All'ospedale Le Scotte un gruppo di esperti studia i disturbi di chi dorme poco e male. A chi rivolgersi

Scritto da Alma Valente |    Maggio 2002    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Scrive il professor Mario Barucci, docente in psichiatria e autore del libro 'Sonno e insonnia': 'Immaginiamo i più famosi scienziati del sonno a congresso: ad un certo punto uno del pubblico si alza e chiede, proprio come fanno i bambini con la loro ingenua curiosità: 'perché si dorme?'. Certamente gli studiosi sarebbero in grave imbarazzo: se qualcuno azzardasse una risposta, quasi sicuramente qualche altro lo smentirebbe'. Non sappiamo, insomma, perché si dorme, sappiamo però, e con certezza, che il sonno è una funzione essenziale così come il respirare, il bere e il mangiare. Tutte le volte quindi che ne veniamo in qualche modo privati, a causa di patologie somatiche, psicologiche o per problemi contingenti (un classico è il jet lag, legato ai cambiamenti di fuso orario) l'organismo lo percepisce necessariamente come una 'mancanza'. I disturbi del sonno sono molto comuni ma spesso sottovalutati o sottodiagnosticati.
A Siena per dormire
Da una recente ricerca condotta su un campione di 2000 persone, rappresentativo della popolazione di Francia, Italia, Germania e Regno Unito, è emerso che 34 europei su cento la notte dormono poco e male.
Nel nostro paese il 20% della popolazione, quasi 13 milioni di persone, soffre cronicamente di insonnia. Le più a rischio sono le donne, che rappresentano circa il 60% degli insonni, e gli anziani oltre i 55 anni, ma sicuramente non sono del tutto risparmiati neanche i giovani.
Dietro ad un cattivo riposo notturno possono celarsi vari altri problemi che possono compromettere la salute dell'individuo; basti, come esempio, la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, che ormai da numerosi studi è stata evidenziata come un importante fattore di rischio per lo sviluppo di ipertensione arteriosa e per il verificarsi di patologie a carico del sistema cerebro e cardio-vascolare. 'E' necessaria, allora - sostengono gli esperti -, una corretta individuazione della reale origine di un sonno non soddisfacente, per impostare una terapia adeguata, sia comportamentale che farmacologica'.
A tale scopo da tre anni, al Policlinico 'Le Scotte' di Siena, è stato istituito un Centro di medicina del sonno, che opera in modo interdisciplinare con l'ausilio di specialisti otorinolaringoiatri, pneumologi, ortodonzisti, radiologi, cardiologi, dietologi e pediatri. All'interno della struttura (che ogni anno visita e cura più di 200 pazienti), oltre ai diversi tipi di insonnia vengono studiati i disturbi del respiro in corso di sonno (russamento, apnee nel sonno), le parasonnie (sonnambulismo, sogni spaventosi, pavor), i disturbi del movimento in sonno (sindrome delle gambe senza riposo, Rem behavioural disorder) e le ipersonnie (narcolessia).
I medici a cui si può fare riferimento sono il dottor Raffaele Rocchi, responsabile del Centro, e la dottoressa Carolina Lombardi, entrambi del Dipartimento di Neuroscienze del Policlinico 'Le Scotte'.
Ma cos'è l'insonnia? 'Per definizione è lo stato in cui un soggetto percepisce il proprio sonno come insufficiente o insoddisfacente - spiega la dottoressa Lombardi -. In altre parole si ha quando la persona non riesce a trarre beneficio dal riposo, perché dorme troppo poco oppure dorme male. Molto spesso, inoltre, questo comporta delle difficoltà anche durante il giorno, perché si è più stanchi, irritabili, meno concentrati'.
Clinicamente l'insonnia viene classificata tenendo conto di tre parametri: la durata, la tipologia e l'eziologia. Per quanto riguarda la durata si distingue un'insonnia occasionale che si verifica come episodi isolati, spesso in coincidenza con eventi stressanti; esiste poi un'insonnia transitoria, che dura in genere meno di tre settimane. Quando invece il disturbo si protrae per più di un mese si parla di insonnia cronica.
Dal punto di vista della tipologia l'insonnia si distingue in 'iniziale' (quando si fa fatica ad addormentarsi), centrale (quando il problema è il mantenimento del sonno) o terminale (quando si verifica un risveglio precoce al mattino).
Le cause (cioè l'eziologia) di un cattivo riposo notturno possono essere le più svariate. 'L'insonnia può essere secondaria ad altre patologie, come per esempio ansia e depressione, l'assunzione di particolari farmaci o sostanze, cause ambientali, ma anche ad altri veri e propri disturbi del sonno, come le alterazioni del ritmo sonno-veglia - conclude il dottor Raffaele Rocchi -. Per questo è fondamentale che l'inquadramento del disturbo sia puntuale, ben approfondito e mai banalizzato'.

