L’iniziativa con la Fondazione Toscana Spettacolo

Scritto da Edi Ferrari |    Novembre 2014    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Festa per i 25 anni della FTS il 18 settembre 2014 al Complesso di Sant’Apollonia - Foto di L. Moggi

Una collaborazione che si amplia, si approfondisce, offre nuove opportunità: non più solo l’ingresso in convenzione per i soci in una serie selezionata di teatri del circuito FTS (Fondazione Toscana Spettacolo, il circuito regionale per la distribuzione e la promozione dello spettacolo dal vivo), ma ora anche la possibilità di trasformare i punti della carta socio in biglietti per assistere agli spettacoli in calendario in 14 teatri del circuito.

Si chiama “1000 punti per 1000 emozioni” e il meccanismo è semplicissimo: basta consegnare al box informazioni di uno dei punti vendita Unicoop Firenze la Carta socio con almeno 1000 punti accumulati, che saranno scaricati in cambio di un buono valido per il ritiro del biglietto; ciascun buono dà diritto a un posto fra quelli che sono liberi da abbonamenti e da biglietti precedentemente acquistati.

«Apprezzo molto che Unicoop dedichi tanta attenzione al teatro, non mi sembra affatto scontato; quindi è una cosa di cui sono contenta - dice Beatrice Magnolfi, presidente della fondazione -. Poi mi piace che i cittadini, i consumatori, possano considerare il teatro come un premio, come un regalo che si fa in cambio della loro fedeltà».

Beatrice magnolfi foto luca moggi
L'intervistata, Beatrice Magnolfi presidente della Fondazione Toscana Spettacolo - Foto di L. Moggi

E che premio, se si considera che 1000 punti equivalgono a 10 euro: un prezzo piccolo piccolo per una poltrona a teatro. «Questo è un altro aspetto importante del progetto culturale della Fondazione - aggiunge - che si potrebbe sintetizzare in ‘grandi spettacoli a piccoli prezzi’.

D’accordo con le amministrazioni comunali, con cui noi abbiamo una partnership strettissima, si mantengono fermi i prezzi ormai da anni, e sono assolutamente al di sotto di quelli di mercato. Possiamo ottenerli grazie al fatto che facciamo 700 recite all’anno, quindi anche con le Compagnie abbiamo un rapporto consolidato che ci consente di vincere la sfida della qualità a prezzi contenuti».

«Un altro motivo per cui questo nuovo progetto ha un fascino particolare, è che speriamo di raggiungere nuovi spettatori. A noi interessa moltissimo la cura dello spettatore, ma ci interessa altrettanto la cura del non-spettatore, e cioè far capire che il teatro fa bene, oltre a essere un piacere».

Intanto nei suoi 25 anni di vita, appena compiuti, la fondazione ha portato a teatro qualcosa come 3 milioni di spettatori, coltivato le giovani generazioni (800.000 ragazzi hanno assistito alle rappresentazioni), messo in scena 15.000 recite. E le presenze, nonostante la crisi, sono in crescita. «Un’istituzione culturale che raggiunge il traguardo di un quarto di secolo e lo raggiunge in buona salute non può che essere orgogliosa. Nel 2014 siamo cresciuti del 5-6% rispetto all’anno precedente.

Festa per i 25 anni della FTS il 18 settembre 2014 al Complesso di Sant’Apollonia
Festa per i 25 anni della FTS il 18 settembre 2014 al Complesso di Sant’Apollonia - Foto di L. Moggi

Questo per noi è quasi un miracolo, perché in momenti in cui le famiglie devono fare una scelta fra andare a teatro e concedersi qualche altra cosa altrettanto importante, vuol dire che probabilmente abbiamo trovato davvero la formula giusta. Se in tempi così difficili si continua comunque a preservare caparbiamente il consumo culturale, vuol dire che questo è sentito come un bisogno e non come un lusso.

La nostra formula ha a che fare con due aggettivi che io considero inscindibili: colto e popolare. Il nostro progetto culturale è tutte e due queste cose, non deve mai cedere né dall’una né dall’altra parte. Ci sono stati anni in cui si teorizzava che fosse quasi naturale, per non dire necessario, che il teatro di qualità avesse poco pubblico. Oggi credo non ci sarebbe nessuno pronto a sostenere una tesi del genere, anche perché è chiaro a tutti che con le poltrone vuote non si fa neanche qualità - conclude -. Dunque il primo modo per investire sulla qualità, per investire sulla ricerca, sulle nuove esperienze, è investire sul pubblico».

Per informazioni e dettagli su “1000 punti per 1000 emozioni” rivolgetevi ai box informazioni dei punti vendita. Nella sezione “Eventi” di www.coopfirenze.it, i dettagli sugli spettacoli ai quali è possibile assistere in convenzione.