I "viaggi della speranza" da e per Siena

«Quando abbiamo accompagnato Mohanad a Siena, nel marzo 2008, aveva un anno ma dimostrava cinque o sei mesi, perché aveva una grave malformazione all'esofago. Vomitava ogni volta che mangiava, rischiando il soffocamento ad ogni pasto. Era ridotto allo stremo. Dopo l'intervento all'esofago effettuato a Siena dal prof. Messina, Mohanad ha iniziato a nutrirsi come un bambino normale. Ha cominciato a rivivere. La madre ci ha detto che voleva cambiargli nome, dargli un nome che in italiano significasse "rinato". Lo ha voluto chiamare Renato». Questa è una delle trecento storie di bambini del Kurdistan iracheno aiutati dall'Associazione "Iniziative di solidarietà" Onlus, di Siena.

Molti bambini del Kurdistan in Iraq sono affetti da patologie congenite e gravi malformazioni, probabilmente imputabili agli effetti a lungo termine dei bombardamenti chimici, subiti dal 1987 al 1991 ad opera del regime di Saddam Hussein, ed è sicuramente aggravata dalle terribili condizioni di miseria e deprivazione in cui la popolazione è stata costretta a vivere negli ultimi trenta anni. La cura delle patologie pediatriche è una delle priorità nella ricostruzione del sistema sanitario di quella regione.

L'associazione senese gestisce un ambulatorio per consentire l'accesso alle cure ai bambini affetti da malformazioni congenite, nella città di Dohuk, che non possono essere operati in loco per la mancanza di specializzazione da parte del personale locale. Per questo dal 2006 "Iniziative di solidarietà" è entrata in rete e collabora con centri di cura pediatrici di eccellenza, italiani ed internazionali, e con Emergency.

Comunque, l'attività più importante per quantità e per ricadute positive sul territorio kurdo e iracheno è quella inversa: gli specialisti che vanno a Dohuk, a curare i bambini provenienti da tutto l'Iraq e istruiscono il personale locale. In particolare nel biennio 2008-10 sono stati operati in Iraq dai team chirurgici senesi di chirurgia pediatrica e plastica più di duecento bambini affetti da malformazioni congenite, patologie tumorali, labbro leporino, esiti di ustioni e altro. Inoltre, 30 casi risultati particolarmente complessi, sono stati trasferiti in Italia presso la chirurgia pediatrica dell'Azienda Ospedaliera Senese. Come il caso del rinato Renato, raccontato all'inizio.

Domandiamo alla presidente di "Iniziative di solidarietà", Iole Pinto, quale progetto ha maggiormente bisogno di essere potenziato e sostenuto: «Sono tutti importanti: fermarsi è negare speranza di vita a centinaia di bambini in lista d'attesa. Un'attività da potenziare è l'Ambulatorio Mobile. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di raggiungere i villaggi rurali e montani del Comune di Dohuk, e dell'intera Regione, poter prevenire, prima ancora che curare, l'insorgenza di patologie pediatriche, con un sistematico programma per il miglioramento della salute delle mamme e dei bambini».

Oltre alla buona volontà per i vostri progetti occorrono anche fondi, quali sono i finanziamenti? «Abbiamo avuto aiuti dalla Regione Toscana, Fondazione MPS, dal Comune di Poggibonsi, che coprono il 30% del bilancio. Il restante 70% viene da privati (incluso il 5 mille). Inoltre il Comune di Siena sostiene i servizi per il trasferimento dei piccoli pazienti e l'accoglienza dei bimbi e delle madri nelle fasi pre e post degenza presso la struttura di Monastero a Siena. Lavorare in rete con altre associazioni ed istituzioni locali fa sì che i costi di gestione dell'associazione siano limitati a meno del 3%. Tutte le collaborazioni professionali di medici, infermieri e personale espatriato sono volontarie e non retribuite».

Info: www.sitaly.org e-mail: iole.pinto@sitaly.org cell. 00393483158046


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