Una passione che è anche un business. Intervista all'esperto Luca Boschi, tra quotazioni e curiosità

Scritto da Bruno Santini |    Gennaio 2003    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Affari a fumetti
Rilanciato dal successo della prima edizione di "ComicStrip" (alla Stazione Leopolda di Firenze dal 13 al 15 dicembre), il fumetto è protagonista di questo servizio, prima tappa di un vero e proprio viaggio nel mondo del collezionismo. A farci da guida in questo cosiddetto mercato delle "carte povere" (che comprende, oltre ai comics, anche gli album di figurine, i poster di cinema, i santini, le schede telefoniche ed i forse dimenticati calendarietti che una volta regalavano, in cambio di una piccola mancia, i barbieri) Luca Boschi, autore, giornalista e vice presidente Anonima Fumetti - Centro Nazionale del Fumetto.
«Intanto bisogna distinguere due tipi di collezionista - ci spiega -. C'è il nostalgico, alla ricerca dell'albo originale che ha il potere di riportarlo alla sua adolescenza, e c'è lo studioso, il dotto che apprezza invece la copia anastatica (riproduzione fedele dall'originale, ndr) e l'opera integrale. E' un collezionismo, comunque, figlio dei tempi che mutano: intorno alla metà degli anni '60 chi si avvicinava al mercato era principalmente un uomo di mezza età, scapolo e con un forte desiderio di ritorno all'infanzia, che ricercava albi di classici eroi come Mandrake, L'Uomo Mascherato, Gordon ed i primi Topolino. Dalla fine degli anni '80, fino al boom del decennio successivo, il ricercatore è più giovane, di età scolare, e predilige i Manga (Dragon Ball, Ken il guerriero e altri fumetti provenienti dal Giappone) con collezioni che si compongono di pochi numeri».

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Topolino milionario

Ma attenzione, quello che a prima vista può apparire un ingenuo passatempo, un hobby da carta straccia, subito rivela un mercato vitale e quanto mai ricco, con prezzi da capogiro. Qualche esempio? Il numero uno di Topolino libretto (Mondadori 1949) può arrivare a costare fino a 4.000 €, un albo Nerbini di Mandrake anteguerra dai 170 ai 1.000 € ...
«Ovviamente il valore dei singoli pezzi avviene in base a due elementi chiave: la richiesta e la rarità - continua Boschi, che per anni è stato anche direttore culturale di Lucca Comics -. Due fattori che non necessariamente vanno sempre di pari passo. Il numero tre di Topolino (Nerbini 1932) è particolarmente appetibile in quanto, per un non ancora ben definito accordo editoriale sui diritti, appare con la singolare testata Topo Lino».
Rimaniamo in casa Disney. Il "Gronchi Rosa" nel campo del fumetto è rappresentato da "Topolino contro Wolp" (Nerbini 1933); pare ne esistano non più di 10 copie... Va da sé che il suo valore è molto alto (oltre 4.000 €).
«Ovviamente la poca reperibilità di questi albi (come tutti gli altri in formato giornale: vedi anche L'Avventuroso, Il Vittorioso, Corrierino dei Piccoli...) e di conseguenza la rarità è determinata anche dal fatto che il più delle volte erano realizzati con carta un po' autarchica, facile quindi al deterioramento», prosegue Boschi.
A rendere poi un numero più appetibile di altri ci pensa anche il caso. Una leggenda metropolitana vuole per esempio, in tempi assai più recenti, che il Topolino n. 1785 (Disney 1990) sia finito 'al rogo' a causa della storia "Ho sposato una strega" in cui l'eroe disneyano (parodiando l'omonimo film di René Clair) sposa la magica Samantha tradendo quindi la fidanzata di sempre Minnie. La post auto censura, e la distruzione pare di tutte le rese, ha fatto lievitare il valore dell'albo decuplicandolo rispetto a quelli usciti nello stesso periodo.

