Il punto sulle problematiche e azioni per garantire a tutti l'accesso a questo bene prezioso

di Matteo Pucci

Fa un certo effetto sentire Mario Soares, presidente del Comitato Internazionale Contratto Mondiale Acqua, dire che «nel progetto della nuova Costituzione europea non c'è nemmeno una parola sul problema acqua».

L'occasione è rappresentata dal seminario "Acqua, bene comune di tutti sulla terra", svoltosi a Perugia nell'ambito della quinta assemblea Onu dei Popoli, organizzato da Coop, Cipsi, Tavola della Pace, Contratto Mondiale sull'Acqua. «Le istituzioni europee - ha proseguito Soares - non hanno fatto niente per porre l'acqua al di fuori delle logiche di mercato: l'Ue ha forti responsabilità e deve assolutamente modificare la sua politica. Nel mondo ci sono un miliardo e mezzo di persone che tutt'oggi non hanno accesso all'acqua potabile: è una cosa scandalosa. Occorrono regole chiare e cooperazione, altrimenti dovremo affrontare conflitti interminabili».

Dello stesso tenore, forse ancora più duro, l'intervento di Riccardo Petrella, presidente del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua. «L'Europa - ha detto - deve chiedersi se è proprio vero che vuol garantire l'accesso alla risorsa idrica entro il 2020 oppure sono solo parole. Dobbiamo denunciare questa politica delle parole, questa Europa che fa solo chiacchiere, la mancanza completa di azioni. E' l'acqua che ci insegna come le società europee non siano democratiche, bensì società oligarchiche basate sul potere economico».

«L'acqua - ha proseguito Petrella entrando nel discorso delle possibili soluzioni - pone tre sfide: una riguardante i diritti umani, una il bene comune e l'ultima la democrazia. Per raggiungere i nostri obiettivi possiamo individuare alcune azioni: premere sui leader europei affinché inseriscano un riferimento all'acqua come bene comune nella nuova Costituzione europea, dichiarando che l'acqua è un vero e proprio diritto umano; fare pressioni contro la politica indecente delle privatizzazioni (sulla quale concordano tutte le forze politiche, è bene ricordarlo) perché noi vogliamo l'Europa della condivisione, non della potenza. E ancora - ha concluso - garantire la priorità di tematiche come quella del risparmio idrico (portare le perdite lungo gli acquedotti - in Italia attorno al 30-40% - fino al 10% fisiologico); creare degli organi composti da giovani, i quali abbiano poteri di controllo sulle politiche idriche».

E' una vera e propria sfida quindi, lanciata da Perugia verso la riscoperta dei valori della democrazia e della condivisione, che hanno fondato la Comunità europea, a partire da un tema ben preciso: l'acqua.


L'INTERVENTO DI VANDANA SHIVA
Il Gange non è in vendita

Nel corso del seminario Vandana Shiva, fondatrice del Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle risorse naturali a Dehra Dun (India), ha lanciato la campagna "Gange is not for sale", il Gange non è in vendita.

Signora Shiva, ci può spiegare in cosa consiste?
In India ogni capofamiglia spende circa il 25% del proprio reddito ogni giorno per l'acqua, eppure la disponibilità pro-capite è sempre più ridotta. Il 9 agosto 2002 cinquemila contadini hanno marciato sul villaggio Bhanera per protestare contro l'istallazione della conduttura-mostro di 3,25 metri di diametro che sottrarrà acqua al fiume Gange per incanalarla verso l'impianto di trattamento e distribuzione Sonia Vihar di Delhi. Il progetto, co-promosso dalla società francese Suez-Ondeo e dal Governo di Delhi, sottrarrà 635 milioni di litri d'acqua al giorno ai villaggi e alle coltivazioni dei villaggi per un'area di 30 chilometri da Muradnagar fino a Sonia Vihar, per distribuirla a circa 3 milioni di abitanti della capitale. L'impianto è stato pagato dal governo indiano all'Ondeo-Suez 50 milioni di dollari statunitensi, ed ora si rischia un aumento diretto delle tariffe, o della tassazione indiretta.

I cittadini e le associazioni europee sono chiamati a difendere le acque del Gange insieme ai gruppi e ai comitati indiani. Il Gange non è solo una fonte d'acqua: è un vibrante universo, dà significato ai popoli che lo abitano perché è la culla dove, dall'incontro dei diversi elementi, nasce la vita per oltre 30 milioni di esseri umani. Per questo come movimenti indiani in difesa dei beni comuni abbiamo bloccato parte del nuovo impianto per la fornitura d'acqua a Delhi. Chiediamo alla società civile europea di farci sentire il proprio appoggio attraverso la spedizione di cartoline al primo ministro indiano. Il testo è semplice: "Gange is not for sale".


COSA FA COOP
Acqua per tanti

Un milione di euro per costruire nel corso dell'anno pozzi, cisterne, acquedotti in Angola, Burkina Faso, Palestina, Sierra Leone, Etiopia, Eritrea, Congo, Tanzania, Camerun, Uganda, Kenya. Ne potranno usufruire innanzitutto i bambini, che troveranno nelle loro scuole acqua potabile. Ma anche oltre 500.000 abitanti dei villaggi dove saranno compiuti questi interventi. E' il progetto di Coop "Acqua per la Pace" che si avvale, per la realizzazione dei singoli obiettivi, di Ong e Onlus: Cipsi, Unicef, Medici Senza Frontiere, Ucodep e Gvc. Un progetto già in essere che troverà il suo compimento nell'estate del 2004.

Il tema dell'acqua declinato in termini di solidarietà verso le popolazioni del sud del mondo, ma non solo. Coop è impegnata nell'informazione e sensibilizzazione della sua base sociale e di tutta la cittadinanza per un impegno concreto delle istituzioni nel garantire la non privatizzazione di questa risorsa, il risanamento delle reti di distribuzione, promuovere le doppie reti idriche, attuare programmi di risparmio industriale e di tecniche agricole irrigue a ridotto consumo, incentivare l'agricoltura in aree marginali. La campagna si pone anche l'obiettivo di informare i cittadini, in particolare i giovani consumatori, su un uso corretto e "risparmioso" dell'acqua.

Un particolare interesse si registra, sia da parte delle istituzioni che del mondo del volontariato, verso l'esperienza che Coop Estense sta attuando per offrire ai clienti dei propri punti vendita la possibilità di acquistare l'acqua dei pubblici acquedotti filtrata e mineralizzata con una apposita macchina, rendendola oltremodo gradevole al gusto. Oltre al minore costo rispetto alle acque minerali in bottiglia attualmente in commercio, il consumatore ha la possibilità di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente, eliminando i rifiuti della plastica e una serie di carichi ambientali gravosi come la movimentazione e il trasporto.

Un'esperienza, ha affermato Riccardo Petrella, «lodevole e innovativa, capace di declinare in positivo uno degli obiettivi principali del Contratto Mondiale per l'Acqua. Mi auguro che tale esperienza venga proficuamente estesa in centinaia di negozi Coop: da parte nostra non potremo che portarla ad esempio per la costruzione di percorsi comuni e condivisi, nell'ottica dell'affermazione piena del diritto universale dell'accesso all'acqua e della salvaguardia del principio della proprietà pubblica di questa».