Salviette umidificate per tutti gli usi

Scritto da Monica Galli |    Aprile 2016    |    Pag. 16

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Foto F. Giannoni

Salviette

Esistono salviette umidificate per struccarsi e lavarsi, per rinfrescarsi, per l’igiene intima e anche per sostituire la carta igienica. Ci sono quelle destinate agli adulti e quelle per i più piccoli.

Il prodotto è molto pubblicizzato, “utilissimo e insostituibile in ogni momento della giornata”.

Ricordiamoci tuttavia che le salviette non sostituiscono il lavaggio classico, con acqua e sapone, più efficace e decisamente più igienico.

È corretto usarle in alcune occasioni, al lavoro, in viaggio o durante un pic-nic, se non è disponibile acqua corrente.

Tessuto non tessuto

Le salviette sono fatte con un tipo di tessuto definito “tessuto non tessuto” (Tnt), o “nonwoven” in inglese. Le fibre usate per realizzarlo possono essere di varia natura.

Le più gettonate sono quelle di Pp (polipropilene) o Pet (polietilentereftalato), materie plastiche derivate dal petrolio, ma se ne trovano anche di origine vegetale, come le fibre di viscosa o cellulosa.

I Tnt rispetto ai tessuti propriamente detti non hanno una struttura ordinata, cioè non esistono trama e ordito, e le fibre sono disposte casualmente, aderendo l’una all’altra perché trattate col calore e/o con sostanze adesive secondo una tecnologia ben definita a livello industriale.

I Tnt sono nati come tessuto monouso dalle molteplici varietà d’uso: come tessuti per camici, per tovaglie, e nei settori edile, agricolo e cosmetico. Il loro costo è basso, molto inferiore a quello di un vero tessuto.

Le salviette umidificate si buttano dopo l’uso, aumentando la massa di rifiuti domestici. Oggi però possiamo acquistare salviette in materiale biodegradabile da gettare nel Wc o fra i rifiuti compostabili.

Prodotti molto deperibili

Si portano in borsa o in tasca (ambienti inquinati da chiavi, portafoglio e cellulare), per prelevarne una, spesso con le dita sporche, se ne toccano molte di più, e per completare il tutto sono imbevute di sostanze ricche di acqua.

Visto questo cocktail scarsamente igienico, è chiaro che le salviette sono prodotti facilmente attaccabili da muffe e batteri. Una volta che sono state contaminate, i microbi possono crescerci sopra facilmente e diventare molto numerosi.

Per questo, indipendentemente che siano per adulti o per bambini, è praticamente obbligatorio per il produttore aggiungere alle formulazioni una bella dose di conservanti che bloccano il proliferare di questi indesiderati ospiti.

Composizione

Poiché sono create apposta per agire senza bisogno dell’acqua, lo sporco deve essere rimosso attraverso lo sfregamento: più si sfrega e più ne resterà attaccato alla salvietta.

Un Tnt idoneo deve essere igroscopico (capace di assorbire l’umidità), per favorire l’impregnazione della soluzione lavante e solubilizzare lo sporco, e anche molto soffice per evitare irritazioni.

La soluzione di cui le salviette sono impregnate comprende una lista di ingredienti solitamente piuttosto lunga. Innanzi tutto devono contenere tensioattivi per staccare lo sporco dalla pelle. Saranno diversi nel caso in cui si debba semplicemente “lavare” le mani e genericamente il viso oppure se devono avere azione struccante.

Nel caso delle salviette “struccanti”, i tensioattivi dovranno solubilizzare fondotinta, ombretti, rimmel e rossetti spesso creati apposta per non staccarsi facilmente dalla pelle, come nel caso dei cosmetici definiti waterproof  (in inglese, impermeabile).

Associati ai tensioattivi, si aggiungono emollienti, umettanti e oli che ripristinano e mantengono il film idrolipidico della pelle. Inoltre, non essendo previsto un risciacquo, la salvietta deve lasciare sulla pelle una sensazione di asciutto e non di appiccicoso.

A questo scopo si utilizzano i siliconi, in particolare il simeticone, molecola che solitamente trova impiego contro la flatulenza in farmaci molto noti e diffusi per adulti e bambini.

Per tenere insieme molecole di natura così diversa, in modo che il prodotto sia distribuito uniformemente su tutta la salvietta, sono aggiunti solubilizzanti ed emulsionanti.

Per dare un buon odore si aggiungono profumi, ma nel caso si usino alcune fra le 26 molecole profumate individuate come potenzialmente allergizzanti o sensibilizzanti, bisogna indicarne il nome per esteso.

Non sono quasi mai aggiunti i coloranti mentre sono sempre presenti i conservanti.

Salviette per i più piccini

Anche queste hanno una lunga lista di ingredienti, ma ai primi posti si trovano soprattutto oli essenziali e sostanze emollienti e idratanti come olio di germe di riso, di avena, di ricino ed estratti naturali di camomilla e succhi di aloe.

Spesso si legge nell’elenco bisabololo, una molecola estratta dalla camomilla con effetto lenitivo, e olus oil, una miscela di molecole lipidiche vegetali, preparata in laboratorio dai cosmetologi, la cui origine non è obbligatorio specificare al consumatore finale.

Anche le salviette detergenti per bambini contengono tensioattivi, naturalmente scelti fra i meno aggressivi. Non essendoci risciacquo, è chiaro che una parte resterà sulla pelle dei nostri piccoli.

Nelle ultime posizioni si trovano infine solubilizzanti, siliconi (simeticone che dà sensazione di pelle asciutta) e naturalmente, vista la deperibilità del prodotto, conservanti.

Pao

Per gli addetti ai lavori si chiama anche Pao, letteralmente period after opening (in inglese, periodo dopo l’apertura). In tutti i Paesi dell’Unione europea è riportato con lo stesso simbolo: un vasetto aperto con un numero seguito dalla lettera “M”.

Indica il periodo, espresso in mesi, entro il quale il prodotto cosmetico può essere usato in sicurezza.

Si può trovare sul contenitore primario (quello direttamente a contatto con il prodotto) o sull’imballaggio secondario (quello esterno).

Nel caso delle salviette umidificate, vista la deperibilità dal punto di vista igienico, è particolarmente importante rispettarlo.