Favorire il consumo dell'acqua di casa o delle minerali che fanno meno strada

Scritto da Francesco Giannoni |    Ottobre 2010    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

(foto di Daniela Tartaglia)

San Francesco definiva l'acqua "utile" e "pretiosa". Probabilmente però non sapeva che l'acqua dolce, quella potabile, è scarsa: circa il 3% di quelle mondiali. La possibile penuria d'acqua è una delle più impellenti preoccupazioni dell'uomo d'oggi. Dobbiamo fare attenzione a come la usiamo, a evitarne gli sprechi.

Questo è uno dei nuovi punti fermi della politica ambientale di Coop. Negli  scaffali dei punti vendita Coop ci saranno cartelli che, oltre a illustrare i componenti delle maggiori acque in vendita, evidenzieranno i chilometri percorsi dalla sorgente al punto vendita, e inviteranno a bere l'acqua del rubinetto.

In Italia abbiamo un fenomeno che non si registra, in maniera così eclatante, in nessun altro dei Paesi a economia avanzata: l'enorme consumo di acqua minerale in bottiglia.

Sicurezza

Cominciamo dall'acqua del rubinetto di casa. I controlli sulla sicurezza negli acquedotti sono severi e continui. La frequenza delle ispezioni è determinata dal decreto legislativo 31/2001, che tiene conto del numero dei cittadini serviti e della portata dell'acqua distribuita.

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Daniela Santianni, Responsabile analitica del laboratorio di Publiacqua, gestore del servizio idrico in 49 comuni delle province di Arezzo, Firenze, Pistoia e Prato (per un totale di 1.260.000 abitanti). Su questo territorio, ogni anno, vengono prelevati circa 9.000 campioni di acque potabili su cui sono eseguiti 235.000 analisi. Fanno la bellezza di 643 analisi ogni giorno, 26 ogni ora. Gli esami, inoltre, sono svolti dal gestore e dalla Asl. Avvengono sia in laboratorio (quelli più rigorosi) che, "in continua", all'uscita dell'acqua dagli impianti di potabilizzazione (indagando su pH - cioè l'acidità -, torbidità e presenza di cloro); ma avvengono anche in rete. L'acqua del rubinetto, quindi, si può bere in sicurezza. 


(foto di Carlo Valentini)

Migliorare l'acqua

Però non sempre l'acqua del rubinetto, oltre che sicura, è anche buona. Può avere odore di cloro o essere "dura" per il calcare. In questi casi possiamo migliorarne il gusto con apparecchiature da posizionare sopra o sotto il lavello, chiamati addolcitori. Tale sistema è dotato di filtri a carbone attivo che riproducono in piccolo, quelli utilizzati negli acquedotti.

Dell'acqua ottenuta con caraffe (tipo la ViviVerde, di cui abbiamo scritto sullo scorso Informatore), possiamo testimoniare l'efficacia e, soprattutto quando il filtro è nuovo, il sapore. Usiamola anche per preparare thè e caffè (ma anche il brodo o gli spaghetti), e scopriremo gusti nuovi e ingentiliti.

Il successo di vendite della caraffa ViviVerde dimostra che i consumatori hanno a cuore questo tipo di tematiche: bevendo l'acqua di Arezzo, Firenze, Pisa, Siena ecc., evitano l'impoverimento delle sorgenti.

Che dire poi della fatica di portare litri e litri di peso (che d'estate aumenta sensibilmente) dal negozio alla macchina, e poi in casa, magari facendo le scale, oltre naturalmente al resto della spesa? Per non parlare del risparmio economico: bevendo l'acqua di casa ci rimangono in tasca circa 250 euro l'anno.

Fedeli alle bolle

Ma se proprio non si riesce a riabituarsi all'acqua del rubinetto, ci si può rivolgere alle acque della propria regione, le cui sorgenti e punto di imbottigliamento è magari a poche decine di chilometri dalla propria residenza. Si darà lavoro a imprese del territorio valorizzando l'economia locale. Se poi piace l'acqua frizzante, si può "gasare" quella del rubinetto con sistemi ora anche in vendita e alla portata di tutti.

 Altre informazioni su www.acquadelrubinetto.it

Non dovremmo mai avere sete. Tale sensazione è segno di disidratazione, cioè di "pericolo". La mattina, appena svegli, beviamo un bel bicchiere d'acqua: non ne assumiamo da circa otto ore, e il nostro corpo ne ha bisogno.

Caraffa a ruba
Doveva essere in offerta per luglio, ma per problemi organizzativi è slittata di un mese. Ad agosto la caraffa filtrante "Vivi Verde Coop" è arrivata nei punti vendita e ne sono state vendute oltre 11.000 pezzi. Un successone!. Ora è in vendita a prezzo normale a 14,90 euro ed è sempre conveniente: quelle di marca vanno a 6 euro in più. E così i 3 filtri che costano 14 euro, e ciascuno basta per cento litri d'acqua