Dalle creme che colorano la pelle agli integratori che stimolano la melanina. Istruzioni per l’uso

Scritto da Alma Valente |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Disegno di L. Contemori

Autoabbronzanti

Il caldo ci coglie all’improvviso, e ci spogliamo mostrando una pelle pallida poco bella da vedere. Se non si ha il tempo di andare al mare o voglia di fare lampade a raggi Uva, ci vengono in aiuto i prodotti autoabbronzanti che promettono un’abbronzatura rapida e …senza sole!

Ma quali sostanze contengono per colorare la pelle, e come funzionano? Lo chiediamo alla dottoressa Luana Tiradritti, dermatologa presso la Asf (Azienda sanitaria fiorentina): «gli autoabbronzanti, a differenza dei raggi solari che stimolano la produzione di melanina, danno un colore che è il risultato di una reazione chimica fra le proteine dello strato più superficiale della pelle e le sostanze usate. L’abbronzatura che ne deriva non è permanente e viene rimossa dal costante ricambio delle cellule cutanee. Le sostanze più utilizzate sono: il diidrossi-acetone (Dha), la gliceraldeide e la diidrossi-succinaldeide. Può essere usato anche l’eritrulosio, più stabile del Dha, ma con minor effetto. Un altro composto naturale è l’henné che colora direttamente la pelle, ma si elimina velocemente con una semplice doccia».

Sono meglio le creme o gli spray?

«Non ci sono differenze. Gli spray sono molto più pratici, perché si stendono più rapidamente anche se è sempre consigliabile l’uso di una crema idratante prima dell’applicazione al fine di rendere la pelle uniforme nel suo colore».

L’uso prolungato può provocare inestetismi?

«È sempre consigliabile scegliere il prodotto più adatto alla propria pelle per non provocare macchie color arancione in soggetti con cute molto secca e disidratata, oppure con fenomeni irritativi. A questo riguardo è opportuno testare il prodotto prima di utilizzarlo, applicandolo o all’interno delle braccia o nella regione posteriore dell’orecchio».

Abbiamo chiesto alla professoressa Silvia Moretti, direttore della Scuola di specializzazione in Dermatologia e venereologia dell’Università di Firenze ed esperta in allergie, se esistono delle condizioni in cui è sconsigliato fare uso di queste sostanze.

«Generalmente non ci sono controindicazioni, a meno che non si abbiano allergie specifiche, comunque rare (dermatite allergica da contatto da Dha, o da henné). Va però tenuto presente che gli autoabbronzanti non proteggono dal sole e da eventuali scottature: quindi, soprattutto nelle persone con la pelle chiara, non bisogna mai dimenticare di applicare gli opportuni schermi solari sulla cute che appare solo più colorata, ma non protetta per l’uso di autoabbronzanti».

Integratori

Esiste poi il problema di coloro che vogliono accelerare la comparsa dell’abbronzatura dopo l’esposizione ai raggi solari e fanno uso di integratori.

Quali tipi di integratori sono maggiormente usati?

«In natura esistono alimenti che contengono sostanze che favoriscono l’abbronzatura, - ci dice la dottoressa Tiradritti - come i cibi ricchi di elementi che aiutano il nostro organismo a produrre melanina, o che limitano il danno del sole sulla pelle, o l’acqua stessa, perché una corretta idratazione predispone a un miglior assorbimento dei raggi solari».

Quali sono le sostanze normalmente presenti nei cibi?

«Gli integratori che favoriscono l’abbronzatura sono appunto sostanze anti-ossidanti quali i carotenoidi (beta carotene o vitamina A, licopene, zeaxantina e luteina), alfa-tocoferolo o vitamina E, acido ascorbico o vitamina C, cofattori antiossidanti (co Q10) e polifenoli. Molti di questi composti sono contenuti in frutta e verdura, in particolare i carotenoidi nella frutta e verdura di colore arancione, pomodori e ortaggi a foglia verde (la vitamina A anche in burro, fegato e uova), la vitamina E in frutta secca, olii vegetali e germe di grano, la vitamina C in frutti quali agrumi, ananas e kiwi e nelle verdure verdi, i polifenoli in uva rossa, pinoli, noccioline e tè verde».

Dottoressa Tiradritti, può parlarci dei prodotti che contengono miscele preconfezionate di queste sostanze ?

«L’integratore finalizzato all’esposizione al sole, se assunto correttamente (ossia, un mese prima, durante e due settimane dopo l’esposizione al sole), può aiutare a difendere la pelle dal foto-invecchiamento, stimolando la sintesi della melanina, o dalle reazioni di fotosensibilità o da irritazioni cutanee da sole. Gli integratori solari più usati sono sostanze anti-ossidanti e anti-infiammatorie. Le più comuni sono: l’acido lipoico, il beta-carotene che stimola la produzione di melanina e di collagene; le vitamine A, C, E, con effetto antiossidante e protettivo; il coenzima Q10 e i polifenoli utili a mantenere la pelle elastica».

Necessitano della ricetta per essere acquistati?

«Non essendo farmaci, possono essere acquistati direttamente in farmacia senza ricetta medica, oppure on-line».

Professoressa Moretti, le dosi da usare devono essere indicate dal medico?

«Questo non è necessario, è sufficiente ingerire queste sostanze con una normale alimentazione ricca di frutta e verdura. Tuttavia è bene ricordare che le vitamine liposolubili come la vitamina A e la vitamina E possono dare problemi di accumulo se introdotte in eccesso nell’organismo».

Vi sono delle sensibilità allergologiche a queste sostanze?

«Generalmente queste sostanze non causano problemi allergologici e alcune possono essere addirittura utili in caso di allergie».

Le intervistate: dottoressa Luana Tiradritti, dermatologa presso la Asf; professoressa Silvia Moretti, direttore della Scuola di specializzazione in Dermatologia e venereologia dell’Università di Firenze