Arriva il raccolto toscano

Scritto da Gianni Carpini |    Giugno 2018    |    Pag. 18

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

Frutta

Di tendenza per il look, l’arancione veste la tavola toscana con frutta di stagione e locale: albicocche e meloni, ricchi di vitamine e colore, che arrivano sui banchi di Unicoop Firenze grazie a una rete di fornitori toscani diversi a seconda dei punti vendita.

Dalla Toscana con sapore

Il segreto delle albicocche dolci sta tutto nel microclima e nel terreno, ricco di minerali, come quello della Maremma, dove il parco dell’Uccellina ospita venticinque ettari di albicocchi per sei varietà. Il frutto viene lasciato maturare sulla pianta, colto e consegnato in poco tempo. «Prima che iniziasse il rapporto con Unicoop Firenze, la frutticoltura in questo contesto incontaminato stava scomparendo», racconta Mauro Grechi, responsabile commerciale di Verde Toscana, azienda che mette in rete eccellenze agricole della regione. Temperature e suolo poco argilloso favoriscono anche la crescita delle albicocche pisane, altra zona di provenienza. Sulle colline tra Peccioli, Lari e Casciana Terme esistono ventisei ettari di frutteti, curati dai soci della cooperativa Amica Frutta, che terminerà la raccolta ad agosto. Un consiglio per portare a casa il frutto giusto? «Quando si sceglie un’albicocca più che alla forma bisogna stare attenti al profumo e alla consistenza », risponde Alessandro Donati, direttore di Amica Frutta.

Cuore colorato

Altro protagonista indiscusso è il melone, coltivato in buona parte della Toscana e raccolto tra giugno e settembre. Il più apprezzato è quello con buccia reticolata. Anche grazie alla vicinanza del mare, nel Parco di San Rossore esiste un’altra realtà di eccellenza sempre legata ad Amica Frutta, che riserva ai meloni ben otto ettari di terreno. Altra zona di produzione è la Val di Cornia, dove è attiva la cooperativa Terre dell’Etruria. Attenzione però, non sempre basta il naso per scegliere il melone perfetto, perché il profumo può trarre in inganno, come spiega Paolo Simonelli, responsabile di Terre dell’Etruria: «Le varietà diffuse negli ultimi tempi risultano meno profumate; quindi diventa molto importante l’aspetto visivo: all’esterno il melone deve risultare turgido e deve avere una colorazione gialla con il “segno” della fetta leggermente verde». Per la conservazione via libera al frigorifero, lasciando il frutto a temperatura ambiente per mezz’ora prima di mangiarlo.

 

NOVITÀ IN CAMPO

Dall’orto toscano (al supermercato)

Verdurine dell’orto toscano, pronte per essere lavate e portate in tavola, in pratiche confezioni da cento grammi amiche dell’ambiente, confezionate con un imballo in cartone che riduce al minimo l’uso della plastica: spinaci, rucola o mix di lattughino (rosso, biondo e romano) arrivano freschi sul banco dell’ortofrutta dai campi tra Firenze e Scandicci. La filiera è cortissima, perché il loro viaggio dura meno di ventiquattr’ore: sono raccolti poco prima dell’alba da un fornitore locale, l’azienda agricola Cammelli di Firenze, confezionati e mandati ai punti vendita entro la sera. (G.C.)

Albicocche e meloni


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