Giochi in legno realizzati dagli artigiani palestinesi

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Sono trenini, cubi, costruzioni in legno, insomma, i giocattoli di una volta. Sono stati costruiti dagli artigiani di Betlemme e a Natale si troveranno sugli scaffali dei principali punti vendita di Unicoop Firenze. L'iniziativa si chiama "Dagli artigiani di Betlemme per i nostri bambini" e dopo i presepi e i coltelli con il manico in legno d'olivo inaugura un nuovo capitolo nel rapporto fra Unicoop Firenze e la città palestinese, iniziato ormai sei anni fa. Gli interlocutori in Terrasanta sono il presidente Zacaria dell'organizzazione Handcraft association, che conta 42 aziende e dà lavoro a più di mille persone, e Samir Hazboun, presidente della Camera di commercio di Betlemme con delega del Governo palestinese per il commercio estero. In Italia sono tre i testimonial d'eccezione di questa iniziativa di solidarietà internazionale: Paolo Hendel, Daniela Morozzi, Sergio Staino.

Questi giocattoli dall'aria antica, destinati ad entrare con tutta probabilità nella produzione "Solidal" Coop, sono intagliati a mano nel legno, creando effetti di grande bellezza. I loro prototipi sono stati realizzati in soli tre giorni dagli artigiani a gennaio 2007, quando una delegazione di Unicoop Firenze - composta dal direttore commerciale Maura Latini e dai buyer del settore - è arrivata in Palestina con l'intento di produrre anche giocattoli per creare un'opportunità commerciale in più agli artigiani di Betlemme. Una volta acquisiti i prototipi sono passati al vaglio di Coop Italia per i controlli di qualità. Subito dopo è partita la produzione e in pochi mesi sono stati creati 60 mila pezzi. Il 24 ottobre è approdata una nave al porto di Livorno e adesso tutto è pronto per la vendita natalizia sperimentale nei punti vendita di Unicoop Firenze. Si tratta di un primo test: l'obiettivo finale è quello di inserire i giocattoli di Betlemme nel più ampio circuito di vendita Coop a livello nazionale.

A colori da Betlemme 1
Da principio fu il presepe
L'economia del presepe, su cui (non è esagerato dirlo) si fonda un po' tutta l'attività produttiva di Betlemme, rischia oggi di scomparire per sempre. Occorre intervenire con tempestività per costruire alternative di sbocco ai prodotti degli artigiani locali, con l'apertura di nuovi mercati. È questo che Unicoop Firenze e Coop Italia hanno cercato di realizzare in questi anni con gli artigiani di Betlemme.
La situazione sociale ed economica nei territori dell'Autonomia Palestinese è infatti più esplosiva che mai e comincia a porre problemi di sopravvivenza a milioni di persone.Anche nella regione di Betlemme, tradizionalmente più avvantaggiata e sviluppata per i flussi turistici, i pellegrinaggi e la forte presenza dell'artigianato artistico: il tasso di disoccupazione è attestato sopra il 70%, il degrado sociale ha raggiunto forme mai conosciute, neanche nei momenti più difficili dell'intifada.
In questo quadro balza con forza alla ribalta la situazione dell'artigianato artistico del legno e della madreperla, il punto di forza dell'economia della regione di Betlemme: centinaia di piccole aziende sono senza lavoro, molte di esse già chiuse o in liquidazione, con tante famiglie davanti al dilemma della via dell'emigrazione o della povertà assoluta, appena lenita dagli aiuti delle organizzazioni umanitarie e caritative.

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Casalinghi d'olivo
L'inizio del rapporto fra Unicoop Firenze e gli artigiani di Betlemme si può far risalire al Natale 2001, quando la cooperativa inserì nel proprio circuito di vendita 5000 statuine dei presepi da essi realizzati, rivendute poi a prezzo di costo e senza alcun ricarico. L'iniziativa fu replicata a Natale 2002, con importi molto più importanti: 51.700 pezzi, per un valore complessivo di circa 305 mila euro. Si è trattato di un'iniziativa di solidarietà verso un popolo straziato da decenni di guerra e di sofferenze, che si aggiunge alle tante messe in campo da Coop. Nel 2003 il rapporto fra Unicoop Firenze e gli artigiani di Betlemme si è ulteriormente evoluto, con la produzione di coltelli con il manico in legno d'olivo.
L'idea della cooperativa è stata infatti quella di agire come "facilitatore", ovvero fare da volano in un'economia troppo specializzata e di nicchia. Si trattava di convincere gli artigiani a diversificare la loro produzione per venderla direttamente nel circuito Coop e iniziare così a produrre per il mercato occidentale. Non è stato semplice, perché molti di loro hanno macchinari vecchi, non riconvertibili e capaci di fare solo le loro statuine tradizionali. Ma la simbiosi produttiva è ben riuscita, anche se gli accordi commerciali con Unicoop Firenze hanno dovuto superare ostacoli inimmaginabili, perché attraverso il "check point" ad esempio è difficile far transitare le materie prime di cui gli artigiani hanno bisogno per le nuove produzioni.

Colomba della pace
Una spilla a forma di colomba diventerà il simbolo della campagna "Bambini senza confini", raccolta di fondi per l'adozione a distanza promossa da padre Ibrahim Faltas, parroco di Gerusalemme. La spilla verrà donata in cambio di un'offerta libera a favore dei bambini palestinesi. L'iniziativa è della Cisl regionale toscana con Unicoop Firenze.