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De Chirico e la Metafisica

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Attenzione. In ottemperanza ai provvedimenti del Ministro della Salute e alle ordinanze regionali relativi al contenimento dell’emergenza Covid-19, mostre e musei sono chiusi al pubblico a partire dal 15 febbraio 2021.

 

 

La mostra antologica “De Chirico e la Metafisica”, allestita a Pisa nelle sale di Palazzo Blu, ripercorre la ricerca, in continua evoluzione, dell’artista, padre della Metafisica.

De Chirico, dopo aver dato i natali alla Metafisica nel 1910, è tornato costantemente ad alimentarsi alla sua fonte, dando vita, in periodi diversi, alle stagioni della cosiddetta “seconda Metafisica” e della “Neometafisica”.

Stagioni a lungo sottovalutate, alle quali si è sovente guardato con sufficienza sulla base di un diffuso pregiudizio alimentato dal poeta André Breton - autore del “Manifesto del Surrealismo” - secondo il quale un’infelice e precoce senescenza avrebbe colpito l’artista dopo le sue prime, geniali, opere metafisiche. Un’interpretazione parziale e tendenziosa che, dopo aver resistito per un lungo periodo anche in Italia, entra in crisi nei primi anni Settanta, quando un’importante retrospettiva di de Chirico a Palazzo Reale a Milano, segna un mutamento significativo nella ricezione critica della sua opera. Iniziano così una serie di autorevoli nuove interpretazioni e revisioni critiche, tese a smarcare la figura di de Chirico dal ruolo internazionalmente riconosciutogli di precursore del Surrealismo: un ruolo prestigioso ma decisamente circoscritto e riduttivo, che mira a riconoscere solo una parte ristretta della sua produzione.

L’esposizione racconta l’opera del ‘Pictor optimus’ in un lungo viaggio attraverso immagini e parole; una navigazione fatta di partenze e ritorni, che hanno lasciato tracce profonde lungo l’arco del Novecento e che ancora oggi ispirano le nuove generazioni di artisti. Una mostra che permette di conoscere de Chirico grazie a una serie di disvelamenti che aprono il sipario sui suoi enigmi, consentendo l’accesso al suo labirintico proscenio. Uno degli elementi principali del progetto è la scoperta della collezione personale dell’artista, dei “de Chirico di de Chirico” che sono il fulcro di questa mostra, composta soprattutto da un grande numero di opere provenienti da La Galleria Nazionale di Roma – donate nel 1987 dalla moglie del pittore, Isabella – e dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.

Grazie, inoltre, al supporto delle più prestigiose istituzioni nazionali d'arte moderna, come la Pinacoteca di Brera e il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART), il progetto presenta a Palazzo Blu una serie di assoluti capolavori.

La mostra presenta le opere di tutta la prestigiosa carriera dell’artista, seguendo un percorso cronologico che attraversa il lavoro di de Chirico in ogni suo sviluppo, fase e nodi tematici. Il percorso delle opere esposte ha infatti il merito di andare dalle prime opere “böckliniane” della fine del primo decennio del Novecento agli anni Dieci della grande pittura Metafisica; dai capolavori del periodo “classico” dei primi anni Venti della “seconda metafisica” parigina, fino ai “Bagni Misteriosi” degli anni Trenta, alle straordinarie ricerche sulla pittura dei grandi maestri del passato riscontrabili nelle nature morte, nei nudi e negli autoritratti, realizzati tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, giungendo all’ultima, luminosa fase neometafisica che recentemente ha riscosso un grande interesse internazionale.

De Chirico immagina vedute di città antiche che si sovrappongono a visioni di città moderne riprese da luoghi di vita vissuta, prima Volos e Atene, poi Monaco di Baviera, Milano, Firenze, Torino, Parigi, Ferrara, New York, Venezia, Roma. Sono luoghi in cui lo spazio pubblico disabitato dall’uomo viene popolato da oggetti – frammenti, rovine, archi, portici, angoli di strade, muri, edifici, torri, ciminiere, treni, statue, manichini – che estraniati dal loro abituale contesto emergono con tutta la loro forza iconica diventando irreali, misteriosi, enigmatici.

