Come proteggere la propria pelle senza rinunciare alla tintarella. Il parere del dermatologo

Scritto da Alma Valente |    Giugno 2008    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Pelle liscia ed ambrata che dona apparentemente un tocco di salute. Ma questo colorito a cui tutti - uomini e donne - anelano non appena arriva l'estate non rappresenta solo un sintomo di umana vanità, ma anche un giro d'affari niente male. Secondo Largo Consumo, infatti, solari ed abbronzanti lo scorso anno sono cresciuti del 3,5%, con un fatturato di quasi 1.200 milioni di euro. E per apparire più belle o più belli (perché facendo una piccola ricerca su internet si trovano siti esclusivamente al maschile) nel mercato virtuale si trova veramente di tutto e di più. Dunque un giro molto remunerativo che, per conquistare clienti, offre una serie di soluzioni talvolta miracolistiche. Le offerte? Creme solari, integratori alimentari e, per chi rimane in città, autoabbronzanti.

Oltre ai filtri che proteggono la pelle dai raggi ultravioletti più pericolosi, le creme solari più sofisticate contengono anche sostanze vegetali che, oltre a stimolare la produzione di melanina (quel pigmento naturale che dona alla nostra pelle il colore), aiutano a mantenere un buon grado di idratazione e di elasticità. La prolungata esposizione ai raggi solari, infatti, può provocare una serie di reazioni che determinano un'eccessiva attività dell'ossigeno a livello cellulare, con conseguente danno del tessuto cutaneo. Si tratta di una sorta di "invecchiamento precoce" delle cellule, che, alla lunga, determina la comparsa di inestetismi anche importanti. Proprio per potenziare i sistemi di difesa naturali, è stato introdotto l'uso di fotoprotettori sotto forma di integratori alimentari. Tra i più usati ci sono il beta-carotene, la zeaxantina, la luteina, i licopeni, l'acido ascorbico, l'alfa-tocoferolo, gli acidi grassi della serie omega 3 e, più recentemente, i polifenoli contenuti nel Polypodium leucotomos (una specie di felce) e nel tè verde. Gran parte di queste sostanze sono presenti in vegetali di comune uso alimentare quali carote, pomodori, spinaci, cavolfiore, cavoli ed altri, oppure nella carne del pesce o nelle noci. L'utilità di avere una miscela di queste sostanze in un integratore alimentare dà la possibilità di ingerirle nelle corrette proporzioni proprio quando serve, cioè nel momento in cui ci esponiamo ai raggi solari. Occorre anche dire che la miscela di sostanze anti-ossidanti si è dimostrata più efficace rispetto all'azione dei singoli principi attivi. Ma l'assunzione di questi antiossidanti può provocare in qualche modo dei danni nel nostro organismo? Lo abbiamo chiesto al professor Torello Lotti, ordinario di Dermatologia, direttore della relativa scuola di Specializzazione, presso l'Università di Firenze. «Se gli integratori vengono assunti nelle dosi raccomandate non provocano alcun danno all'organismo, al contrario possono avere effetti benefici anche in altri organi quali l'occhio e i vasi, proprio perché, mediante la loro azione antiossidante, proteggono da un'eccessiva produzione di radicali liberi dell'ossigeno, che è causa di molte malattie».

Per quanto tempo possono essere presi?
«Per tutto il periodo in cui ci esponiamo in maniera continuativa e prolungata ai raggi solari. Occorre ricordare che le persone di carnagione molto chiara, che possono essere più suscettibili alle ustioni solari, devono usare sempre una protezione con creme contenenti filtri per le radiazioni ultraviolette. Lo stesso suggerimento è valido per coloro che  soffrono di eritema solare, onde evitare le gravi lesioni eritemato-papulose che inducono un prurito fastidiosissimo».
C'è poi chi non può andare in vacanza ma, pur rimanendo in città, vuole comunque esibire una bella tintarella. La soluzione proposta è quella delle creme auto-abbronzanti.

Professore, le creme auto-abbronzanti sono pericolose?
«Se usate per periodi di tempo limitati, ad esempio durante l'estate, gli auto-abbronzanti non sono pericolosi in quanto non interferiscono sulle funzioni biologiche della pelle».

In conclusione, la tintarella è un desiderio realizzabile, ma la moderazione e le cautele sono necessarie, in quanto l'eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti può causare effetti nocivi ed essere responsabile dell'insorgenza dei tumori della pelle.

 

I consigli di nonna Attilia  
L'olio lavato
Qualche settimana fa sono tornata a Roma, mia città natale, e con Grazia (amica, compagna di scuola e cognata) siamo andate al mercato di Testaccio. Lì, tra carciofi e fave, ho incontrato la signora Attilia, un donnone grande e grosso alla quale ho chiesto cosa si faceva ai tempi suoi per abbronzarsi. E lei: «A' nì, ho quasi novant'anni e ai tempi miei l'abbronzatura ce l'avevano solo i burini. Quelli che venivano dalla campagna, insomma. L'unica cosa che ci interessava era proteggere i regazzini e quando, magari la domenica, andavamo ad Ostia, la sera gli spalmavamo sulle spalle l'olio lavato».
«E come si fa?» - le ho chiesto. «Semplice! Sbattevamo un po' d'olio d'oliva con l'acqua finché nun veniva na' spece de crema». Tornata a casa a Firenze ho chiesto a mia madre, toscana doc, se facesse con noi la stessa cosa e lei: «Assolutamente sì». In fin dei conti, e ce lo insegnano le nonne, il nostro Paese è un tutt'uno!


L'intervistato
Professor Torello Lotti, direttore della scuola di specializzazione di dermatologia presso l'Università di Firenze