D'estate aumentano gli abbandoni di animali. Ma anche l'impegno contro il fenomeno

Scritto da Silvia Amodio |    Luglio 2009    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Quello degli animali vaganti è un problema molto serio, non solo per le sue implicazioni etiche e morali. Si tratta di un'emergenza vera e propria che coinvolge tutti i cittadini ed è spesso sottovalutata dalle istituzioni. I recenti episodi di cronaca ne sono un triste esempio. Ricordiamone uno per tutti: la morte, a marzo, del bambino di Modica (Ragusa), attaccato e ucciso da un branco di cani inselvatichiti.

«Il randagismo è un problema sanitario e di sicurezza - sottolinea Enrico Loretti,  responsabile dell'Igiene urbana veterinaria della Asl di Firenze -. Gli animali randagi possono essere serbatoio di malattie e loro diffusori, ma soprattutto non si devono sottovalutare gli aspetti che riguardano la sicurezza. Gli individui che, in situazioni particolari, s'inselvatichiscono e si riuniscono in branco possono arrivare ad aggredire l'uomo». Ogni anno ci sono circa 4000 incidenti causati da animali. Solo ubriachezza e colpi di sonno ne causano di più.

Il vero problema non sono i cani, ma i singoli comuni che hanno trascurato gravemente questo fenomeno, ignorando le associazioni animaliste che da anni denunciano il randagismo. Secondo la Lav (Lega Antivivisezione) viene abbandonato un cane ogni 3 minuti, 20 ogni ora, 400 ogni giorno... In alcune regioni la situazione è fuori controllo: secondo l'Aidaa (Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente) sono 1650 i comuni che non hanno un canile e oltre 1200 quelli che non hanno neanche un servizio per la cattura dei randagi. La sterilizzazione è un primo passo molto importante per arginare il fenomeno, ma poco praticato. «Due calcoli si fanno velocemente - ci dice Loretti -: una coppia si può riprodurre 2/3 volte l'anno e dare alla luce una bella squadra di cuccioli che a sua volta fa lo stesso nel giro di qualche mese». Insomma il problema è esponenziale!

Nel 2000 a Firenze un gruppo di amici ha messo in piedi un'associazione che ha lo scopo di intervenire ogni volta si presenti una difficoltà o un'emergenza che coinvolge un animale, Guida verde, Sos animali.

L'Azienda sanitaria di Firenze ha organizzato questa disponibilità volontaria, inserendola in modo organico e coordinato nel servizio di recupero animali da tempo organizzato con i comuni dell'area fiorentina. Il servizio interviene 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. I volontari sono sempre pronti a partire, con un mezzo di soccorso attrezzato, per recuperare un animale in difficoltà, nei comuni di Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Signa, Fiesole, Vaglia.

I cuccioli orfani vengono amorevolmente svezzati e poi fatti adottare. Molto utile è il "servizio taxi" per chi deve portare un animale dal veterinario; gratuito per le emergenze e a rimborso spese per gli altri. In vista dell'estate è nata la campagna "non buttarci", in collaborazione con l'azienda il Quadrifoglio. Migliaia di adesivi serviranno a far capire che gli animali non devono essere trattati come oggetti.


Foto di Silvia Amodio


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