Il parto in vasca: Poggibonsi e Montevarchi

Scritto da Alma Valente |    Marzo 1998    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Alla vita in acqua
Uscire dal caldo e protettivo abbraccio del liquido amniotico per ritrovarsi improvvisamente catapultati in un ambiente freddo e asciutto: è il trauma di ogni neonato. Del resto, come dice il dottor Paolo Sarti, medico pediatra, ´nella storia del parto è accaduto che la scienza ostetrica ufficiale si sia progressivamente appropriata di questo evento, fino a raggiungere la pratica pressoché universale di far nascere in un reparto ospedaliero. Partorire sul lettino ostetrico, essere attorniata da una équipe, avere la fleboclisi, essere separata dal bambino subito dopo la nascita: tutto questo è il prodotto recente di una società altamente specializzata e di un'organizzazione sanitaria che ha ridotto ad un problema solo tecnico la complessa fenomenologia degli eventi individuali. L'ospedale soddisfa certamente il bisogno di assistenza tecnica al parto, tenendo sotto controllo i rischi di mortalità materna e infantile, tuttavia esso rappresenta un'inesorabile rinuncia a mantenere la nascita nella storia quotidiana e nella familiaritàª.
Certamente, dare semplici soluzioni perché tutto questo oggi venga cambiato non è facile, ma i segnali e le richieste di nuove e diverse modalità nell'affrontare la nascita sono ormai così numerosi che nessuno può più ignorarli.

Parto in acqua
Sperimentato per la prima volta in Russia negli anni Sessanta, il parto in acqua è ormai diffuso anche nel nostro paese. Esso avviene con il corpo immerso in una vasca d'acqua tiepida che può accogliere non soltanto la madre, ma anche il padre o chiunque la partoriente desideri avere accanto. ´La vasca da parto gioca un ruolo importante, sia dal punto di vista psicologico che da quello fisico - spiega la dottoressa Barbara Grandi, aiuto del reparto di ginecologia dell'ospedale di Poggibonsi -: una volta che la madre è entrata nello spazio protettivo della vasca, diventa più difficile disturbarla e interferire nel normale processo del travaglio da parte degli operatori. Spesso poi l'ambiente circostante è modificato in modo da favorire l'intimità e il rilassamento, le luci sono abbassate e gli unici presenti sono persone che la donna già conosce e di cui ha piena fiducia. Inoltre l'acqua ha il grande potere di accrescere la progressione del travaglio, e la minore gravità aiuta a sostenere il peso del corpo permettendo alla donna di scegliere le posizioni che più le convengonoª. L'immersione nel caldo liquido durante il travaglio sembra produrre dei benefici effetti anche per quanto riguarda la sofferenza dovuta alle contrazioni. ´Effettivamente l'acqua ha la capacità di alterare la percezione del dolore della donna e di aiutarla a sostenere l'intensità della sensazione che essa sperimentaª. E quando arriva il fatidico momento della nascita? ´Generalmente durante questa fase la maggior parte delle donne preferisce lasciare l'acqua e partorire sul lettino. Ma se decidono diversamente, il bambino viene accolto dolcemente e accompagnato in superficie poco dopo la nascitaª.

Preparazione in vasca
Come tutte le situazioni uniche ed importanti della nostra vita, anche la gravidanza ed il parto hanno bisogno di un'opportuna preparazione. E' ormai ampiamente dimostrato che il dolore aumenta con l'aumentare delle ansie e delle paure e che uno stato di rilassamento fisico e di conoscenza del nostro corpo aiutano a sentirlo meno. Uno dei corsi di preparazione in acqua per gestanti è quello tenuto dalle ostetriche dell'Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Montevarchi presso la piscina comunale: un'ora e mezzo alla settimana a partire dal quinto mese di gravidanza e, soprattutto, completamente gratuiti. ´La lezione si articola in varie fasi - spiega la dottoressa Annarita Nenci, dirigente del medesimo ospedale -: nuoto libero all'inizio e alla fine di ogni seduta, esercizi di stretching soprattutto per le gambe ed i muscoli del perineo, esercizi di respirazione, giochi di gruppo, rilassamento e massaggio. Gli esercizi di rilassamento sono quelli su cui più si insiste e che costituiscono, assieme a quelli di respirazione, la maggior parte della lezione. Tutti questi esercizi hanno il fine di far conoscere e quindi di 'comandare' la muscolatura del perineo per il parto e le tecniche di rilassamento sono il complemento necessario per accorciare i tempi del travaglio. Naturalmente, come abbiamo già notato, nell'acqua il peso corporeo è minore e quindi il rilassamento e l'uso della muscolatura sono più facili e completi anche in una fase della vita in cui il corpo è appesantito dalla gravidanzaª.
Infine, vorremmo sottolineare anche l'aspetto giocoso di questa preparazione: la gravidanza, infatti, non è una malattia e predisporsi alla nascita di un figlio può essere anche divertente.

Camera azzurra
Si chiama così la stanza che serve alle partorienti in preparazione del parto, presso l'ospedale di Montevarchi. E' stata allestita, già due anni fa, grazie al contributo della sezione soci ed è un ambiente rilassante, concepito per far restare unita la famiglia intorno alla mamma. Ultimamente, sempre in collaborazione con la sezione soci, il reparto di ostetricia ha anche una vasca per la preparazione al parto.

Per saperne di più
P. Sarti - G. Sparnacci 'Vicini a un bambino. Nascere oggi: il libro dei genitori' Edizioni Ponte alle Grazie