Riaperto al pubblico dopo due secoli. Visite guidate per i soci

Scritto da Edi Ferrari |    Aprile 2005    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

A casa di Galgano
Ora o chissà quando.
Perché l'ultima apertura al pubblico dei tesori di Palazzo Chigi Saracini a Siena, oggi sede dell'Accademia Musicale Chigiana, risale a due secoli fa; e chissà quando sarà possibile visitare di nuovo quella che è una delle più importanti collezioni d'arte, messa insieme da Galgano Saracini e conservata nella dimora della nobile famiglia.
Nel 1806, infatti, Galgano apriva al pubblico degli amatori e degli allievi dell'Istituto di Belle Arti il "vago e superbo museo" che aveva allestito nella sua splendida abitazione, un piccolo "castello" medievale a pochi passi da piazza del Campo.

Grazie alla Fondazione Accademia Musicale Chigiana, alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e alla Banca Monte dei Paschi di Siena Spa, Palazzo Chigi Saracini torna ad aprire le sue porte ai visitatori e, fino a giugno, svela ambienti che conservano non solo le testimonianze del gusto di varie epoche, ma anche gli straordinari tesori di una delle più importanti fra le raccolte d'arte italiane e straniere.
Il "museo" occupava quattordici stanze (divenute poi venti nel 1819) del palazzo gotico costruito nel Duecento dalla famiglia Marescotti, passato nel 1506 ai Piccolomini Mandoli e acquistato verso il 1770 dal padre di Galgano, Marco Antonio Saracini.
Al suo interno, secondo gli indirizzi del collezionismo settecentesco, Galgano aveva esposto tele, fondi oro, statuette, bassorilievi, disegni, antichità etrusche e romane, maioliche ed anche preziose manifatture in avorio, legno e pietre dure. In questa eclettica raccolta spiccavano i dipinti della quadreria dedicata soprattutto alla scuola senese.

In occasione della riapertura al pubblico del palazzo, nelle sale a piano terra, è stata allestita la mostra "Oltre la Scuola Senese. Dipinti del Seicento e del Settecento nella collezione Chigi Saracini": in questa sede si trovano capolavori di Salvator Rosa, Bernardo Strozzi, Simone Pignoni, Pier Francesco Cittadini e Sebastiano Conca, insieme ad opere meno note o in gran parte inedite, riemerse dai depositi della collezione o rintracciate nei luoghi meno frequentati della dimora.
Per celebrare la riapertura di Palazzo Chigi Saracini sono accessibili per la prima volta al pubblico anche alcuni ambienti di palazzi privati, nei quali si respira ancora l'atmosfera della Siena del tempo di Galgano Saracini. E per chi vorrà approfondire la conoscenza del collezionismo ottocentesco in terra senese sarà possibile visitare il Museo Civico di Montepulciano, che conserva la collezione di quasi duecento dipinti che appartenne al Primicerio della Cattedrale poliziana, Francesco Crociani.

"Invito a Palazzo Chigi Saracini. Le stanze e i tesori della collezione" è aperta a Palazzo Chigi Saracini (via di Città 89, Siena) fino al 15 giugno, tutti i giorni (compreso lunedì e festivi) dalle 9 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18; ultimo ingresso ore 17.45).

I soci Coop usufruiscono dell'ingresso con visita guidata a prezzo ridotto (7,00 € invece di 9,00 €).
Per usufruire di questa possibilità, valida per tutti i giorni dell'apertura, è sufficiente effettuare la prenotazione attraverso i normali canali.

Info: tel. 0577246928, www.bassmart.it oppure www.chigiana.it