Unicoop Firenze e Georgofili, un’alleanza per riscoprire coltivazioni, prodotti e tradizioni alimentari

Scritto da Silvia Gigli |    Ottobre 2016    |    Pag. 4,5

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Georgofili

Daniela Mori e Giampiero Maracchi firmano il protocollo d'intesa - Foto G. Bartalozzi

Protocollo d’intesa

C’era un tempo in cui l’agricoltura era un’esperienza conosciuta da tutti e condivisa. Un tempo in cui la stagionalità dei prodotti non era un mistero per nessuno e la conoscenza del territorio era parte della formazione di ciascuno.

Poi, lentamente, si è perso questo rapporto così stretto ed oggi, soprattutto i giovani e i giovanissimi, niente o poco sanno di cosa significhino agricoltura e rispetto del territorio. Non solo in rapporto a cosa voglia dire coltivare e allevare animali, ma anche in relazione al recupero di sapori che sembrano ormai scomparsi.

Non tutto è perduto, però. Ne è convinto il professor Giampiero Maracchi, climatologo e presidente dell’Accademia dei Georgofili: «è arrivato il momento di riappropriarsi delle conoscenze, del territorio e delle tradizioni. Il nostro mestiere è essere vicini all’opinione pubblica e spiegare ciò che ancora esiste di buono e importante nella produzione agricola in Toscana».

Nasce da qui l’accordo da poco siglato da Accademia dei Georgofili e Unicoop Firenze che va proprio nella direzione di una diffusione, la più ampia possibile, delle informazioni sulle produzioni tipiche toscane. I docenti dei Georgofili sono dunque chiamati a incontri con i clienti e i dipendenti di Unicoop Firenze per parlare loro di qualità, alimentazione e cambiamenti climatici, processi di preparazione alimentare, educazione alimentare, cibi del mondo, stili di vita, produzioni agricole toscane, lettura delle etichette e molto altro.

Contemporaneamente, piccoli produttori toscani selezionati dall’Accademia presenteranno nei supermercati Coop i loro prodotti, avvicinando i consumatori a storie e sapori che certo non si trovano spesso a portata di mano.


Come il Granduca

«Si tratta di educazione alimentare a tutto tondo – spiega Maracchi – che parte dalle nostre produzioni locali per arrivare a temi cruciali come il cambiamento del clima legato al trasporto di alimenti prodotti all’altro capo del mondo».

Tutto è collegato, insomma. Riscoprire il fagiolo di Sorana, il pomodoro fiorentino o la ricotta di un piccolo allevatore locale significa privilegiare alimenti trattati poco o punto (e quindi benefici per la nostra salute) che non impattano in maniera massiccia sull’ambiente, perché non si devono consumare quantità esagerate di carburante per trasportarli fino al negozio più vicino a noi. Il tutto in una cornice storica e scientifica che ci permetta di capire meglio l’origine e le virtù di ciò che scegliamo di mangiare.

«L’accordo con Unicoop Firenze – spiega ancora il presidente dei Georgofili – prevede l’organizzazione di attività di formazione e informazione nella nostra sede in Logge degli Uffizi Corti, a Firenze, e nei supermercati Coop. Questa collaborazione, in un certo senso, è per noi un ritorno alle origini. Quando un gruppo di intellettuali propose al granduca di Toscana, nel 1753, la costituzione dell’Accademia, che grazie a loro è la più antica del mondo ad occuparsi di agricoltura, stava nascendo un’epoca nuova in cui l’interesse per il territorio, la vita delle popolazioni e l’economia della regione divenivano sempre più importanti. Oggi, dopo 263 anni, ci troviamo in una situazione analoga. In fondo, la Coop è un po’ il granduca di Toscana di oggi, nel tutelare gli interessi dei cittadini e le aspirazioni di molti produttori toscani. Per questo si è deciso di sviluppare un percorso comune nel quale parlare della storia dei prodotti, del territorio toscano, delle sue tradizioni, del passare delle stagioni, degli stili di vita e delle eccellenze sviluppatesi in molti secoli di storia».


Salute in primo piano

Insieme ai docenti dei Georgofili ci sarà anche l’Agenzia regionale di sanità per parlare di salute, corretta alimentazione e della piramide alimentare toscana. Il progetto inizia nel mese di ottobre per articolarsi sempre più intensamente a gennaio con seminari tematici, visite guidate presso alcune aziende toscane, incontri aperti al pubblico e molto altro.

«Il nostro è un tentativo di porre un freno all’omologazione dell’agricoltura – conclude Maracchi –, settore sempre più sofferente. Qui si tratta di capire quanto il mercato debba guidare le scelte e in che misura il consumatore sia disposto a pagare un po’ di più per avere prodotti migliori e più rispettosi del territorio».

Questione non secondaria, dal momento che il dibattito sul cibo buono, giusto e in armonia con l’ambiente sta investendo da tempo gran parte dell’opinione pubblica mondiale.

Ed è Daniela Mori, presidente di Unicoop Firenze, a sintetizzare la filosofia dell’alleanza tra i Georgofili e la cooperativa: «questo progetto è un’occasione per mettere in pratica la nostra vocazione: rendere accessibili al maggior numero di persone le informazioni necessarie per una corretta alimentazione e al tempo stesso una maggiore conoscenza dei prodotti del nostro territorio».

Un modo per riconoscere le proprie radici alimentari e per tutelare la salute, nostra e del pianeta.


Gli intervistati

Giampiero Maracchi

presidente dell’Accademia dei Georgofili

Daniela Mori

presidente del Consiglio di sorveglianza dell’Unicoop Firenze


Notizie correlate


Agricoltura di qualità

Con il patrocinio della Regione Toscana


Giovani contadini

Un corso gratuito per operatori agricoli nel Chianti rivolto a ragazzi fra i 16 e i 18 anni