Quadrifoglio d’autore

Scritto da Stefano Giraldi |    Luglio 2008    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Era il 1984, e mi trovavo a Venezia per la Biennale d’Arte Contemporanea, la rassegna d’arte più importante del nostro paese. Nei giardini che circondano i padiglioni dei vari espositori incontrai Alberto Burri, l’artista che abbandonando la pittura aveva polarizzato il suo interesse sull’esaltazione espressiva della materia, soprattutto sulle lacerazioni e bruciature dei sacchi e delle plastiche. Nell’occasione della Biennale aveva realizzato una grande istallazione-scultura in metallo proprio nei giardini, che doveva essere inaugurata dal presidente della Repubblica Pertini. Il maestro mi vide e mi chiese se potevo fargli delle foto, che poi mi avrebbe fatto un bel regalo.

Alberto Burri era già un artista famoso e fui orgoglioso di questa richiesta. Mi adoperai ad eseguire al meglio l’incarico, andando addirittura fino a Mestre, ad un laboratorio professionale, per far sviluppare perfettamente le foto eseguite. Il lavoro era ottimo e con mia grande soddisfazione il giorno dopo ritornai nei giardini della Biennale a Venezia per consegnarlo.

Trovai il maestro vicino alla sua opera e gli detti le foto. Con calma esaminò le foto e poi mi disse: «fotografo, bravo! Hai fatto un bel lavoro, mi congratulo. Ecco questo è per te!». Allungando una mano mi dette un quadrifoglio che aveva trovato nel prato: «Tieni, questo te lo dà Burri e ti porterà fortuna». Detto questo prese le foto e andò via, lasciandomi con il quadrifoglio in mano e abbastanza sconcertato. Caro vecchio Burri...