Il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano

Scritto da Stefano Giraldi |    Febbraio 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

A schiena d'asino
La scienza e la tecnica sono forze diaboliche?
La tradizione popolare darebbe una risposta affermativa, a giudicare dalle storie medievali in cui il Diavolo si improvvisa architetto, in luoghi in cui l'uomo con i suoi umani poteri era costretto a rinunciare.

Ma cosa chiedeva in cambio il Diavolo? Vediamo: in Garfagnana, all'altezza del paese di Borgo a Mozzano, lungo la strada statale SS12 sulla quale ci si immette da Lucca seguendo il corso del fiume Serchio, ci troviamo davanti al ponte della Maddalena che unisce le due sponde.
La sua costruzione risale ai tempi della Contessa Matilde di Canossa (1046-1115) ma il suo aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione effettuata da Castruccio Castracani, condottiero e signore della vicina Lucca, ai primi del 1300.

L'aspetto è quello medievale classico a "schiena d'asino". Il ponte posa sopra quattro piloni e tre arcate asimmetriche e una stretta carreggiata. L'arcata centrale sporge acutissima, formando una parabola talmente alta e ampia che la sua solidità sembra una sfida alla legge di gravità. Il ponte è comunemente chiamato "Ponte del Diavolo", in forza di una leggenda popolare della zona, rinforzata dall'aspetto "scombinato" del ponte.

Si racconta che il capo muratore che aveva iniziato a costruirlo si accorse che non sarebbe riuscito a completare l'opera per il giorno fissato e, preso dalla paura delle possibili conseguenze (che all'epoca erano severe), decise di rivolgersi al Diavolo chiedendo aiuto per terminare il lavoro.
Il Diavolo accettò di completare il ponte in una sola notte, in cambio dell'anima del primo passante che lo avesse attraversato. Il capo muratore accettò, il patto fu siglato, ma il muratore, preso dai rimorsi, andò a confessarsi da un religioso, che lo consigliò di far attraversare il ponte per primo ad un maiale, cosa che lui fece.
Il Diavolo, amaramente beffato, scomparve in una nuvola di zolfo nelle acque del fiume. Ma se il Maligno non poté più riscuotere il suo pedaggio, il ponte - costruito su una buona via di comunicazione - consentì ad altri "diavoli" (signori e comunità locali) di imporre pesanti pedaggi per il transito. Eh sì, tolto un diavolo...

Nella foto: ponte della Maddalena, detto "Ponte del Diavolo", a Borgo a Mozzano