Chiude la porta ai microbi

Ho acquistato da pochi giorni un detersivo per piatti, indicato come "primo prezzo". Fino ad oggi sono stato molto fiducioso nei riguardi sia della qualità, sia degli aspetti di sicurezza alimentare e non, dei prodotti in vendita presso la Coop, anche di quelli a prezzo più basso.

Una volta a casa, leggendo l'etichetta degli ingredienti, riscontro tuttavia che il principale componente citato in etichetta dopo il tensioattivo è la "formaldeide" utilizzata come conservante.

La cosa mi ha meravigliato non poco in quanto la formaldeide è un noto composto ad elevata tossicità. Trovo alquanto inquietante che si possa aggiungere un tale additivo ad un composto (il detersivo per piatti) di uso quotidiano, che viene a contatto con le stoviglie, e che spesso viene utilizzato senza guanti.

Immagino, visto che è in vendita, che la legge lo consenta, mi aspetterei tuttavia dalla Coop un maggiore controllo.

A. M. - Prato

 

La formaldeide possiamo trovarla nei detergenti ad uso domestico, detersivi per i piatti, negli ammorbidenti, nelle lozioni per capelli, nei fondo tinta e negli alimenti quali pesce affumicato, crostacei ecc., purché le concentrazioni utilizzate rispettino i limiti previsti.

Nel caso del detersivo per piatti, la percentuale utilizzata dal fornitore e riportata negli ingredienti è al di sotto del limite previsto. Il conservante utilizzato non è altro che una soluzione di formaldeide diluita in acqua, in concentrazione massima del 24%; quindi il prodotto finito può contenere al massimo lo 0,024 di formaldeide. Ben al di sotto quindi dei limiti previsti dalla legislazione cosmetica, una delle poche che fornisce delle norme sulla formaldeide.

Naturalmente ci impegnamo a limitare il più possibile questa sostanza dai prodotti che vendiamo. Grazie anche alla sollecitazione del socio, il fornitore ha preso l'impegno già dalle prossime consegne di cambiare la composizione degli ingredienti (sostituendo la formaldeide) e di mutare l'etichetta.

 

Olio a breve scadenza

Quando arriviamo nel mese di novembre attendo l'arrivo dell'olio per i soci, prodotto molto valido e prezzo eccezionale, e quindi faccio la scorta per tutto l'anno. Anche quest'anno è stato così.

Quello però che non capisco perché gli altri oli di marche diverse, che escono in questo periodo, hanno tutti scadenza 2011, mentre il nostro scade 2010. Forse il vostro olio è stato imbottigliato fine 2008?

T. O. - Empoli

 

La dicitura "Consumare preferibilmente entro il ..." non è una vera e propria data di scadenza del prodotto, ma è un'indicazione del produttore che dovrebbe garantire entro quale periodo, secondo lui, il prodotto mantiene le caratteristiche fisiche e organolettiche intatte o quasi.

Per questi prodotti, in genere industriali a lunga conservazione, è lasciato al produttore la scelta della lunghezza del periodo. È chiaro che il produttore ha interesse a far "durare" il più a lungo possibile il suo prodotto. Per quelli a marchio Coop, invece, abbiamo scelto periodi molto più brevi.

Per l'olio in particolare pensiamo che un solo anno sia il periodo migliore per conservarne al meglio le caratteristiche. Quindi il nostro è un olio del 2009 da consumare entro il 2010. Se in casa si riesce a trovare un posto buio e a temperatura costante, l'olio Coop nelle "dame" di vetro mantiene le caratteristiche per periodi ben più lunghi.

 

In collaborazione con Ufficio Qualità Unicoop Firenze