Storia e mito del ballo più seducente di tutti i tempi

Scritto da Giulia Caruso |    Marzo 2006    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

A mezzanotte va
Gauchos
e guapos.
Operai e giocatori d'azzardo. Prostitute, fuorilegge e tutta la varia umanità che approdava in quella babele di etnie che era Buenos Aires alla fine dell'Ottocento. Un'umanità fervida e dolente, triste e allegra, che nelle sale dei caffè e nei bordelli creava una nuova danza dal nome ammaliante, ricca di vibranti emozioni. Un intreccio di passi, prima senza legge, poi codificati dal tempo e dall'abilità di generazioni di ballerini.

Frutto meticcio delle culture musicali confluite nel bacino del Rio della Plata, il tango ebbe radici a Buenos Aires. Negli arrabales, i quartieri più umili, qualcuno cominciò a ballare un nuovo ballo, molto ritmato. Lo chiamavano milonga, era un ballo di coppia, uno di fronte all'altro, separati. Una specie di camminatain cui uno avanzava e l'altro indietreggiava. La milonga ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del tango, ma si sviluppò parallelamente come genere indipendente. Rare erano le donne nei caffè dell'epoca, per cui il tango primitivo si ballava tra uomini, i compadritos, che danzavano uno di fronte all'altro fissandosi con espressione torva.

Saranno soprattutto le ragazze dei bordelli a ballare per prime il tango. Nascono miti metropolitani come quello della Rubia Mireya, nome di battaglia di Margherita Gardier, bionda e bellissima tanguera dell'Almagro, forse mai realmente esistita. Aprono le milongas, le prime sale da ballo. Già da allora il tango era accompagnato dalle chitarre e soprattutto dalbandoneón, diretta derivazione di un organetto inventato in Germania, dove non ebbe molta fortuna. Grazie al genio di numerosi interpreti, da strumento per semplici arie e accompagnamenti il bandoneón divenne uno straordinario mezzo espressivo.

Nei primi decenni del '900 il tango ha il volto e la voce di El Morocho del Abasto, Carlos Gardel. Un mito fin da quando incise la sua prima canzone, "Noche Triste", 100 mila copie vendute nel 1917, e l'acclamazione come "el rey del tango" sia nei paesi latini che in Europa. Gardel muore in un incidente aereo nel 1935 a soli 44 anni. Nel frattempo il tango dilaga.
A Hollywood buca lo schermo, consacrandosi alla storia del cinema con Rodolfo Valentino. In Italia anatemi e scomuniche da parte della Chiesa non ne fermano l'avanzata. L'abbraccio dei ballerini, peccaminoso per la mentalità dell'epoca, è oggetto di studio per molti teorici della danza. Carlos Vega, uno dei più grandi studiosi di tango, lo lega ad un problema pratico, dovuto alle sale affollate. I ballerini non avevano alternativa, o si camminavano sui piedi o si abbracciavano!

Tra i musicisti che contribuirono alla leggenda popolare del tango, Osvaldo Pugliese occupa un posto di primissimo piano. Nato nel 1905, iniziò la sua carriera di pianista negli anni '20. Fondò la sua prima orchestra nel '39 e nel 1943 cominciò a incidere dischi diventando negli anni ambasciatore del tango a livello mondiale. I suoi tanghi, dalle sonorità uniche, grazie al prezioso contributo del bandoneón di Osvaldo Ruggero sono tra i più ballati dai tangueros di tutto il mondo.

Per la maggior parte degli europei la gloria del tango ha il nome di Astor Piazzolla, un vero innovatore del genere. In Italia il nome di Piazzolla approda nei primi anni '70, complice un'apparizione televisiva legata a "Balada para mi muerte", interpretata magistralmente da Mina.
Nel 1946 Piazzolla forma la sua prima orchestra; nello stesso periodo si dedica alla musica sinfonica componendo per grande orchestra, sempre più convinto che il tango sia una musica da ascoltare e non da ballare. Ma grazie all'incontro con il "tango canzone", genere più popolare, ottiene l'attenzione del grande pubblico. Sono infatti brani come "Tangazo" che gli assicurano il successo anche negli Usa.
Nel 1969 "Balada para un loco" batte tutti i record di vendita in Argentina. Tutti sono ormai concordi nel riconoscere in Piazzolla la più autentica espressione della musica di Buenos Aires. Nella sua vasta produzione il grande musicista annovera anche colonne sonore di film come "Enrico IV" di Bellocchio e "Cadaveri eccellenti" di Francesco Rosi. Anche Salvatores ha voluto nella colonna sonora di "Denti" (2000) "El Penultimo", uno dei brani più belli di Piazzolla.

SCUOLE DI BALLO
Aria di Buenos Aires

Graciela Rostom, ballerina di razza, tanguera per vocazione, vive in Italia dal 1989. Nel 2000 ha fondato a Firenze la scuola Buenos Aires Tango, dove insegna la pratica e la cultura dell'immortale ballo porteño agli aspiranti tangueros cittadini, il cui numero è in forte crescita. Un culto che unisce ballerini dai venti ai sessant'anni.
«Il tango esige vocazione e dedizione, al di là della passione - aggiunge Graciela -. Non si balla per puro divertimento. A chi viene per imparare dico subito di levarsi dalla testa che sarà facile».
Lo sa bene Graciela, ballerina di estrazione classico-contemporanea che si è formata all'Escuela Municipal de Danzas di Buenos Aires. Con diverse compagnie e in duo con il ballerino Pablo Poli si è esibita nelle principali capitali europee e in Giappone. Ha studiato con i più bei nomi del tango argentino, tra cui Alejandro Aquino e - come racconta - «andando personalmente nelle milongas più popolari a cercare di carpire i segreti di coppie di bravissimi ma sconosciuti ballerini». In Italia balla in coppia con Simone Pradissitto. Anche Firenze ha la sua milonga nel teatrino del Circolo il Progresso, in via Vittorio Emanuele. Inaugurata nel settembre 2001, ha ospitato numerosi eventi quali concerti e spettacoli di musicisti, ballerini, attori e cantautori argentini. Ogni domenica sera si balla dalle 21.30 alle 1 di notte.


Associazione culturale Buenos Aires Tango
Via delle Ruote 6 r, Firenze, tel. 055473555