La linea di detergenti Coop per la casa

Scritto da Anna Somenzi |    Luglio 1998    |    Pag.

Giornalista. Nata a Cremona, cresciuta a Bologna della quale ha assorbito, e goduto, l'emilianità. E' diventata giornalista professionista "da grande", ma lavora nell'editoria da molto tempo in giornali aziendali del movimento cooperativo, prima Comma di Conad e poi Consumatori di Coop. Si occupa soprattutto di prodotti e produzioni, consumi e consumatori. Da qualche anno, sempre per Coop, lavora anche come coordinatrice editoriale per la collana dei Quaderni dei consumatori dell'Editrice Consumatori.

A misura d'ambiente
Lavorare insieme per ottenere il meglio: una possibilità che Coop sfrutta, soprattutto per i prodotti a proprio marchio.I prodotti buoni si vendono meglio e di più, è lapalissiano. Così la qualità del prodotto è la condizione di partenza per i prodotti a marchio Coop: se manca quella niente marchio. Ma per ottenere il massimo si devono valutare molti fattori, che non sono solo quelli percepibili dal consumatore. Per esempio: la razionalità dei contenitori, gli imballi efficaci (ma che utilizzano poche materie prime pregiate) e semplici da maneggiare, il massimo contenuto nel minimo spazio, le confezioni di flaconi calcolate sull'ampiezza degli scaffali di vendita e sui pancali di trasporto e questi, ancora, sui pianali dei camion. E poi le confezioni leggere, in materiali riciclati e riciclabili, conservabili nel tempo, con indicazioni chiare e indelebili sul contenuto.Si capisce da questi pochi spunti quanto lavoro e quanti tecnici stiano dietro al flacone che acquistiamo nei supermercati.Molti prodotti per la pulizia della casa sono detergenti e come tali sono inquinanti, da usare con attenzione e senza superare le dosi consigliate, anche se i lavapavimenti e l'anticalcare a marchio Coop, come i prodotti per la pulizia dei bagni, non contengono fosfati. L'anticalcare è ottenuto con una soluzione di acido maleico, altrettanto efficace, ma che non lascia nell'ambiente fosfati. Il lavoro maggiore, tuttavia, è quello dedicato alle confezioni e alla razionalizzazione industriale, intendendo comprendere con questo termine tutte la fasi di produzione, confezionamento, imballaggio, trasporto, disimballaggio e posizionamento sullo scaffale di vendita. I flaconi sono di tre dimensioni diverse, da 1 litro, 750 ml e 500 ml e tutti confezionabili in una scatola di dimensioni fisse senza sprechi di spazio. Sono fatti per il 70 per cento con plastica riciclata, dalla quale si ottiene un prodotto dal colore unico e uniforme. Perché non siano confondibili fra loro (sono detergenti e quindi da tenere lontano dai bambini e da usare su superfici specifiche), l'indentificazione del contenuto e le norme d'uso sono fornite da una etichetta 'personalizzata', anche per il colore, che riveste completamente il flacone. L'etichetta e il tappo sono in plastica vergine, compatibile con quella del contenitore sottostante e quindi riciclabile per innumerevoli volte. La sezione dei contenitori è ellittica per consentire una presa più sicura e un imballaggio calibrato. Le scatole, infatti, contengono 8 flaconi grandi o 10 di gel da 750 ml oppure 12 piccoli di anticalcare, e sono studiate in modo da poter essere collocate direttamente sullo scaffale dei negozi, dopo una semplice manovra di apertura che non richiede attrezzi. I contenitori sono composti da un vassoio, che sta alla base e che contiene i flaconi, e un coperchio, più leggero, l'unico imballo ad essere tolto e buttato. Il vassoio serve per sistemare tutti i flaconi in un colpo solo sullo scaffale di vendita. Non ci sono punti metallici o nastri adesivi, per cui non è necessario alcun attrezzo per sballarli, niente rischio di tagli ai prodotti, o alle mani, e velocità di manovra. Le scatole hanno una dimensione standardizzata, 30x20cm. Tutto è calcolato per razionalizzare la produzione: un unico flacone in plastica riciclata (la confezione primaria) uguale per prodotti diversi; la scatola (la confezione secondaria), sempre uguale anche se i flaconi sono diversi, con un 30 per cento in meno di materia prima rispetto ai soliti cartoni. Alla fine di un lungo lavoro - che coinvolge produttori, confezionatori, distributori, ma anche chi progetta le macchine per i cartoni o i flaconi - il risultato è che i prodotti costano il giusto, inquinano il meno possibile e in più sono validi.