Consigli utili per una camminata piacevole e sicura nel bosco

Scritto da Andrea Santini |    Ottobre 2008    |    Pag.

Dipendente di Enti pubblici ha svolto per molti anni attività ispettiva nel controllo degli alimenti. Ha partecipato a corsi e convegni anche in qualità di docente. Si è occupato in particolare del settore micologico dirigendo il servizio di vigilanza, formazione e certificazione dei funghi commercializzati nei mercati. Ha curato una pubblicazione per le scuole elementari di educazione ambientale e al consumo dei funghi dal titolo"I funghi dal bosco al consumatore". Collabora da vari anni con l'Informatore dell'Unicoop con articoli sull'igiene e la merceologia alimentare. Ha curato per l'Unicoop un sito sui funghi: "Di tutto un po', commestibili, non commestibili, controlli, leggi, ricette, letteratura. Si occupa, in generale, delle problematiche relative ai prodotti alimentari sotto l'aspetto legislativo.

Autunno, è tempo di funghi. Il Mugello, le Foreste appenniniche, la Garfagnana, il Monte Amiata, la Maremma ed altre località della Toscana attendono l’arrivo dei “fungaioli”, soprattutto quelli che amano camminare nel fine settimana.
Ad essere sinceri quella nel bosco non è propriamente una passeggiata, ma una piacevole camminata fra piante ed arbusti. Qualche scivolata o perdita di equilibrio fra le foglie secche del sottobosco è possibile.
Per questo motivo, oltre all’immancabile bastone e all’abbigliamento idoneo (scarpe comprese) è consigliabile essere in compagnia di altre persone che possono darci una mano in caso di necessità, stando però ad una certa distanza gli uni dagli altri per non interferire reciprocamente sulla ricerca micologica, che è un’affascinante “attività solitaria” e non un gioco di squadra. Solo così si valuta l’abilità dei cercatori.
Cercare i funghi aiuta la concentrazione mentale, ma occorre farlo senza correre, con calma; tanto non scappano.

Per non perdersi
Il bosco ha un richiamo irresistibile. È facile addentrarvisi, ma è altrettanto facile perdere il senso dell’orientamento. Un primo consiglio è programmare le escursioni boschive in base alla propria attitudine a camminare, alla propria “forma fisica”, altrimenti possiamo correre il rischio di sentirci stanchi solo dopo avere percorso qualche centinaio di metri.
Occorre anche considerare il tempo necessario per tornare indietro verso la strada dove si è parcheggiata la macchina. Inoltre non bisogna dimenticare la bottiglia dell’acqua e qualcosa da mangiare: camminando può venire sete, ed utilizzando notevoli energie fisiche possiamo avvertire un’intensa sensazione di fame. Però niente sofisticati pic-nic o, peggio ancora, pericolosi barbecue che possono provocare incendi.
Attenzione all’orientamento: nel bosco è facile perderlo. È bene fissare qualche punto di riferimento o portarsi dietro qualche carta planimetrica della zona e dei sentieri, come fanno gli appassionati del trekking. Particolarmente utile è comunque il cellulare con cui chiedere aiuto in caso di bisogno.

Che tempo fa?
Le previsioni meteorologiche per la ricerca dei funghi non vengono ancora trasmesse alla televisione. Per fortuna! Il fungaiolo usa la sua esperienza e il buon senso.
Settembre, ottobre e novembre sono i mesi scelti dalla natura, per far crescere, condizioni climatiche permettendo, la maggior parte di specie e varietà apprezzate dai micologi specialisti, che non sono necessariamente docenti universitari, ma persone comuni, amanti della natura, delle piante, e in particolar modo dei funghi.
Seguendo un loro innato “fiuto micologico” riconoscono i posti dove è più facile rintracciare le varie specie. Fanno parte, per lo più, di gruppi micologici che sui funghi organizzano nei vari periodi dell’anno mostre e corsi da cui si può imparare molto.


Foto di Carlo Valentini


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