I corsi per imparare a riconoscere la qualità del vino

Scritto da Carlo Macchi |    Marzo 2005    |    Pag.

Esperto di enogastronomia Uno dei pochi italiani in corsa per il prestigioso titolo di Master of Wine, rilasciato a Londra dall'omonima associazione. Scrive per alcune riviste italiane ed estere specializzate nel vino e nell'enogastronomia (Terre del Vino, Enotime, Merum). Ha condotto una trasmissione su Telemontecarlo sul cibo e sul vino, chiamata "Gnam". Curatore di Vini Buoni d'Italia, la prima guida italiana ai vini da vitigni autoctoni, alla seconda edizione.

A scuola di gusto
Durante un corso di degustazione
stavo spiegando come percepire il tremendo odore di tappo. Avevo portato con me anche alcuni campioni chiaramente difettati che però vennero bevuti, di nascosto e prima della degustazione esplicativa, da un partecipante al corso. Il bello fu che li trovò anche molto buoni. Per fortuna, dopo alcune serate di lezione, riuscii a fargli capire la differenza.
Uno come me, che dal 1991 tiene corsi di degustazione del vino, potrebbe raccontare infiniti aneddoti, ma mi piace invece ricordare la faccia contenta di migliaia di corsisti per aver finalmente capito qualcosa sul bellissimo mondo del vino.
Ma perché fare un corso di degustazione del vino? La mia risposta è sempre stata: «E' come fare un corso di sopravvivenza!».
In effetti le cattive abitudini alimentari da una parte e la pubblicità dall'altra hanno fatto finire il nostro naso ed il nostro palato nel dimenticatoio.
Oggi, anche molto spesso, beviamo e mangiamo cose che "crediamo" abbiano un buon sapore ma che in realtà o non lo hanno o addirittura hanno dei chiari difetti. Imparare a degustare il vino vuol dire riappropriarsi dell'uso di tre dei nostri sensi (vista, olfatto, gusto) e imparare ad usarli nel migliore dei modi, anche con altri prodotti alimentari.

Ma come è organizzato un corso di degustazione? Di solito si svolge in più lezioni (sempre nel tardo pomeriggio o dopocena) e si compone di una parte teorica e di una pratica. Quella teorica parla della storia del vino, di come lo si fa, di come lo si serve o si sceglie, mentre quella pratica (sicuramente più gustosa) ti permette di assaggiare diversi vini con un insegnante che ti spiega il metodo di assaggio e di riconoscimento delle caratteristiche.
In Italia ci sono varie associazioni che da anni propongono questi corsi, ma non credo di fare dispetto a nessuno se cito le tre più importanti: Ais, Slow Food e Fisar.
La prima è la storica associazione dei sommelier, ed i suoi corsi si dividono in tre livelli: ognuno si sviluppa in una quindicina di lezioni, con esami finali per poter accedere al corso successivo. Sono sicuramente corsi di ottimo livello, che hanno come controindicazione un notevole impegno di ore ed un costo (anche se va diluito nelle molte lezioni) non certo alla portata di tutti.
Slow Food propone invece corsi più brevi, di solito più discorsivi ed informali. Oramai sono strutturati su due livelli, dove il primo è rivolto ad apprendere i segreti della degustazione ed il secondo tende ad approfondire varie realtà enologiche nazionali. Non vi sono esami finali e personalmente lo consiglio a chi vuole, in poche lezioni, farsi un'idea abbastanza esaustiva sul vino.
La Fisar ha corsi simili a quelli dei cugini Ais: si tratta quindi di tre livelli, con esami e con durate equivalenti. Di solito però costano leggermente meno di quelli dell'Associazione italiana sommelier. Considerate che mediamente ogni serata ha un costo che va dai 30 ai 40€ ma, se i vini degustati sono di livello, siamo di fronte a cifre corrette.
Proprio sui vini ci si dovrebbe concentrare al momento di chiedere informazioni: in alcuni casi infatti c'è la tendenza ad usare vini di scarso pregio per abbattere i costi.

Ais: tel. 055 8819930-8826803, www.sommelier.it
Fisar: tel. 055 8997860 - 320 2494849, www.fisar.com
Slow Food: tel. 055 8587051-684405, www.slowfood.it