Diagnosi e cura per una patologia sempre più diffusa e talora cronica

Scritto da Alma Valente |    Ottobre 2010    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Con l'arrivo dell'autunno, e dunque della stagione più fredda, le persone sono maggiormente predisposte ad avere raffreddori, laringiti o tracheiti che, in alcuni casi, possono degenerare in bronchite. Un problema che, per la maggior parte è causato da virus o batteri, trasmessi da persona a persona attraverso il respiro. A questo proposito abbiamo chiesto delucidazioni al dottor Walter Castellani fisiopatologo respiratorio AOU Careggi- Fisiopatologia respiratoria - Università degli Studi di Firenze.

Cosa si intende con il termine bronchite?
«È un'infiammazione dei bronchi, che permettono il passaggio dell'aria dalla trachea fino agli alveoli polmonari, dove viene trasferito l'ossigeno nel sangue eliminando l'anidride carbonica prodotta dall'organismo».

È importante ricordare che i bronchi sono strutture complesse costituite da vari tipi di tessuti. E, come spiega il dottor Castellani, «l'infiammazione della parte a contatto con l'aria causa ispessimento delle strutture vicine, ingrossamento delle ghiandole annesse e con accumulo di catarro nelle vie aeree. Dapprima colpisce la parte più alta dell'albero respiratorio, ma poi può coinvolgere anche i bronchi più piccoli, portando a una riduzione della funzionalità polmonare».

La bronchite può manifestarsi in diverse forme?
«Sì. Quella acuta - prosegue Castellani - è molto simile come durata e intensità alle sindromi influenzali. Il primo sintomo può essere un bruciore al petto, localizzato dietro lo sterno, e solo dopo compare la tosse: secca e stizzosa all'inizio e in seguito accompagnata da abbondante secrezione di catarro. A volte si può avere la febbre, anche non troppo alta e di breve durata (4-5 giorni) respirando con difficoltà. Il tutto, in pazienti non a rischio, si risolve stando a letto in ambiente caldo, assumendo mucolitici e qualche volta antibiotici».

Si parla spesso di bronchite cronica; quali sono le sue caratteristiche?
«La forma cronica si manifesta con tosse ed espettorazione quasi quotidiane per almeno tre mesi e nell'arco di almeno due anni consecutivi».

Quando si può parlare di una forma "ostruttiva"?
«In presenza o meno di tosse ed espettorazione, si registra con un esame specifico, la "spirometria", una riduzione dei flussi aerei respiratori non dovuta ad altre cause. Cioè, quando a causa dell'infiammazione i bronchi si restringono o rimangono ostruiti una o più volte all'anno, rendendo difficile il respiro e la circolazione del sangue nei polmoni».

Quali sono le cause principali della bronchite cronica?
«Secondo le ultime evidenze scientifiche: il fumo di sigaretta, il clima freddo e umido, l'inquinamento atmosferico e la protratta esposizione, per motivi di lavoro, a gas, fumi e polveri irritanti».

Un problema che potrebbe essere considerato banale ma che in realtà è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Ed il 10% degli italiani soffre di bronchite cronica.

Parliamo di diagnosi e rimedi.
«Per l'accertamento ed il monitoraggio della malattia deve essere eseguita, come ho detto precedentemente, la spirometria, un esame facile da eseguire e completamente indolore. Questa rappresenta il primo strumento della diagnostica polmonare, in quanto consente la misura delle componenti della funzione polmonare, ed è importante anche nel seguire il decorso della malattia, permettendo al medico di valutare la velocità di progressione della malattia».

E cosa possiamo dire della terapia?
«È assolutamente importante per migliorare la qualità della vita. Per fortuna abbiamo a disposizione numerosi farmaci che possono essere usati con successo nelle varie fasi della malattia. La terapia riabilitativa, poi, eseguita tramite ginnastica respiratoria, porta al paziente con bronchite cronica numerosi benefici. Questa consiste in semplici esercizi che il paziente può eseguire anche a casa, dopo aver ricevuto una adeguata istruzione. La sua utilità consiste nel permettere un pieno utilizzo dei polmoni».

 

Ricordi
Nonno coraggio

Proprio nonno Enrico, (quello che, per chi ha avuto la bontà di leggere questi miei piccoli-grandi ricordi, mi ha insegnato a leggere da bambina sull'"Avanti") soffriva di bronchite cronica. La prese durante la prima guerra mondiale; lui, in quanto ingegnere, fu chiamato a progettare aerei.

A Tirana prese la malaria ma, e pur essendo guarito da questa patologia grazie al chinino, gli rimase la bronchite che ritornava soprattutto in autunno. E come l'affrontava? Con latte e miele e camminando tutti i giorni per più di un'ora. Se ne andò, con dignità a 99 anni. Grazie, nonno, che mi hai regalato il grande dono del coraggio!

 


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