Con il patrocinio della Regione Toscana

Farfallina bianca
Entro il 2002 debutterà - anche nei supermercati Coop - la farfallina bianca, il marchio di riconoscimento per i prodotti toscani coltivati con i metodi di agricoltura integrata. La farfalla premierà i prodotti che si segnaleranno per l'utilizzo ridotto di metodi chimici in combinazione con metodi naturali, oltre che per la garanzia assoluta di non utilizzo di organismi geneticamente modificati. Tutte caratteristiche che già sono previste nei disciplinari per i prodotti a marchio Coop. Una piena sintonia dunque con gli obiettivi della Regione Toscana, promotrice del marchio di qualità, e al tempo stesso una buona opportunità per ampliare la platea dei fornitori toscani delle cooperative fra consumatori.
Le aziende toscane che praticano agricoltura integrata sono circa 15 mila e rappresentano una parte consistente delle aziende agricole della regione, circa 50 mila tra grandi e piccole. Anche l'agricoltura biologica è in crescita in tutta la regione: le aziende di questo tipo sono diventate negli ultimi anni ben 1800.).

Dal produttore al consumatore
Agricoltura di qualità
Proprio con l'obiettivo di dare nuovo impulso ai prodotti dell'agricoltura toscana, e al tempo stesso dare maggiori garanzie ai consumatori, Regione Toscana (attraverso l'Arsia), Coop, Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti, Federazione regionale agricoltori, Confcooperative Federagroalimentare Toscana e Associazione Cooperative Agroalimentari Anca hanno firmato un protocollo d'intesa. I produttori agricoli, i distributori e i rappresentanti del governo regionale costruiscono un sistema per offrire uno sbocco commerciale che valorizzi e faccia da volano per la crescita del prodotto agricolo toscano.
L'attuale protocollo conferma e amplia gli accordi, ancora allo stato sperimentale, già siglati due anni fa, nel maggio '99. Rispetto ad allora sono cambiati in parte gli attori: adesso vengono coinvolte tutte le cooperative di consumo dell'area toscana e non più solo il circuito di vendita di Unicoop Firenze. Vale a dire 297 punti vendita sparsi capillarmente sul territorio regionale e un giro d'affari che nel 2000 ha raggiunto i 4170 miliardi. Ma nei due anni si è modificata ed è diventata più complessa anche la filosofia di marketing attraverso cui la moderna distribuzione commerciale affronta il rapporto con la produzione di qualità. Rispettando, ad esempio, procedure di lavorazione che per loro natura non sono adatte alle grandi quantità. In questi ultimi mesi, infatti, per far arrivare nei supermercati i prodotti raccolti in piccole aziende che hanno un raggio d'azione spesso esclusivamente locale, si sono create iniziative promozionali d'area, scegliendo di non forzare la loro logica produttiva.

Bio, tipici e toscani
Quando i primi prodotti biologici fecero la loro comparsa nei supermercati di Unicoop Firenze erano pochi e sparuti, anche se di ottima qualità. Era stato possibile inserirli in appena sette punti vendita della provincia di Firenze. Oggi il consuntivo delle vendite dice che il biologico toscano - principalmente frutta e verdura che proviene da aziende sparse in tutta la regione - ha superato i 5 miliardi di vendite, rispetto ai 2 miliardi del '99. In poco tempo insomma l'incremento del giro d'affari è stato esponenziale. Esattamente come, in parallelo, in soli due anni i produttori biologici sono cresciuti non solo numericamente, ma anche in termini di efficienza e qualità. Lo stesso è accaduto per i prodotti tipici, che nello stesso lasso di tempo hanno più che triplicato le loro quantità, passando a una vendita di oltre 220 quintali contro i poco più di 70 del '99. Si tratta, tanto per fare alcuni esempi, del fagiolo zolfino, del coco nano, dei ceci di Reggello, dei cannellini di San Ginese, del cece fiorentino o del cece piccino del Chianti.
Più in generale, gli acquisti di Unicoop Firenze, che è la più grande cooperativa di consumatori in Italia, presso fornitori toscani rappresentano circa il 50% del totale. Con un giro d'affari all'acquisto che supera 575 miliardi, il 15% in più rispetto al '99. Su 188 nuovi fornitori, nel 2000, ben 138 sono toscani. Nel settore ortofrutta, in due anni, i prodotti locali sono passati da 10 mila a 14 mila tonnellate, con un incremento nell'ultimo anno del 24%.

Fettina sicura
Maggiori garanzie, rispetto a quelle stabilite per legge, anche per quanto riguarda la carne. Oltre al paese di nascita e a quello di ingresso dell'animale (obbligatori dal 1° gennaio), i consumatori toscani potranno sapere tutto anche sulla razza e sulla tipologia genetica dell'animale, le modalità di macellazione, i metodi di allevamento, di ingrasso e così via.
Le informazioni più interessanti per il consumatore sono quelle che le norme prevedono come facoltative: razza e tipo genetico, il tipo di macellazione (ad esempio se viene eseguita seguendo il rito islamico o kasher), i metodi di allevamento (biologico o meno), di ingrasso e di alimentazione (ad esempio priva di organismi geneticamente modificati).