Una campagna per sostenere il restauro della cattedrale

Scritto da Maurizio Izzo |    Novembre 2017    |    Pag. 5

Giornalista e regista televisivo.

Da anni segue il mondo della cooperazione, realizzando documentari sulla cooperazione internazionale e sulle attività della Fondazione Onlus “Un cuore si scioglie”.

Per Unicoop Firenze cura la trasmissione televisiva settimanale Informacoop.

La passione per la cucina (figlio e padre di cuochi) è diventata anche un lavoro con la direzione di Gola Gioconda, storica pubblicazione sulla cultura del cibo.

Responsabile comunicazione di Sicrea, azienda impegnata nell’organizzazione di eventi e nella comunicazione.

Vive in Mugello e scende a valle in treno sulla Faentina, ma se può sta lassù.

restauro duomo volterra

Foto M. Izzo

Raccolta fondi

La cattedrale di Volterra ci racconta una storia, anzi di storie ne racconta tante. Almeno quante le mani che, nel corso dei secoli, hanno lavorato per renderla così bella e imponente. Oggi è un edificio con pianta a croce latina, in stile romanico, a tre navate, ma alle origini la chiesa era molto più piccola, praticamente corrispondente al transetto. Attorno all'anno mille si fa già riferimento a "una grande cattedrale" e nel 1120 Papa Callisto II la consacra, durante il viaggio che dalla Francia lo porta a Roma. Più volte rimaneggiata ed arricchita nel corso del tempo, particolarmente alla fine del XVI secolo, oggi la cattedrale vuole scrivere una nuova storia. E, grazie a una campagna di mecenatismo popolare, completare il restauro per tornare a essere bella come un tempo. Perché il Duomo di Volterra non è solo un bene architettonico: è, come ci ricorda il parroco Monsignor Osvaldo Valota, il punto di riferimento di una comunità, di una diocesi che, insieme al restauro, aspetta di poter festeggiare nel 2020 i novecento anni dalla consacrazione.


Il punto sui lavori

A che punto è il restauro? Oggi la cattedrale è un grande cantiere. Accompagnati dal direttore dei lavori siamo saliti fino al sottotetto, uno degli ambienti dove più importante e accurato è l'intervento. «Qui - spiega l'architetto Giorgio Bascià - è necessario disancorare l'intero sistema di sostegno e sostituirne le strutture che ne permettono l'ancoraggio».

Il soffitto a cassettoni, in legno e cartapesta, intagliato e dorato con i santi protettori della città e con una rara immagine di San Lino - il successore di Pietro come vescovo di Roma, primo papa italiano - è solo una delle preziose opere d'arte presenti nella cattedrale. Tra queste, la straordinaria deposizione lignea del 1228, i molti dipinti dei più rinomati pittori del Rinascimento e, per arrivare ai giorni nostri, il rosone istoriato e dipinto da Mino Rosi nel 1989 in occasione della visita di Giovanni Paolo II. I lavori di restauro sono iniziati con la copertura della navata centrale, ed è stata un intervento di emergenza, come ricorda il direttore dei lavori, perché «qui probabilmente non c’era stato nessun tipo di intervento negli ultimi due/trecento anni».

Poi si è passati alla navata centrale, probabilmente la parte strutturalmente più problematica del restauro. Si tratta adesso di lavorare sulla copertura della basilica anche con una nuova impermeabilizzazione, sulle pareti interne (che accusano un problema di stabilità) e sulle colonne.


Un aiuto per Volterra

Il 2020, novecentesimo anniversario della consacrazione della cattedrale, si avvicina rapidamente e gli interventi da fare sono ancora tanti ma, come sottolinea ancora l'architetto Bascià, «è normale che sia così: un cantiere come questo in realtà non si chiude mai, il restauro e gli interventi di rinforzo dovranno essere fatti sempre. Il mio augurio è che se ne possano fare per i prossimi novecento anni».

La storia che la cattedrale vuole scrivere parte dunque da quello che, grazie alle risorse ricavate dall'8x1000 e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, è stato fatto. Ma non basta. Occorre un nuovo slancio, nuove risorse che il progetto “Abbraccia Volterra” , la campagna di mecenatismo popolare che Unicoop Firenze lancia, vuole mettere in campo. Come donazioni da soci e clienti, il crowdfunding sul portale Eppela, gli eventi promossi dalla sezione soci di Volterra e le iniziative di turismo culturale organizzate dalla nostra cooperativa, per scoprire una Volterra nascosta e per restituire alla città e al mondo una cattedrale con i suoi preziosi beni culturali e architettonici.


Visite guidate

Volterra in esclusiva

Un contributo importante al restauro del Duomo di Volterra arriverà dagli eventi che la locale sezione soci organizzerà. Due Cene galeotte il 15 dicembre e il 23 marzo 2018, che la Casa di reclusione di Volterra ha deciso di dedicare alla campagna “Abbraccia Volterra”. E poi l’iniziativa di turismo culturale organizzata da Unicoop Firenze in collaborazione con le istituzioni locali, per portare soci e clienti alla scoperta della Volterra nascosta, con due itinerari inediti e irripetibili.

Il primo di carattere archeologico nella zona di San Giusto. Il secondo nella Volterra medievale con visita al Museo diocesano d’arte sacra. Entrambi con visite a luoghi normalmente chiusi al pubblico. In programma ogni sabato dalle 10 alle 13, fino al 2 dicembre.

Info: Argonauta Viaggi, tel 0552345040 e nelle agenzie del circuito Toscana Turismo, www.cooptoscanaturismo.it



Notizie correlate

volterra

Abbraccia Volterra

Una nuova campagna di mecenatismo popolare per la Cattedrale di Santa Maria Assunta

Photogallery Video

I nuovi mecenati

Abbraccia il Battistero: l’iniziativa per far diventare il patrimonio artistico un bene di tutti


Porta san paolo

Abbraccia San Paolo

Riprendono le iniziative a sostegno del restauro della chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno