Una fattoria dove convivono animali "da reddito" di diverse specie

Scritto da Silvia Amodio |    Novembre 2012    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

"Abbiamo difficoltà a capire gli animali, ma, invece di prendere atto di questo limite, abbiamo l'impudenza di crederci superiori a loro", scrive il filosofo francese Michel de Montaigne nel 1500.

Nonostante siano passati molti lustri e l'umanità abbia fatto enormi balzi in avanti, l'uomo non riesce a spogliarsi di questa visione antropocentrica, credendosi al centro dell'universo.

Ed è proprio su questo concetto che si fonda la storia di un gruppo di amici.

Ippoasi in origine era un centro di equitazione, dove i cavalli erano addestrati e "utilizzati" seguendo metodi naturali che rispettavano il più possibile la loro natura.

«Negli anni questo approccio ha dato i suoi frutti - ci racconta Christian Luciani, uno dei fondatori - abbiamo avuto anche riconoscimenti all'estero e il centro era ben frequentato. Ma è stato proprio il contatto quotidiano con loro, la possibilità di un'interazione profonda che mi ha fatto riflettere sul tipo di relazione che stavo instaurando, sentivo il bisogno di un rapporto paritario dove il cavallo non era più al servizio dei clienti. Così, dopo qualche mese di dubbi e considerazioni varie, il centro ippico si è trasformato nella Fattoria della Pace Ippoasi».

Nei tre ettari a disposizione a Marina di Pisa sono liberi di scorrazzare oltre 70 animali Capre, maiali, mucche, galline, conigli, sostanzialmente animali "da reddito" salvati da morte certa, qui vivono tutti insieme, in perfetta armonia, superando il confine di specie.

Ed è proprio su questo punto che Valentina Grazzini, un'altra presenza fissa al centro, spiega meglio la loro visione: «noi guardiamo gli animali con un approccio antispecista, quella filosofia che non discrimina tra una specie e l'altra, appunto, ma che considera tutte le creature, grandi e piccole, sullo stesso piano. Nessuno è più importante di un altro, ogni singolo individuo va rispettato e nessuno ha il diritto di disporre della vita di un altro essere senziente».

Tutti gli ospiti hanno un nome, Ugo, Abramo, Rosa, Camilla, Valentina, Clara, Serena, Grazia, Aurora, Anna, una storia alle spalle - quasi sempre triste - e, soprattutto, un'individualità e un carattere ben preciso.

Se agli animali diamo la possibilità di esprimersi, di non aver paura dell'uomo ma di avere con lui un rapporto, si possono rivelare molte sorprese a chi è abituato a considerarli solo come oggetti da reddito. Esattamente come le persone, si scelgono e stringono amicizie importanti, come l'asino Cagliostro con il cavallo SingSong. Nonostante in un secondo tempo sia arrivato un altro asino, Cagliostro preferisce la compagnia del suo amico.

Gli animali della fattoria hanno un compito importante, quello di essere ambasciatori del Regno Animale, far comprendere alle persone il ruolo, il valore, che possono avere oltre a quello legato alla produzione di alimenti.

«È possibile, infatti, venire a trovarci - dice Christian - per provare questa esperienza. Abbiamo anche accompagnatori adeguatamente formati che possono guidare i visitatori e le scolaresche in questo percorso. L'incontro ravvicinato con gli animali ospiti del rifugio non lascia mai indifferenti, chi arriva da noi, dopo qualche ora passata in un posto così magico, ritorna a casa con una visione diversa di quello che ci circonda».

«È proprio questa armonia tra gli animali e con gli animali che rende possibile una catena benefica - prosegue Christian -. Noi aiutiamo direttamente loro, loro indirettamente ci aiutano a sensibilizzare le persone e, grazie al clima sereno che si respira a Ippoasi, possiamo aiutare anche altre persone. Spesso vengono in visita disabili e intere scolaresche. Al momento abbiamo due borse lavoro con il Ceis di Livorno, una comunità per ex tossicodipendenti. Grazie a questo accordo due ragazzi vengono ad aiutarci regolarmente».

E così concluderebbe sempre Montaigne "tutto quello che c'è sotto il cielo, dice il saggio, è sottoposto a una stessa legge e a una stessa sorte".

Gli animali hanno bisogno di essere seguiti 365 giorni all'anno e molti di loro necessitano di cure particolari, spesso costose. È possibile fare delle adozioni a distanza, oppure delle donazioni.

È anche possibile aiutarli direttamente sul campo, passare qualche settimana con loro. Offrono vitto, alloggio in cambio dell'aiuto volontario.

Info: www.ippoasi.org, cell. 3897629476

Donazioni su conto corrente Banca Popolare Etica intestato a Fattoria della Pace Ippoasi IBAN: IT56B0501802800000000131885

Fotografie di Silvia Amodio


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