Un esempio potente lo ritroviamo nel dipinto “Le muse inquietanti”, dove de Chirico fissa per sempre una concezione del mondo e del rapporto tra l’uomo e la realtà. Il mondo, attraverso la metafora della città di Ferrara, è un insieme di cose dominate da una fatalità illogica, un assurdo mistero a guardia del quale stanno controllori severi che solo l’intuizione poetica può penetrare.

Superata l’idea di un de Chirico geniale solo nel breve periodo che va dal 1910 al 1923, diviene possibile rileggere l’intero sviluppo della sua lunga ricerca come un lucido ed eclettico percorso attraverso le sale di un museo ideale, che dagli esordi classico-romantici, ispirati da Böcklin e Klinger, conduce alla pittura metafisica, e dal periodo “neo-barocco” del dopoguerra alla rivisitazione di se stesso e alle nuove ispirazioni della Neometafisica.

In questa progressione, anche il periodo metafisico assume un significato più organico rispetto al resto della carriera e diviene perfettamente coerente parlare - come ha ripetutamente fatto Maurizio Calvesi - di una “Metafisica continua”.

In tale contesto si colloca il grande interesse che, a partire dagli anni Sessanta, l’opera di de Chirico ha riscosso nelle giovani generazioni di artisti. Le citazioni e gli omaggi che, in modi diversi, autori del calibro di Giulio Paolini e Andy Warhol hanno dedicato all’artista sembrano avvalorare una nuova e più concettuale visione dell’intera sua opera, riconoscendo nell’autoreferenzialità della sua ricerca una sottaciuta e rigorosa componente programmatica e un premeditato disegno di poetica.

La mostra ha anche il merito di rimettere in luce quella che oggi possiamo considerare la disseminazione della visione metafisica che, inventata da de Chirico nel 1910, ha poi portato fioriture internazionali che ritroviamo nelle diramazioni di grandi artisti come Carrà, Savinio e de Pisis, ma anche di Sironi e Martini. Questi artisti, presenti in mostra grazie ad alcuni prestiti, più che formare una scuola o un movimento, hanno saputo recepire e rielaborare in modo personale la potente influenza di de Chirico che, alla metà degli anni Dieci, aveva già prodotto dei capolavori fondamentali per l’arte del Novecento, come, ad esempio le piazze d’Italia, “Il Canto d’amore” (1914) o “Il Vaticinatore” (1915).

 

Tutte le info oltre che sul sito di Palazzo Blu sul sito specifico dedicato alla mostra.

 

Modalità di accesso e di sicurezza

Per garantire il distanziamento interpersonale gli ingressi sono contingentati.

L’ingresso è consentito solo attraverso la prenotazione obbligatoria. I biglietti possono essere acquistati on-line, tramite call-center oppure in uno dei punti vendita convenzionati.

La prenotazione verrà controllata all’ingresso, ed è consigliato presentarla in formato digitale a display (print@home).

La visita è regolamentata da un sistema di fasce orarie, pertanto è opportuno presentarsi a Palazzo Blu puntuali e comunque con non più di 5 minuti d’anticipo rispetto all’orario di prenotazione (per evitare assembramenti).

Il percorso espositivo è a senso unico (non è possibile tornare indietro), e a seguito del contingentamento degli ingressi la durata massima della visita è di circa 80 minuti.

La visita è consentita solo adottando le seguenti misure di sicurezza:

_ accertamento della temperatura corporea di tutti i visitatori prima dell’ingresso: non potranno entrare i visitatori con una temperatura corporea pari o superiore ai 37,5°C;

_ obbligo di indossare la mascherina (coprendo correttamente bocca e naso) per tutta la permanenza a Palazzo Blu;

_ obbligo di sanificazione delle mani con apposito disinfettante prima dell’ingresso in mostra;

_ mantenimento della distanza di sicurezza (1 mt.) tra un visitatore e l’altro nelle aree di sosta, nel percorso di vista e nei bookshop, e seguire i percorsi indicati dalla segnaletica direzionale e dal personale

 

 

 

 

Tutte le date

Da: 20/01/2021

A: 07/05/2021

(Dal lunedì al venerdì 10 – 20. Sabato, domenica e prefestivi: chiuso.)

Palazzo Blu

Agevolazioni per i soci.

Contatti

Tel. 0502204650

www.palazzoblu.it

Prezzo per i soci: 10,00 €

Prezzo per i non soci: 12,00 €

(Prenotazione obbligatoria. Diritti di prevendita: 2,00 €.)

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