I rischi e i consigli per approvvigionarsi alle acque di sorgente

Acqua di fonte
In Toscana è un'abitudine ancora largamente diffusa: la gita domenicale finalizzata al prelievo di acque di sorgente. Non è raro trovare intere famigliole, ferme con l'auto sul ciglio della strada, intente a rifornirsi di acqua alle varie fontanelle o sorgenti di campagna. Non tutti però sanno che, contrariamente alle apparenze ambientali accattivanti - il bosco, i fiori, gli uccellini -, l'acqua di sorgente spesso è tutt'altro che sicura. Numerose fonti sono state utilizzate da tempi antichi, fino a che le analisi chimiche e batteriologiche hanno indicato la loro non idoneità all'uso potabile. D'altra parte, acqua contaminata non significa comparsa a breve di uno stato patologico: certi contaminanti hanno tempi d'azione molto lunghi, pertanto non può valere il detto: Quest'acqua è stata sempre bevuta e non ha mai fatto male.
Solo le analisi chimiche e batteriologiche sono in grado di decidere se un'acqua è da bere oppure no. Rispetto alle acque imbottigliate, che offrono al consumatore buone garanzie di salubrità, quelle di fonte pongono tutta una serie d'interrogativi che è meglio non sottovalutare. Spesso si tratta di acque contaminate dalla presenza di batteri. La contaminazione può essere causata da un sistema fognario non adeguato, dalla vicinanza di allevamenti o dalla presenza di animali al pascolo, e nelle aree montane perfino da perdite da scarichi di rifugi e di altri insediamenti. Anche il contenitore ha la sua importanza. Il più delle volte sono utilizzate grandi taniche di plastica, dai 10 ai 25 litri. Ciò fa presupporre che successivamente l'acqua sarà travasata in bottiglie di vetro o in plastica.
Un'operazione che comporta dei rischi in quanto l'imbottigliamento non viene fatto in un ambiente protetto ­ come avviene invece nelle industrie di acque minerali ­ per cui è facile ritrovare nelle bottiglie microrganismi presenti nell'aria o provenienti dal contenitore stesso se questo non è ben pulito. Questo non significa che rifornirsi d'acqua alle sorgenti non sia possibile. Basta solo seguire qualche piccolo accorgimento, indispensabile se si vuole avere la certezza di portarsi a casa un'acqua sana.

Cosa fare
Assicurarsi che la sorgente abbia i requisiti di potabilità (informazioni presso le autorità sanitarie, presenza di cartelli, ecc.). Le sorgenti in aree rurali e montane sono così numerose che le autorità sanitarie non riescono a tenerle tutte sotto controllo e quindi solo quelle più importanti vengono analizzate. Inoltre, anche quando i controlli sono stati effettuati e l'acqua è risultata non potabile, i cartelli di avviso vengono frequentemente rimossi. Addirittura per alcune sorgenti molto contaminate, le autorità sanitarie sono state costrette ad effettuare opere di muratura per impedire il prelievo dell'acqua.
Vi sono, a volte, altre possibilità per approvvigionarsi di acqua sicura; ad esempio la direzione dell'acquedotto di Firenze ha messo in produzione, nei pressi dell'impianto dell'Anconella, un'acqua ad elevata purezza alla quale i cittadini possono attingere gratuitamente; inoltre le aziende di imbottigliamento di acque minerali talvolta lasciano, a disposizione dell'utente, un rubinetto che eroga la stessa acqua che viene imbottigliata.
Disinfettare i contenitori già precedentemente usati con un po' di amuchina o di steridrolo, prodotti facilmente reperibili in commercio; basta seguire con scrupolo le indicazioni dei fogli illustrativi allegati e sottoporre alla fine i contenitori ad un attento risciacquo.
Usare contenitori possibilmente nuovi, dotati di chiusura ermetica, da impiegare solo per contenere quel tipo di acqua. Fra i contenitori è possibile impiegare sia il vetro (più facilmente lavabile) che la plastica; in questo caso verificare che sia presente la scritta 'per alimenti'.
Prima di riempirli sciacquare accuratamente i contenitori, e i tappi, con la stessa acqua che conterranno.
Riempire i contenitori fino all'orlo, lasciando la minima quantità di aria fra la sommità dell'acqua e il tappo.
Conservare i contenitori pieni in luoghi freschi e asciutti, fuori dall'esposizione diretta alla luce solare.
Consumare l'acqua preferibilmente entro una settimana.

Francesco Mantelli, Agenzia regionale per la prevenzione ambientale della Toscana (Arpat), dipartimento di Firenze

L'Arpat è anche su internet, al sito della Regione Toscana www.regione.toscana.it