Le mozzarelle, Vivi verde e Fiorfiore, e quelle toscane

Scritto da Melania Pellegrini |    Giugno 2014    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Questo mese andiamo a scoprire i segreti delle mozzarelle Vivi verde e quelle di Bufala campana Dop Fiorfiore, e quelle toscane.

Biologica e italiana

La Mozzarella Vivi Verde è prodotta con latte vaccino ottenuto secondo i metodi dell’agricoltura biologica da allevamenti italiani.

Il latte deve superare controlli specifici per poter entrare nel processo produttivo. Latte, fermenti lattici vivi, caglio e sale, pochi ingredienti, e la mozzarella viene filata ed è pronta per il confezionamento.

Le caratteristiche del latte e i controlli microbiologici e chimici da eseguire durante tutte le fasi del processo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, sono definiti da capitolati sottoscritti dagli allevatori e dal fornitore. Coop Italia, il consorzio nazionale delle cooperative che gestisce il marchio Coop, effettua poi delle visite in stabilimento per verificarne il rispetto.

Un ente di certificazione preposto per la verifica del rispetto della normativa sui prodotti biologici valuta tutta la filiera produttiva dagli allevamenti ai mangimi, sino all’applicazione delle procedure per la gestione dei prodotti biologici in stabilimento, e accerta che non ci siano residui di fitofarmaci o che non siano usate materie prime Ogm, controlli che anche Coop Italia effettua in maniera autonoma.

Per una maggiore sicurezza Coop ha predisposto una linea guida per la gestione dei prodotti biologici destinata ai propri fornitori e ha deciso di far eseguire altri controlli presso gli stabilimenti produttivi anche da un altro ente di certificazione CCPB accreditato dal Ministero.

Super controlli alla bufala

La mozzarella di bufala Dop Coop proviene da due aziende selezionate del casertano che si approvvigionano da quattro diversi allevamenti di bufale, due di Salerno, uno di Latina e uno del casertano.

Per questo tipo di mozzarella Coop esegue direttamente rigidi controlli per evitare i rischi che hanno portato la mozzarella di bufala tristemente alla ribalta delle cronache negli ultimi anni: brucellosi, contaminazione da diossina e contraffazione con aggiunte illecite di latte vaccino. I controlli vengono effettuati nei mangimifici, negli allevamenti e nei caseifici.

Le mozzarelle di bufala Dop Coop uniscono i requisiti richiesti dal disciplinare specifico della Dop alle peculiarità della filiera Qualità sicura Coop. Coop ha previsto la certificazione da parte anche di altri due enti (BV e CSQA) che garantiscono la provenienza del latte da bufale alimentate con mangimi privi di Ogm e senza proteine e grassi animali. Le aziende coinvolte devono sottoscrivere rigorosi capitolati o disciplinari di fornitura e la Coop controlla che vengano rispettati.

Per prevenire la possibile contaminazione ambientale da diossine la Coop ha attuato una politica di scelta di allevamenti in zone non a rischio, mangimi provenienti da aziende non situate in Campania con integrazione di mais prodotti direttamente in azienda, controlli sulle acque usate per abbeverare gli animali e un piano analitico di monitoraggio su diossine e Pcb, effettuato sia da Coop sia dal caseificio. I caseifici, inoltre, lavorano solo con latte di bufala così è evitato il rischio di miscelazione del latte di bufala con quello vaccino.

Bianca e toscana

Il gruppo Alival è uno dei principali produttori italiani di mozzarella e formaggi a pasta filata; ha sette stabilimenti, di cui cinque con sede in Toscana, a Ponte Buggianese (Pt), Porcari (Lu), Casteldelpiano (Gr); Pienza (Si); S. Piero a Sieve (Fi), gli altri due a Napoli e in Calabria.

L’azienda produce e commercializza, oltre alla mozzarella vaccina fresca una vasta gamma di prodotti tipici legati al territorio (come  ad esempio la Mozzarella di Bufala campana Dop e la Mozzarella Stg, Specialità tradizionale garantita).

La mozzarella vaccina è fatta nello stabilimento di Porcari, in provincia di Lucca. Le mozzarelle sono ottenute dal migliore latte nazionale ed estero che viene selezionato tramite accurati disciplinari che comprendono controlli e analisi sull’intera filiera, dalle stalle alla produzione.

Gli stabilimenti sono moderni e ispirati alle logiche di una produzione efficiente, razionale e in linea con i requisiti igienico sanitari richiesti dalla legge. L’intero gruppo è inoltre certificato (SA8000) per la responsabilità sociale, il che vuol dire che l’attenzione non è rivolta solo al prodotto ma anche alle persone che lavorano per Alival, alle parti terze e ai clienti.

Le mozzarelle Le mozzarelle di Bufala Campana DOP Dal canale Sapere Coop - 20.05.2013


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