A Firenze, riprende il gioco, ma con un nuovo regolamento

Scritto da Pier Francesco Listri |    Giugno 2015    |    Pag.

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Foto G. Sabella da www.calciostoricofiorentino.it

Si vuole che durante l’assedio di Firenze del 1530, i fiorentini abbiano fatto una partita di calcio (oggi detto storico) sugli spalti delle mura a dimostrazione di non temere i nemici. Il calcio storico, del resto, è stato giocato migliaia di volte in occasioni tristi e liete per la città, e ne è divenuto un po’ un simbolo. La sua storia ha almeno cinque o sei secoli e si ritiene che il gioco del calcio che ogni domenica amiamo, derivi non dall’Inghilterra, ma da questo gioco fiorentino.

Se ne parla qui oggi perché quest’anno, in occasione della festa di San Giovanni, il calcio storico sarà diverso da quello degli ultimi anni. Infatti è stato nelle recenti settimane promulgato il nuovo regolamento che presiede a questo gioco, in senso più restrittivo, rispetto all’eccessiva violenza con cui si era svolto negli ultimi anni. È stata certo una buona iniziativa, giacché non di rado nelle partite viste poco prima e dopo il 2000, sembrava che screzi di quartiere e antiche rivalse guidassero i giocatori a una reciproca violenza che non era più né storica, né sportiva.

Le cacce

Del resto noi ammiriamo il rugby, una sorta di calcio (storico) non certo leggero, ma che risponde sempre a precise regole e quindi serba armonia e piacere.

Quanto al calcio storico esso in parte interessa i fiorentini, ma soprattutto attrae i turisti stranieri che vengono a Firenze e che vi ritrovano un refolo di quelle antiche tradizioni e di quei costumi che tanto ammirano.

Certo, Firenze, accanto al suo passato di armoniosa bellezza, tramanda e mantiene anche una vena di quella conflittualità duratura e violenta, insieme plebea e politica, che animò nel tempo i quartieri della città.

Ma oggi che cos’è il calcio storico? In un certo senso, con la sua vistosa materialità, sembra opporsi al mondo virtuale delle tecnologie che viviamo e, d’altro lato, propone uno spirito d’azzardo e di forza, che è nel mondo attuale, sociale e civile, e che si tende a combattere.

Esiste un trattato cinquecentesco di Giovanni de’ Bardi, titolato Discorso sopra il gioco del calcio fiorentino, che così lo descrive: “un gioco pubblico di due schiere di giovani a piede e senz’arme che gareggiano piacevolmente nel far passare di posta la palla oltre l’opposto termine”. Indubbiamente il gusto della palla che deve finire in una porta (nel calcio storico i goal si chiamano “cacce”) è forse il teorema sportivo che ogni domenica, e ormai anche nei giorni feriali attrae tutti gli europei e non solo.

Vitella bianca per i vincitori

Ma al calcio storico, oltre la partita in sé, si aggiungono i contorni coloriti, le bandiere, la musica, e soprattutto quello storico corteo, animato dai Capitani, dal Provveditore e dai Giudici, che precede la partita e che è di per sé un suggestivo spettacolo. Ricordiamo che fino a non molti anni fa, esso era aperto dal marchese e stilista Emilio Pucci, a cavallo, in nome del suo antico blasone.

Che il calcio storico sia antico lo vuole anche qualche citazione dei poemi omerici

nei quali lo si sarebbe giocato anche come allenamento preguerresco.

Ora, nella bella Firenze, per il calcio storico che fu ripreso dal 1930, ventisette calcianti dei quattro quartieri (Santa Croce, San Giovanni, Santa Maria Novella e Santo Spirito) si conterranno una grossa palla piena di stracci, ma si spera con più armonioso agonismo e senza più inopportune violenze.

Che la tradizionale “vitella bianca” di razza chianina, premi i migliori.

Info: www.calciostoricofiorentino.it

La finale del calcio storico si disputa tradizionalmente in Piazza Santa Croce il   24 giugno, per San Giovanni

Il calcio storico - La rievocazione della partita dell’assedio. Da QN Quotidiano.net – 17.02.15 – durata 1’ 45’’