Come far sopravvivere le piante alle vacanze

Scritto da Rossana De Caro |    Luglio 1999    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Acqua nel vaso
Tempo d'estate, tempo di vacanze. Si parte per le ferie e si lascia la casa con un piccolo rimorso di coscienza per le nostre piante: ce la faranno a sopravvivere durante la nostra assenza?
Presagio che si trasforma in triste realtà al rientro quando troviamo le poverette asfittiche, moribonde e ingiallite. E spesso il rimedio a posteriori di annaffiarle esageratamente per riportarle in vita si rivela inefficace. Per far fronte a questo problema e per ridurre al minimo i danni esistono diverse soluzioni. Vediamole. Se state via soltanto una settimana sarà sufficiente bagnare abbondantemente le piante e per evitare che il terriccio si asciughi coprirlo con torba e sabbia. Raggruppate quindi i vasi nell'angolo più ombreggiato del balcone o in una stanza illuminata della casa. Se il periodo di assenza è più lungo si dovranno adottare accorgimenti particolari. Ad esempio si potranno sistemare le piante nella vasca da bagno, dopo aver messo sul fondo dei giornali o degli asciugamani o altro materiale assorbente. Quindi si mette l'acqua. Per evitare che i vasi siano a contatto diretto con l'acqua andranno posti sopra a dei mattoni. Un altro metodo sicuro per salvaguardare le piante consiste nel racchiuderle in sacchetti di plastica dopo aver bagnato il terriccio (per le piante di grandi dimensioni basterà avvolgere solo il vaso, chiudendo il sacchetto intorno alla parte finale del fusto). Infine, se volete che ricevano acqua con regolarità, riempite un secchio d'acqua e disponetelo ad una altezza maggiore rispetto alle piante, collegandolo poi ai vasi con degli stoppaccini o piccoli tubi di gomma infilati nella terra. In questo modo l'apporto di acqua sarà continuativo e sicuro.

Ortensia
L'ortensia, il cui nome botanico è Hydrangea, con i suoi bei colori che variano dal rosa al bianco all'azzurro ci accompagna per tutta l'estate, ravvivando giardini e balconi.
Di origine asiatica, appartenente alla famiglia delle sassifragacee, è fra le più note piante ornamentali, coltivabile sia in vaso sia in terra, e ne esistono molte varietà. La più diffusa è l'Hydrangea macrophylla, che può raggiungere i 3 metri di altezza e che fiorisce da luglio a settembre. Caratteristiche le grosse infiorescenze a forma di palla, larghe fino a 40 cm, la cui colorazione è legata al ph del terreno. Quando vengono trattate con il solfato di ferro, ad esempio, assumono un'intensa tonalità blu-viola.
Essendo una pianta rustica, l'ortensia associa alla bellezza estetica la facilità di coltivazione. L'importante è fornirle una collocazione ideale, a mezz'ombra, in un ambiente fresco umido, al riparo di alberi o muri, evitando l'esposizione diretta ai raggi del sole. Le annaffiature devono essere abbondanti e frequenti, soprattutto durante la fioritura, facendo attenzione all'acqua troppo calcarea, principale causa della clorosi ferrica, una grave malattia che fa prima ingiallire e poi seccare le foglie. In questo caso si deve addizionare all'acqua del solfato di ferro, finché le foglie non hanno riacquistato il loro colore verde brillante.
Dopo la fioritura le piante vanno potate, tagliando gli steli floreali a una-due gemme.