Adatta a ricoprire pergolati e recinzioni, è conosciuta anche per le sue proprietà medicinali

Scritto da Càrola Ciotti |    Giugno 2008    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Chissà se vi è mai capitato, passeggiando in campagna o in un bel bosco, di sentire un profumo delicato provenire da una pianta di Lonicera. Più comunemente conosciuta con il nome di caprifoglio, la Lonicera, però, fa solo parte della famiglia delle Caprifoliaceae essendo un genere a se stante: conta circa 200 specie diffuse in tutto l'emisfero boreale, e particolarmente accentrate nelle regioni montuose dell'Asia centrale e orientale. In Europa è presente con dieci specie di cui nove vivono allo stato spontaneo anche in Italia: si possono trovare dalle zone costiere fino alle regioni montane. La Lonicera è largamente utilizzata anche come pianta ornamentale; è perenne, dal portamento rampicante o arbustivo, sempreverde o a foglia decidua, generalmente di facile coltivazione. Le specie più apprezzate per uso decorativo sono la Lonicera sempervirens, la Lonicera fragantissima o la Lonicera japonica. Fioriscono, secondo la specie, dalla primavera all'inizio dell'autunno, con infiorescenze bellissime di colore bianco, rosa o rosso. Talvolta il colore si trasforma: ad esempio nella Lonicera etrusca - bella ma delicata - i fiori nascono rossi per poi divenire gialli, striati di rosso. Una volta sfiorite, le Lonicere si abbelliscono, nella maggior parte dei casi, di bacche altrettanto ornamentali (attenzione però a non raccoglierle perché sono tossiche). La Lonicera si adatta bene in terreni ricchi di humus, ben drenati, che devono essere mantenuti umidi. La posizione ideale, in particolar modo per le specie rampicanti, è con il basamento all'ombra - o comunque non troppo a contatto con la luce diretta - e la parte aerea ben esposta all'irraggiamento solare. Le specie rampicanti sono adatte a ricoprire mura, pergolati o recinzioni; in natura si attorcigliano ad arbusti o tronchi e per questo sono conosciute anche con il romantico nome di "abbracciaboschi". Con le specie arbustive si possono formare siepi molto originali, avendo l'accortezza di lasciare tra un esemplare e un altro almeno 30 cm di spazio (ottimo l'impianto delle specie italiche, insieme con altre specie autoctone, così come si usa fare in biogiardinaggio, per formare siepi miste). Se non si dispone di un giardino è possibile tentare la coltivazione in vaso di varietà arbustive, che crescono fino ad un metro d'altezza.

Per impiantare una Lonicera sempreverde, il periodo più adatto è aprile-maggio, mentre per le decidue è preferibile il mese d'ottobre o, in alternativa, marzo. Le necessità idriche della Lonicera non sono particolarmente importanti: è bene irrigare solo nel caso di prolungate siccità (altrimenti sono sufficienti le piogge stagionali), mentre le giovani piante hanno bisogno di apporti regolari, evitando sempre i ristagni d'acqua. Subito dopo la fioritura si asporteranno le parti danneggiate e i fiori appassiti; per le specie tardive si consiglia invece di attendere la fine dell'inverno, intervenendo con una potatura leggera. La Lonicera è una pianta interessante anche per le sue proprietà medicinali: le parti utilizzate sono foglie e fiori. Le foglie si raccolgono in giugno e luglio, in giornate soleggiate: sono utili per sciacqui e gargarismi; i fiori - destinati a gradevoli infusi "calmatosse" - si devono staccare ad uno ad uno con il loro picciolo, controllando che siano ben asciutti. Entrambe le parti vanno essiccate all'ombra, rimuovendole spesso e con delicatezza: si conserveranno, al massimo per un anno, in vasi di vetro ben chiusi e al riparo dalla luce.



Bouganvillea
La bella tropicana
Deve il suo nome al navigatore francese Louis Antoine de Bougainville, il quale, durante i suoi lunghi viaggi, scoprì questa bellissima pianta, se ne innamorò e la introdusse in Europa. La bougainvillea, originaria delle zone tropicali e sub-tropicali dell'America del Sud, è molto apprezzata per le sue doti decorative, anche se la coltivazione non è semplicissima. Ama i climi miti, ha bisogno di molto sole e di una buona ventilazione. Nei luoghi dove l'inverno è freddo si può coltivare solo in grandi vasi, posti al riparo; dove il clima è più dolce vive bene all'aperto, raggiungendo spesso dimensioni rilevanti. Conformemente alla Lonicera può essere rampicante o arbustiva ed è una specie resistente, vigorosa, a crescita rapida. Esistono molte varietà di bougainvillea, con ibridi di colori diversi: i fiori, bianchi o giallognoli, sono riuniti in piccoli gruppi e si trovano all'interno in un involucro di tre brattee molto colorate - bianche, gialle, arancione o rosa. La fioritura di questa specie è abbondante e quasi ininterrotta: sia nel giardino o sul terrazzo avremo, durante la bella stagione, un angolo coloratissimo e allegro. Questa pianta sopporta bene le alte temperature e la siccità ma, se possibile, è meglio annaffiare con regolarità e abbondantemente nei periodi molto caldi. Fortunatamente non è soggetta ad attacchi di parassiti o a malattie e per mantenerla in ottima salute sarà necessario, sempre durante l'estate, concimare ogni 10-15 giorni con un fertilizzante liquido - adatto anche quello per piante da interni - per poi sospendere nel periodo di riposo vegetativo. Se la pianta è coltivata in vaso bisognerà cambiare il contenitore ogni anno, ad inizio primavera, utilizzando terriccio grasso: quando la pianta sarà grande occorrerà rimuovere lo strato superficiale di terreno per sostituirlo con una quantità nuova. Nel mese di febbraio si potrà procedere alla potatura accorciando di circa un terzo i rami principali per poi sfoltire la pianta, eliminando i rametti più deboli.