Centro di medicina del sonno, per appuntamenti tel. 0577 585305

Jet lag
Insonnia da aereo
Un paio di settimane di ferie, un po' di ore di volo e possiamo trovarci dall'altra parte del mondo a scoprire realtà e paesaggi che avevamo sempre sognato. A rovinarci temporaneamente la festa però può arrivare quello che gli esperti chiamano jet lag, o sindrome da cambiamento del fuso orario, la cui intensità dipende dalla direzione e dalla distanza. E le conseguenze? Indubbiamente possono variare per intensità e tipo, tra soggetto e soggetto, ma il disagio principale è rappresentato dall'insonnia. 'Ma - come sottolinea il dottor Raffaele Rocchi - non sono da sottovalutare la sonnolenza diurna, la difficoltà di concentrazione ed i disturbi dell'umore'. E la causa del jet lag è da ricercare nella difficoltà che ha il nostro organismo a cambiare rapidamente molti fusi orari. All'interno di ognuno di noi, infatti, esiste una specie di orologio biologico che può sopportare agevolmente solo lo spostamento di un'ora circa al giorno. Rinunciare ai viaggi lunghi non è una soluzione proponibile, né impiegare 7 giorni di volo per superare agevolmente 7 fusi orari. E allora? Le 'ricette fatte in casa', che vengono consigliate da molti viaggiatori, sono innumerevoli e vanno dalle veglie forzate al digiuno. Gli studi farmacologici, invece, suggeriscono l'assunzione di melatonina (una sostanza prodotta spontaneamente dal nostro organismo per regolare i ritmi sonno-veglia) per 3-4 giorni, soprattutto se il volo è verso l'est, se si superano 5 fusi orari o se si ha esperienza di sintomi da jet lag a seguito di viaggi precedenti. Ovviamente prolungare le ferie sarebbe la soluzione migliore ma vale comunque la pena di sopportare qualche disagio per un viaggio, seppur breve, da sogno!

Bagno a Ripoli
Check-up gratuito
Con lo slogan 'Tre ore del tuo tempo per un check-up gratuito' è in corso uno studio epidemiologico sul diabete mellito, promosso dall'Università di Firenze e dall'azienda ospedaliera di Careggi, in collaborazione con l'amministrazione comunale, sulla popolazione residente nel Comune di Bagno a Ripoli. Lo studio è rivolto a tutti i cittadini d'età compresa tra i 30 e i 75 anni, non affetti da diabete noto. Per aderire basta prenotarsi telefonicamente al numero 055 6390222, Ufficio relazioni con il pubblico del Comune, aperto da lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30. I risultati delle analisi effettuate saranno spediti direttamente a casa.
Occorre la partecipazione di almeno 3 mila cittadini, ma ad oggi sono state prese in esame solo mille persone. I risultati preliminari sono più allarmanti di quanto ci si aspettasse; l'8% è risultato affetto da diabete mellito in forma clinicamente manifesta e il 18% da una forma più lieve. Oltre ai dati sulla prevalenza del diabete ne sono stati raccolti anche altri sulla base di parametri importanti che concorrono con il diabete a generare fattori di rischio per l'insorgenza di malattie vascolari (infarto, ictus). Il 43% della popolazione presa in esame soffre di pressione alta; il 24% presenta elevati livelli di trigliceridi, il 15% ha il colesterolo LDL (quello 'cattivo') più alto del normale, il 15% è obeso e il 42% sovrappeso.
Le persone che hanno partecipato allo studio non avevano sintomi: si è trattato quindi di un test fondamentale per ricevere informazioni importanti sul loro stato di salute e poter intervenire tempestivamente e in modo corretto.