Le cose fatte e quelle da fare per l’Associazione nazionale Coop consumatori

Scritto da Serena Wiedenstritt |    Ottobre 2017    |    Pag. 28, 29

Assemblea Coop

A dicembre saranno passati due anni e mezzo dall’assemblea dell’aprile 2015, quando a Firenze fu eletto Stefano Bassi alla presidenza dell’Ancc, che rappresenta le cooperative di consumatori. Sarà l’occasione per fare il punto su quanto accaduto in questo periodo, le cose fatte, i passi avanti e i cambiamenti intervenuti nel mercato e in Italia. Stefano Bassi anticipa qui alcuni dei temi che saranno toccati dall’assemblea delle cooperative di consumatori, in programma a dicembre a Roma.


In quale contesto avvenne la sua elezione?

«Il mondo della cooperazione di consumo nel 2015 veniva da un periodo caratterizzato da forti divisioni. A Firenze trovammo il modo e le energie per ricostruire un patto associativo forte, necessario in quel momento e che si sarebbe rivelato ancora più necessario dopo, visti gli eventi che hanno toccato in questi anni la cooperazione. Fu l’occasione per individuare obiettivi e percorsi comuni, per far fronte ai cambiamenti del mercato, alla crisi dei consumi e al rilancio del ruolo di Coop».


Cos’è successo in questi due anni?

«Siamo stati sotto attacco su diverse questioni. Ha pesato l’impatto negativo delle vicende giudiziarie che hanno travolto alcune grandi cooperative del Paese. Abbiamo assistito anche a tentativi di intaccare la reputazione della cooperazione soprattutto sul tema del prestito sociale, che è uno dei temi per noi prioritari e su cui siamo costantemente al lavoro, accogliendo positivamente le novità intervenute, all’inizio del 2016, da parte della Banca d’Italia. La crisi aziendale di Unicoop Tirreno, che stiamo gestendo con un grande impegno - e importanti investimenti - di tutto il mondo della cooperazione di consumo, e le ristrutturazioni al Sud, necessarie per mantenere l’occupazione, sono altri due temi cruciali.

Un altro tema forte è quello del lavoro, del contratto nazionale e degli integrativi aziendali».


Un periodo complicato, che però ha visto la Coop sempre attiva e propositiva. In che modo?

«Innanzitutto i bilanci 2016, in termini di riduzione dei margini, portano il segno di azioni concrete a tutela del reddito dei consumatori. È un’azione essenziale dal punto di vista della missione cooperativa. Abbiamo, inoltre, lavorato su campagne che esprimono i nostri valori e che sottolineano la qualità e la differenza della Coop rispetto ai concorrenti. Campagne rese possibili grazie ad una rete di alleanze con importanti attori esterni, come istituzioni, imprese e università. Fra queste, la campagna “Buoni e giusti” per il rispetto da parte di tutti i fornitori ortofrutticoli Coop di un codice etico che assicura che la produzione sia avvenuta in condizioni di legalità. Sul fronte della salute pubblica siamo impegnati in questi mesi nella campagna “Alleviamo la salute”, per garantire il benessere animale, ridurre e, quando possibile, eliminare l’uso di antibiotici negli allevamenti».


A livello politico e istituzionale, come valuta il lavoro svolto in questa legislatura?

«Come associazione di rappresentanza, il lavoro con il Governo e le istituzioni è importante. Abbiamo registrato alcuni risultati positivi, ad esempio con la legge sullo spreco, che offre alle cooperative nuove opportunità per combattere lo spreco alimentare, mentre siamo rimasti delusi dalla legge sulla concorrenza. Dal nostro punto di vista, il provvedimento vede il mercato ancora troppo poco liberalizzato in alcuni settori chiave per il cittadino, come quello dei farmaci».


Quali saranno gli scenari futuri?

«Il mercato sta cambiando, aumenta la competizione sui prezzi. La grande distribuzione vede la crescita dei discount anche in virtù di una mutata qualità delle loro prestazioni. Assistiamo inoltre a dinamiche di aggregazione piuttosto complesse, che nei prossimi mesi e anni sono destinate a cambiare gli scenari. Per questo sappiamo che il primo posto che abbiamo nelle quote di mercato in Italia potrà essere conservato solo se la cooperazione di consumo saprà mantenere la sua identità adottando un processo di ristrutturazione e di rinnovamento. Siamo in un momento storico che può essere paragonato agli anni Ottanta: una fase che ha visto una crisi tramutarsi in opportunità, opportunità che le cooperative di consumatori hanno saputo sfruttare grazie ad una profonda innovazione. Quello che ci viene chiesto oggi è avere una visione imprenditoriale e sociale di lungo termine, un pensiero strategico e azioni tempestive e coerenti, per produrre ricchezza attraverso la gestione commerciale. Questo è il nostro scopo mutualistico: offrire a soci e consumatori prodotti e servizi di qualità alle migliori condizioni di mercato».


L’intervistato

Stefano Bassi

Presidente dell’Associazione nazionale delle cooperative di consumatori - Coop


Tesi di laurea

Mille euro per tre

Un bando di concorso, promosso da Legacoop Toscana, per le migliori tesi sulla cooperazione, in collaborazione con l'ateneo fiorentino. Obiettivo: stimolare la ricerca in ambito accademico sui temi della cooperazione e dell’impresa cooperativa.

Potranno concorrere tutti i laureati dell'Università di Firenze che avranno discusso la tesi nelle sessioni di laurea dell’anno accademico 2016/2017, entro la sessione di aprile 2018. Dopo la chiusura dei termini, una commissione premierà le migliori tre tesi di laurea con un riconoscimento pubblico e un contributo di mille euro per ciascun premiato.

L'iniziativa è frutto della collaborazione tra Legacoop Toscana e Università di Firenze, per rendere più stretti ed efficaci per studenti, laureati e per le cooperative i rapporti tra il mondo accademico fiorentino e quello della cooperazione.

Informazioni: Premio Legacoop Toscana



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