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Il Prigioniero / Quattro pezzi sacri

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Libretto di Luigi Dallapiccola da “La torture par l’espérance” di Villiers de l’Isle Adam, da “La légende d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak” di Charles de Coster. Musica di Luigi Dallapiccola. Prima rappresentazione: Firenze, Teatro Comunale, 20 maggio 1950. Nuovo allestimento. A seguire Giuseppe Verdi, “Quattro pezzi sacri”: Ave Maria per coro a cappella; “Stabat Mater” per coro e orchestra; “Laudi alla Vergine Maria”, per coro di soprani e contralti a cappella; “Te Deum” per doppio coro e orchestra.

Direttore Zubin Mehta. Regia e coreografia Virgilio Sieni. Assistente regia João Carvalho Aboim. Scenografo e costumista Giulia Bonaldi. Corpo di ballo Compagnia Virgilio Sieni. Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Personaggi e interpreti: La madre: Anna Maria Chiuri; Il Carceriere e il Grande Inquisitore: John Daszak.

È l’estate del 1939 quando Luigi Dallapiccola s’imbatte a Parigi nel racconto “La torture par l’espérance”, uno dei “Contes cruels” di Auguste de Villiers de l’Isle Adam: ne resta impressionato e, nel viaggio di ritorno, comincia a riflettere sul suggerimento ricevuto dalla moglie Laura di ricavarne un lavoro teatrale. Lo scoppio della guerra, poco dopo, sembra rendere reale l’atmosfera oppressiva della storia, in cui la speranza di fuga di un prigioniero è un altro strumento di tortura nelle mani del suo carceriere. Il libretto è pronto alla fine del 1943, e Dallapiccola inizia a lavorare alla musica nel 1944, quando avviene la liberazione di Firenze, e la nascita di sua figlia Anna Libera.

«Erano gli anni» scrive Dallapiccola «in cui l’Europa, da tempo circondata da filo spinato, con ritmo ognora crescente si riduceva a un ammasso di rovine». Terminata il 3 maggio 1948, dopo la sua prima esecuzione al XIII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il pubblico si divise in aspre polemiche sul significato del libretto trasposto alla situazione politica del tempo.

Il pessimismo che sostanzia l’opera di Dallapiccola è l’ideale filo rosso che la collega ai “Quattro pezzi sacri di Verdi”. Composti separatamente negli ultimi anni di carriera e per organici corali differenti, i brani sono quattro preghiere, quattro meditazioni sul senso della morte da parte del compositore che, alla fine dei suoi anni, si sente chiamato a fare i conti con il proprio sentimento religioso. La composizione verdiana ha regia e coreografia di Virgilio Sieni.

 

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (piazzale Vittorio Gui 1, Firenze).

 

Tutte le date

Da: 23/06/2018 - ore 15:30

Opera di Firenze

Agevolazioni per i soci

Contatti

0552779309

www.operadifirenze.it

Indirizzo

piazzale V. Gui 1, FIRENZE (Firenze)

Prezzo per i soci: Ingresso in convenzione e iniziativa "Tutti all'Opera"

Prezzo per i non soci: Da 20,00 € a 100,00 €

(Platea I 100,00 €; Platea II 80,00 €; Platea III 65,00 €; Platea IV 50,00 €; Palchi 35,00 €; Galleria 20,00 €. Per i soci ingresso in convenzione (riduzione del 10%). La convenzione con la riduzione del 10% è valida solo sulle vendite Boxoffice fuori dai punti vendita Unicoop. Con la rappresentazione del 23 giugno termina l’iniziativa “Tutti all’Opera” che tanti soci ha portato al Teatro del Maggio di Firenze permettendo loro di assistere agli spettacoli con un biglietto di platea al costo speciale di 10 euro. I biglietti sono acquistabili nei BoxOffice presenti nei punti vendita della Cooperativa.)

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