Scritto da Anna Somenzi |    Aprile 2003    |    Pag.

Giornalista. Nata a Cremona, cresciuta a Bologna della quale ha assorbito, e goduto, l'emilianità. E' diventata giornalista professionista "da grande", ma lavora nell'editoria da molto tempo in giornali aziendali del movimento cooperativo, prima Comma di Conad e poi Consumatori di Coop. Si occupa soprattutto di prodotti e produzioni, consumi e consumatori. Da qualche anno, sempre per Coop, lavora anche come coordinatrice editoriale per la collana dei Quaderni dei consumatori dell'Editrice Consumatori.

Alla corte di Re frollino
Davvero per tutti i gusti e per tutte le occasioni, i biscotti non sono solo rinnovati nelle confezioni (che portano il nuovo marchio Coop in evidenza), ma anche nell'assortimento, che vede nuove entrate, tutte già passate vittoriosamente al vaglio dei test "Approvato dai soci".
Per la prima colazione, momento di maggior consumo, c'è il frollino, che resiste inzuppato nel latte o nel tè. Partiamo dai più semplici: all'uovo, alla panna oppure con granella di zucchero, in sacchetti scorta da 800 g. In confezioni a sacco da 500 g i frollini arricchiti: con gocce di cioccolato, con panna e cacao o cacao e nocciole, una tappa verso la pasticceria secca. E ancora: con yogurt e mandorle oppure con albicocche in pezzi e confettura, e qui ci dirigiamo verso un consumo più da snack, rompidigiuno goloso, in confezioni più piccole da 350 g. Non mancano, naturalmente, i petit: il biscotto più classico, semplice e secco.
Biscotti integrali, salutari ma non punitivi, ai cereali, o il novellino latte e miele, fra i prodotti biologici, quelli che hanno almeno il 95% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica.

Tutti i biscotti Coop sono senza conservanti. Fra gli ingredienti si trova anche un olio vegetale - l'olio di palma - non idrogenato, cioè non sottoposto a quel processo che consente di aggiungere atomi di idrogeno alla molecola di grasso, rendendolo meno soggetto all'ossidazione e all'irrancidimento.
La discussione su questi oli è causata dalla loro ricchezza in acidi grassi saturi «che, ma solo se consumati in grandi quantità, possono favorire l'aumento di peso e la presenza di colesterolo nel sangue», sottolinea Andrea Santini, esperto in igiene degli alimenti. Molti nutrizionisti concordano nell'imputare questi effetti negativi principalmente all'acido miristico e laurico, «per altro assenti nell'olio di palma - continua Santini -, mentre sono presenti l'acido oleico (40-50%), l'acido palmitico (43%) e l'acido stearico, quest'ultimi due appartenenti al gruppo degli acidi grassi saturi. E' importante inoltre precisare che l'olio di palma viene estratto dai frutti della palma africana con alto fusto, mente l'olio di palmisto viene ricavato dai semi».
Gli oli vegetali sono molto utilizzati nella pasticceria industriale, perché contribuiscono alla friabilità e hanno un sapore dolce che ben si adatta ai prodotti da forno. Inoltre si dimostrano tecnologicamente indicati per produzioni che devono avere una vita più lunga del biscotto fatto in casa, e mantenersi sempre al meglio delle prestazioni.

I consumi
In tazza e a colazione
Il momento di maggior consumo di biscotti è la prima colazione (97% degli italiani, l'85 per cento dei quali li inzuppa in una bevanda), qualcuno (27%) li sgranocchia anche nel pomeriggio, solo il 22% dopo cena, i ragazzi (il 16%) a merenda. Il 55% degli italiani mangia biscotti con regolarità, tutti i giorni, il 28% ogni due o tre giorni, l'11% una volta a settimana. Solo il 2% li consuma una sola volta al mese.
Il mercato delle marche è detenuto da Barilla, con la linea Mulino Bianco, tallonata da Saiwa, soprattutto per il Petit Oro. Seguono le marche commerciali delle catene di distribuzione, come Coop, poi Pavesi e Colussi, e infine una miriade di piccoli produttori, per lo più con una distribuzione locale.