux

Ma consideriamo l’estetica sotto un altro aspetto: come i gioielli possano far sentire una donna più bella e attraente. Per questo ci siamo rivolti ad Angela Caputi, creatrice di bijoux, la cui fama ha varcato i confini italiani.


Come riesce a interpretare i desideri delle donne?

«Le ascolto e mi confronto con loro. Loro sono la mia fonte d’ispirazione, perché ogni donna, nella sua diversità e poliedricità, ha sogni e desideri che sono alla base della mia creatività. Anch’io sono una donna: so quali sono i problemi che dobbiamo affrontare e cerco, con le mie creazioni, di portare un tocco di spensieratezza e vitalità nella vita di ogni giorno. Chi non ha bisogno di sentirsi serena? Mi piace pensare che le donne indossino i miei bijoux come “armi e corazze medievali” per sentirsi forti e affrontare le battaglie della vita con energia e carica».


In che misura il suo lavoro la fa sentire vicina alle ragazze moderne?

«Penso che siano loro ad avvicinarsi a me, penso siano attratte dal colore e dal design dei miei bijoux. Vivo il presente guardando al futuro, mi adeguo ai cambiamenti e cerco sempre idee nuove. Forse è questo che mi accomuna alle giovani generazioni: la voglia di andare avanti e non fermarsi mai».



Gli intervistati:


Mimma Dardano, psicologa-psicoterapeuta cognitivo-comportamentale


Dario Perrone, fisioterapista, Istituto Don Gnocchi di Firenze


Angela Caputi, creatrice di bijoux


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