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Falsi o restaurati

Altro elemento che può determinare il valore di un giornalino è il suo stato di condizione. Il collezionista non perdona: prima di tutto è necessaria l'integrità. Niente pagine mancanti e copertine con macchie rilevanti e strappi... Attenzione alle graffette un po' rovinate (o arrugginite) e qualora venissero sostituite aspettatevi un deprezzamento, che avviene anche per la presenza di scritte a biro o pennarello all'interno, per la mancanza di figurine, manifesti o adesivi che a volte accompagnano la pubblicazione, per i piccoli tagli eseguiti per asportare (nel caso di Topolino) i bollini del Club.
«Non fanno eccezione - puntualizza Boschi - gli albi di "busta", con la ben riconoscibile pennellata di colore o con l'amputazione di uno dei quattro angoli del giornalino stesso. Tutto questo può arrivare ad incidere in modo negativo anche in una percentuale del 30% sul valore di mercato». Ecco perché molti collezionisti ricorrono addirittura all'opera di esperti restauratori (a Firenze segnaliamo "Il Nerbiniano"): il costo dell'intervento è solitamente inferiore al valore che, dopo il "lifting", acquista l'albo. E per la serie "non ci stupiamo più di niente", il nostro intervistato ci racconta anche dell'esistenza, come avviene nel campo della pittura, del pericolo "falsi".
«Prendiamo ad esempio le ristampe degli albi Nerbini uscite negli anni '60. I falsari si sono ingegnati: hanno invecchiato la copia nuova mettendola in forno e facendo diventare la carta giallina e un po' ondulata, immettendo sul mercato una buona quantità di falsi difficilmente riconoscibili. Non a caso c'è gente che si avvicina a questi pezzi di antiquariato con il lentino da gioielliere».

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I più richiesti

Quali sono i fumetti (mediamente recenti) più appetibili? «Senza dubbio i primi Dylan Dog: sto parlando di originali e non di ristampe! - risponde Boschi -. Ultimamente però le richieste, dopo una fulminea e sproporzionata impennata (il numero uno lo si vendeva appena due anni dopo la sua uscita anche a 150.000 lire), si stanno calmierando. Vanno forte anche le prime annate di Diabolik, che festeggia in questi giorni i suoi 40 anni di vita (e per il numero uno, "Il re del terrore", si staccano assegni anche da 1.000 €) ma c'è richiesta un po' per tutti i primi "neri" italiani (Kriminal, Satanik, specialmente per le avventure disegnate da Magnus). Bene i super eroi Marvel, come L'Uomo Ragno o I fantastici 4 (Corno), ed ovviamente naviga ancora con il vento in poppa l'immortale Tex (con un'attenzione particolare alla versione "albi a striscia"). Infine Topolino, che vide la luce in Italia il 31 dicembre del 1932 (a questo evento è dedicato il volume "70 anni di carta" della Disney) nella versione libretto (fino all'avvento della costola gialla), Albi della rosa e soprattutto Classici di Walt Disney».
In chiusura: che consiglio possiamo dare a chi dopo aver letto questo articolo scopre di avere una piccola insospettata fortuna in un angolo dimenticato della soffitta? «Sicuramente di far vedere il tutto, prima di vendere, a persone competenti (in ogni città ormai non mancano attrezzate fumetterie) oppure farsi contagiare dalla passione del collezionismo e perché no, completare le collezioni degli albi trovati...Questo ovviamente è anche un modo per dare un valore aggiunto al materiale raccolto».

In piazza e on line
Fumettopoli, Hotel Executive di Milano (1-2 marzo)
Napoli Comicon, dal 7 al 9 marzo, Castel Sant'Elmo
Treviso Comics, dal 29 marzo al 13 aprile
Su internet: www.littlenemonline.com e www.ebay.it

La guida
Gianni Bono, "Guida al fumetto italiano" (If Edizioni, 173), ovvero tutte le pubblicazioni a fumetti edite in Italia dall'800 ad oggi, con il relativo valore di mercato.
If Edizioni, via Solari 12, 20144 Milano, www.ifedizioni.it